11 aprile 2012
Palestina: uno studio rivela violenze sui giovani palestinesi arrestati

L’annosa e tragica situazione del conflitto palestinese, nasconde anche traumi e violenze di cui poco si parla.
Succede così: succede che anche i ragazzi della Palestina, forse imitando i grandi, lancino sassi. E li lanciano alle automobili dei coloni israeliani e ai veicoli militari. Un’attività sicuramente censurabile, non c’è forse neanche bisogno di dirlo. E succede però che l’esercito israeliano li fermi e li arresti – sono stai 1200 nel 2010.
E succede che decine di questi ragazzi, alcuni anche molto giovani, tra i 12 e i 15 anni, subiscano al momento dell’arresto e in carcere violenze, fisiche e psicologiche.
Uno studio condotto per tre anni da Save the Children e dalla Ymca su un campione di 292 minori, rivela che il 98% è stato vittima di violenze sia al momento dell’arresto che in prigione. E che il 90% abbia, in conseguenza alle violenze, disturbi psicologici post-traumatici. Ma c’è di più: ci sono processi senza avvocati e senza che i genitori possano partecipare; ci sono le confessioni in ebraico che i ragazzi palestinesi sono costretti a firmare pur senza comprendere; c’è la carenza di assistenza medica; ci sono le celle malsane e sovraffollate. E ci sono le privazioni del sonno, l’isolamento o le paure di abusi sessuali usati come minacce per estorcere confessioni.
Lanciare sassi è profondamente sbagliato, chiaro. Ma il diritto internazionale imporrebbe l’applicazione di una legislazione speciale per i minori di 18 anni. E non violenze e torture da parte delle forze dell’ordine.
Succede così: succede che anche i ragazzi della Palestina, forse imitando i grandi, lancino sassi. E li lanciano alle automobili dei coloni israeliani e ai veicoli militari. Un’attività sicuramente censurabile, non c’è forse neanche bisogno di dirlo. E succede però che l’esercito israeliano li fermi e li arresti – sono stai 1200 nel 2010.
E succede che decine di questi ragazzi, alcuni anche molto giovani, tra i 12 e i 15 anni, subiscano al momento dell’arresto e in carcere violenze, fisiche e psicologiche.
Uno studio condotto per tre anni da Save the Children e dalla Ymca su un campione di 292 minori, rivela che il 98% è stato vittima di violenze sia al momento dell’arresto che in prigione. E che il 90% abbia, in conseguenza alle violenze, disturbi psicologici post-traumatici. Ma c’è di più: ci sono processi senza avvocati e senza che i genitori possano partecipare; ci sono le confessioni in ebraico che i ragazzi palestinesi sono costretti a firmare pur senza comprendere; c’è la carenza di assistenza medica; ci sono le celle malsane e sovraffollate. E ci sono le privazioni del sonno, l’isolamento o le paure di abusi sessuali usati come minacce per estorcere confessioni.
Lanciare sassi è profondamente sbagliato, chiaro. Ma il diritto internazionale imporrebbe l’applicazione di una legislazione speciale per i minori di 18 anni. E non violenze e torture da parte delle forze dell’ordine.
- Postato da Save The Children alle 10:04 in Informazione |
I post più letti
25.09.2009
Kenya – crisi alimentare27.11.2009
Bambini in Istituto21.05.2010
Niger, emergenza alimentare17.05.2010
Abolire il costo delle cure sanitarie in Africa significa salvare la vita a migliaia di bambini08.01.2010
Sud SudanTag Cloud
fundraising (2)
Lista dei desideri (7)
Crc - diritti dei bambini (2)
Punizioni corporali (1)
Emergenze (38)
Educazione allo sviluppo (4)
Riscriviamo il Futuro (5)
Bambini soldato (2)
Salute (6)
Tratta (1)
Educazione (8)
Atlante dei minori (6)
Volontari (2)
Every One (28)
Minori Migranti (6)
Abuso e Sfruttamento (2)