04 aprile 2012
Una buona notizia: Tomas Lubanga dichiato colpevole per l'arruolamento di bambini soldato
Finalmente una buona notizia. Finalmente, qualcosa nei meccanismi della Comunità internazionale sembra funzionare. Finalmente, forse, l’ideale di giustizia ha trovato applicazione nella realtà.
Qualche giorno fa Thomas Lubanga, capo di un gruppo di ribelli in Congo, è stato ritenuto colpevole dalla Corte Criminale Internazionale dell’Aja per aver arruolato e fatto combattere migliaia di bambini-soldato nella guerra tra etnie che ha colpito il Paese agli inizi del 2000.
Finalmente, quindi, perché è il primo verdetto del tribunale da quando è stato istituito 10 anni fa. E finalmente, perché il processo è durato ben 3 anni, ascoltando una sessantina di testimoni.
Ma d’altronde le prove erano schiaccianti: in quel periodo ben 3 mila bambini sono stati arruolati e fatti combattere. Alcuni dei quali, a soli 9 anni di età, sono stati costretti ad ammazzare, saccheggiare e stuprare.
Forse il procedimento si è trascinato troppo e forse qualcosa da rivedere nelle dinamiche internazionali c’è. Ma ora vogliamo essere positivi e salutare questo verdetto con ottimismo e speranza per il futuro.
Filippo Ungaro
Responsabile Comunicazione Save the Children Italia
Qualche giorno fa Thomas Lubanga, capo di un gruppo di ribelli in Congo, è stato ritenuto colpevole dalla Corte Criminale Internazionale dell’Aja per aver arruolato e fatto combattere migliaia di bambini-soldato nella guerra tra etnie che ha colpito il Paese agli inizi del 2000.
Finalmente, quindi, perché è il primo verdetto del tribunale da quando è stato istituito 10 anni fa. E finalmente, perché il processo è durato ben 3 anni, ascoltando una sessantina di testimoni.
Ma d’altronde le prove erano schiaccianti: in quel periodo ben 3 mila bambini sono stati arruolati e fatti combattere. Alcuni dei quali, a soli 9 anni di età, sono stati costretti ad ammazzare, saccheggiare e stuprare.
Forse il procedimento si è trascinato troppo e forse qualcosa da rivedere nelle dinamiche internazionali c’è. Ma ora vogliamo essere positivi e salutare questo verdetto con ottimismo e speranza per il futuro.
Filippo Ungaro
Responsabile Comunicazione Save the Children Italia
- Postato da Save The Children alle 11:04 in Informazione |
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