13 aprile 2011

Lampedusa, diretta online su Twitter per seguire l’evoluzione della situazione sull’isola

Venerdì 15 aprile molti di voi hanno partecipato al nostro primo tweetup. Per un’ora Filippo Ungaro, nostro responsabile comunicazione, ha condiviso la sua esperienza diretta a Lampedusa durante la recente nuova ondata di sbarchi e a risposto alle domande dei partecipanti.

Per chi non è riuscito a partecipare, abbiamo preparato per voi un piccolo riassunto!


 

Save the Children opera a Lampedusa da marzo 2008 . Dal 10 febbraio di quest’anno abbiamo contato oltre 750 minori non accompagnati provenienti soprattutto dalla Tunisia. Alcuni di loro hanno 12 o 13 anni.

Sono ragazzi che decidono di rischiare la vita in viaggi molto pericolosi, in cerca di un futuro migliore. Pagano anche grosse cifre per il viaggio che affrontano spesso con il consenso dei genitori.

La cosa che mi ha impressionato di più sono le loro storie. Raccontano di 4-5 giorni di mare, con motori in avaria, in balia delle onde e con il rischio concreto di morire. Alcuni di loro hanno perso amici e fratelli. Mi raccontavano che hanno pregato per tutto il viaggio. Cercano solo un'opportunità di una vita migliore e sfuggono da povertà e a volte guerre.




I minori non possono essere espulsi e hanno diritto di essere adeguatamente accolti dal paese in cui arrivano. Identificare i minori è importantissimo. Se non vengono identificati subito, rischiano di diventare invisibili, non rintracciabili, e facile preda della malavita organizzata.

I minori identificati stanno raggiungendo comunità di accoglienza in Sicilia, Liguria, Lazio. Qui hanno la possibilità di seguire un percorso di integrazione sociale, facendo corsi di formazione professionale o educativi. Molti di loro, però, vogliono andare in Francia.




Per chi si chiede cosa facciamo durante la giornata, la risposta non è semplice. La nostra giornata non è mai uguale. Generalmente assistiamo agli sbarchi, ci assicuriamo che ogni migrante riceva degna accoglienza e seguiamo i minori per dar loro tutte le informazioni riguardo la loro integrazione in Italia.





Quando il governo annunciò il piano straordinario per evacuare Lampedusa, non c’era nessun piano specifico per i minori.





E’ da segnale assolutamente come la popolazione di Lampedusa sia di supporto ai migranti, offrendo a volte anche aiuto diretto. Non sono certo mancate le tensioni, ma il clima è generalmente buono e i Lampedusiani hanno dimostrato grande civiltà. Da prendere come esempio.

Non è detto, ogni caso può essere diverso e va analizzato per conto proprio.



E’ possibile fare volontariato attivo, ma in situazioni di emergenza come queste è richiesto personale qualificato con una preparazione specifica. Il modo migliore per aiutare Save the Children a Lampedusa è devolvere il 5 per mille a nostro favore, non vi costa niente. Maggiori informazioni qui: http://www.savethechildren.it/5_per_mille.html

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