Il progetto Providing Alternatives to Irregular Migration for Unaccompanied Children in Egypt (c.d. "Progetto Egitto"), della durata di 36 mesi, è finanziato dalla Commissione Europea DG Sviluppo e Cooperazione-Europeaid nell'ambito del Programma tematico di cooperazione con i Paesi Terzi nei settori della migrazione e dell'asilo. È coordinato da Save the Children UK e realizzato in Egitto ed in Italia, rispettivamente in partnership con YAPD (Youth and Population for Development) e Save the Children Italia.
Il progetto mira a migliorare le politiche e le pratiche a livello locale e nazionale per prevenire l'immigrazione irregolare, fornendo ai giovani egiziani alternative valide alla migrazione e sensibilizzandoli sui rischi e sulle condizioni di vita dei minori non accompagnati durante l'esperienza migratoria.
A tal fine il progetto prevede che vengano realizzate una serie di azioni, tra cui una ricerca partecipata in Italia, che è stata condotta nel 2011: cinque ragazzi provenienti residenti in Italia e provenienti dall'Egitto sono stati formati alla ricerca partecipata tra pari (peer researchers), quindi facilitati nella pianificazione e nello svolgimento della ricerca e nella produzione dei materiali informativi e documentali.
Tali materiali verranno diffusi in Egitto e aggiornati una volta all'anno al fine di garantire in Egitto una corretta informazione sulla situazione dei minori migranti egiziani che vivono in Italia. A partire dalle opinioni dei ragazzi gli stessi materiali già prodotti verranno rivisti ed aggiornati.
Il percorso migratorio e le condizioni di vita dei minori non accompagnati egiziani in Italia
Nel Rapporto di Ricerca "Il percorso migratorio e le condizioni di vita dei minori non accompagnati egiziani in Italia" viene offerta un’analisi di contesto della presenza degli egiziani in Italia, con un’attenzione specifica ai dati relativi agli arrivi e alle presenze dei minori non accompagnati egiziani (cap. I).
Quanto evidenziato costituisce il quadro di riferimento in cui si inserisce il laboratorio di ricerca partecipata (cap. II) condotto a Milano, Torino, Roma e in Sicilia orientale. A seguire, una descrizione della metodologia utilizzata per lo svolgimento della ricerca (selezione dei peer researchers e formazione alla ricerca partecipata) e un approfondimento rispetto a quanto è emerso nella ricerca: luoghi di provenienza dei minori non accompagnati egiziani arrivati in Italia, motivazioni e decisione di partire, organizzazione e dinamica del viaggio, arrivo via mare e accoglienza in Italia, rischio di sfruttamento lavorativo e aspettative-prospettive per il futuro, con specifico riferimento al compimento della maggiore età.
Nell’ultima parte del Rapporto (cap. III) vengono illustrati i prodotti finali della ricerca partecipata, ovvero i materiali di sensibilizzazione che verranno diffusi in Egitto: il video “The Italianaire”, i messaggi chiave e i consigli per una migrazione sicura.
Nelle conclusioni si offre una breve riflessione rispetto a quanto emerso e una prospettiva del prosieguo delle attività progettuali in Egitto a partire dai risultati raggiunti in Italia.
In Appendice sono disponibili le “linee guida” elaborate e condivise dai peer researchers nell’ambito del laboratorio di ricerca partecipata, contenenti indicazioni e promemoria a loro utili nel momento dell’intervista, nonché la traccia dell’intervista stessa.
A partire dalle indicazioni esplicite e implicite contenute nelle interviste che hanno raccolto i peer researchers hanno anche elaborato dei "consigli per una migrazione sicura":
Ricorda: l'Italia non è sempre come ti viene descritta
Hai un lavoro in Egitto? Perchè lasciarlo? Perchè sottovalutare le difficoltà di trovarne uno in Italia?
Non partire in barca: è pericoloso, in barca non hai diritti
Non fidarti del "mandoub el bisaffar" e dello scafista!
Se i tuoi amici e i tuoi familiari in Italia non sono in grado di aiutarti, ricorda sempre che puoi essere ospitato in una comunità
è importante avere i documenti. con questi verranno tutelati i tuoi diritti, anche sul lavoro
The Italianaire è il principale prodotto del percorso di una ricerca partecipata: un video che mira a sensibilizzare i ragazzi in Egitto
sui rischi della migrazione irregolare attraverso la parodia di un famoso gioco a quiz.
In uno studio televisivo egiziano, il presentatore del quiz a premi “The Italianaire” saluta e presenta il concorrente Saber,
un ragazzo egiziano molto giovane e dalle possibilità economiche limitate, ma molto simpatico, arguto e furbetto.
Viene dalla campagna, dove fa il contadino. Il suo sogno nel cassetto è aiutare la famiglia e costruirsi un futuro.
Dopo una breve introduzione che riguarda l’immagine che dell’Italia hanno molti giovani egiziani, si passa alle 10 domande su questioni
relative al percorso migratorio e alle condizioni di vita in Italia. Il giovane concorrente, ricorrendo a ricordi delle parole di amici e
parenti che hanno vissuto l’esperienza della migrazione dall’Egitto all’Italia (attraverso flashback – contributi live) ed a qualche aiuto da casa,
riesce a rispondere correttamente a tutte le domande.
In conclusione: se Saber un giorno deciderà di partire per l’Italia potrà farlo consapevole dei rischi e delle alternative.
Profili e indicatori per l’identificazione delle vittime di tratta e sfruttamento: minori egiziani
Nell’ambito del Progetto europeo AGIRE - Austria, Greece, Italy and Romania.
Acting for stronger private-public partnerships in the field of identification and support of child victims and
at risk of trafficking in Europe è stata prodotta una scheda contenente profili e indicatori per l’identificazione delle vittime di tratta e sfruttamento relativa ai minori egiziani.
Nell’ambito del Progetto europeo Providing Alternatives to Irregular Migration for
Unaccompanied Children in Egypt la scheda è stata aggiornata con le informazioni acquisite nel corso della
ricerca partecipata.
This document has been produced with the financial assistance of the European union. The contents of this document are the sole responsibility of Save the Children and Youth Association for Population and Development and can under no circumstances be regarded as reflecting the position of the European Union