15 giugno 2010

Impressioni dall'Albania - Parte III

Visita alla baraccopoli e al secondo centro di Save the Children (di Federica Testorio e Rita Rossi)

Attorno a Tirana ci sono 6 baraccopoli, ognuna delle quali ospita circa 60 famiglie rom che vivono in condizioni drammatiche, fra i rifiuti di una città e di un mondo che si arroga il diritto di chiamarsi moderno mentre i bambini diventano scarti della società.

Baraccopoli a Tirana
Visitare una di queste baraccopoli è una discesa nell’inferno: si incontrano madri di 14 anni e tanti bambini sporchi che vivono in baracche di lamiera. Nei campi non c’è acqua e se si ascoltano le donne si scopre che hanno tutte storie simili: picchiate spesso dal proprio marito che non lavora e beve tutto il giorno, con 5 o 6 figli che non possono essere sfamati o curati. Anzi, la situazione è ribaltata: sono i bambini che diventano fonte di reddito andando a chiedere l’elemosina o, nel momento in cui diventano adolescenti, commettendo piccoli furti o addirittura prostituendosi.

Abbiamo visitato anche il centro FSBH esistente dal 2002 e sostenuto da Save the Children dal 2006, nel quale è stato implementato il servizio dell’unità di strada e sono stati formati i mediatori culturali.

Il centro sorge in una palazzina nell’area della baraccopoli di Kinostudio, una delle zone più a rischio di Tirana.



Centro FSBH a Tirana
Le attività che sono state fatte al FSBH in questi anni sono veramente incredibili: è stato organizzato uno spettacolo teatrale di burattini sulla leggenda di “Ederlezi” che racconta la sconfitta dal drago da parte di San Giorgio. I bambini hanno trasformato i rifiuti della discarica a ridosso della baraccopoli in bellissimi burattini, come a dimostrazione che da un contesto di disperazione si possa creare qualcosa di diverso, di bello, di migliore.
L’alternativa può esistere. Spesso, per spiegare l’importanza del nostro lavoro sul campo, raccontiamo grandi numeri ai nostri sostenitori, parliamo dell’elevato impatto che le nostre attività hanno sui beneficiari e ci dimentichiamo che ogni storia a lieto fine è in realtà un vero e proprio miracolo quotidiano. Ogni singolo bambino che soffre è una ferita profonda sulla nostra pelle che non possiamo ignorare.

Uno degli obiettivi del centro FSBH è costruire un asilo per i bambini più piccoli, basterebbero solo 30.000 euro, ma i soldi non ci sono, mancano anche le risorse per poter costruire delle docce e una delle prime cause di difficoltà di integrazione dei bambini nelle scuole è perché sono sporchi e vengono scansati dagli altri bambini.

Basterebbe così poco!


Rita Rossi

Federica Testorio coordina i Volontari di Save the Children Italia, presenti in tutta Italia con 18 gruppi.



Rita Rossi

Rita Rossi coordina per Save the Children Italia il programma di raccolti fondi denominato a livello internazionale "face to face", meglio conosciuto in Italia come "dialogo diretto".


  • Postato da Save The Children alle 16:06 in Informazione |