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RIMUOVI

Supporto e accoglienza

Save the Children Italia è attiva in frontiera sud dal 2008 (dapprima sull’Isola di Lampedusa e in seguito nelle regioni Sicilia, Puglia e Calabria) al fine di:

 

  • garantire che i più vulnerabili, compresi i minori non accompagnati e le vittime di tratta, vengano identificati come tali e che, nel caso di minori accompagnati, non siano separati dai loro genitori o parenti;
  • informare i minori migranti e, in particolare i minori non accompagnati, rispetto ai loro diritti, al percorso che dovranno affrontare, ai rischi legati alla tratta di esseri umani e grave sfruttamento e alla protezione internazionale, attraverso colloqui individuali e sessioni di informazione collettive child friendly
  • supportare i minori che necessitano di interventi specifici, come ad esempio, minori erroneamente identificati come maggiorenni
  • contribuire a conoscere le condizioni di accoglienza nelle strutture dove i migranti, ed in particolare i minori, vengono collocati in seguito al loro arrivo via mare.

 

 

Fino al mese di giugno 2015 tali attività sono state svolte attraverso il c.d. approccio multi-agenzia nell’ambito del progetto Praesidium del Ministero dell’Interno (insieme a UNHCR, OIM e Croce Rossa Italiana).
 

Il Ministero dell’Interno ha autorizzato lo staff di Save the Children presente in frontiera a continuare le attività già poste in essere nei porti e nelle strutture di primissima accoglienza dove i migranti, ed in particolare i minori, vengono collocati in seguito al loro arrivo via mare; a partire da agosto e fino a dicembre 2015 le suddette attività sono state annesse ad un altro progetto finanziato con fondi di emergenza AMIF, progetto volto a rafforzare le capacità degli operatori di 15 progetti selezionati dal Ministero dell’Interno per la gestione, in varie regioni italiane, di strutture specializzate nella temporanea prima accoglienza dei minori non accompagnati.
 

Grazie all’utilizzo di fondi interni Save the Children Italia garantisce la continuità dell’intervento, rafforzandolo quando è necessario in considerazione di arrivi più consistenti di migranti o in aree non abitualmente oggetto di intervento.
 

Le attività di protezione dei minori migranti in frontiera sud sono realizzate da 6 Team composti principalmente da mediatori culturali e operatori legali, di cui 1 a Lampedusa, 3 in Sicilia, 1 in Calabria e 1 in Puglia; sono stati attivati Team “a chiamata” in occasioni di arrivi di migranti via mare in altri territori (Campania e Sardegna).
 

A partire da maggio 2015, in Sicilia, le attività di questi Team sono state integrate da quelle poste in essere da 2 Team in Emergenza che hanno operato, tramite la Cooperativa EDI, Child Friendly Mobile Spaces, principalmente in aree di sbarco e nelle strutture di prima accoglienza, realizzando attività ricreative e, ove possibile, educative in supporto dei bambini e delle loro famiglie. Tali attività, poste in essere in uno spazio sicuro appositamente organizzato, hanno avuto la finalità di permettere ai bambini e alle loro famiglie, attraverso il gioco, di abbassare la soglia dello stress maturato durante il viaggio.
 

Sono state inoltre rafforzate le attività di partecipazione realizzate sia nelle aree di sbarco che all’interno delle strutture dove minori stranieri non accompagnati, sono stati collocati in seguito al loro arrivo via mare.
 

Nel primo caso le attività sono state finalizzate a fornire le primissime informazione sul luogo di arrivo, nonché a determinare l’eventuale presenza di parenti in paesi europei, spiegando al contempo la procedura prevista per i ricongiungimenti e i rischi connessi agli allontanamenti arbitrari.
 

Le attività all’interno delle strutture sono state invece finalizzate all’accoglienza dei nuovi arrivi, a fornire informazioni legali, alla condivisione delle esperienze maturate dai minori, del viaggio, delle responsabilità e della loro percezione dei diritti. Molte attività sono state realizzate con il supporto del consulente legale.

 

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Scopri di più sul nostro supporto ai bambini in fuga

 

Progetto Connect

 

Il progetto, della durata di 12 mesi, prevede la realizzazione di una mappatura degli attori chiave e degli strumenti da loro utilizzati per affrontare la tematica dei minori non accompagnati. Il progetto consentirà dunque di individuare gli aspetti critici ed anche le buone procedure da seguire per assicurare un’interazione efficace tra i diversi attori coivolti sul fenomeno dei minori non accompagnati.

 

 

Il sito del progetto