07 giugno 2011

Stili di vita dei bambini italiani: il 59% passa il proprio tempo libero al chiuso, il 38% mangia davanti alla tv e un quinto non fa abitualmente colazione a casa. La grande maggioranza pratica attività sportive, ma l’auto è il mezzo più usato

Stile di vita salutare ed equilibrato cercasi. I bambini e ragazzi italiani oscillano costantemente tra salutare pratica di discipline sportive, sedentarietà e cattive abitudini. È quanto emerge dalla ricerca conoscitiva realizzata da IPSOS per Save the Children e Kraft Foods Italia sugli stili di vita dei bambini e dei ragazzi di età compresa tra i 6 e i 17 anni nel nostro paese1 .

Quasi un quinto dei bambini e adolescenti italiani non pratica alcuna attività motoria nel tempo libero. Assenza sul territorio (20%), costo elevato (25%) o malfunzionamenti delle strutture pubbliche o private sono le cause segnalate dai bambini, insieme al fatto che i genitori non possono accompagnarli (12%). Critica la situazione per un bambino su 10 anche durante le ore scolastiche dedicate all’attività motoria e alla pratica sportiva: secondo i genitori intervistati, il 9% dei figli non fa movimento neanche a scuola, in buona parte per l’assenza di uno spazio attrezzato (43% dei casi), che manca completamente nel 4% delle scuole e dove esiste, secondo il 34% dei bambini, non è in buone condizioni (percentuale che sale al 45% in città come Genova e Milano).

Secondo il 59% dei genitori italiani, i loro figli passano il tempo libero prevalentemente a casa propria o di amici. Di questi, il 33% dichiara che non esistono spazi all’aperto dove i bambini possono incontrarsi con gli amici, il 32% dice che nei luoghi di aggregazione non esistono condizioni di sicurezza e pulizia adeguate, e infine il 35% afferma di non poterli accompagnare e supervisionare.

Anche il 28 % dei bambini e ragazzi intervistati dichiara più in generale di passare poco tempo all’aperto: l’11 % di essi non gioca mai o quasi mai fuori con gli amici, mentre il 17% lo fa solo qualche volta al mese. Sebbene la televisione sembri essere ridimensionata rispetto al passato – in media i bambini affermano di guardarla per circa un’ora al giorno, un po’ di più nel fine settimana- più di 3 ore di TV al giorno sono la regola per quasi 1 bambino su 10 durante la settimana ma nel weekend lo diventano per 1 su 5, così come lo è l’utilizzo di internet.

1 genitore su 4 non controlla per quanto tempo i propri figli restano incollati agli schermi né cosa fanno e quanto navigano su internet (le percentuali salgono a Milano e Torino, dove i genitori che non controllano quanto tempo i bambini passano davanti alla tv sono rispettivamente il 32% e 36%, mentre quelli che non controllano quanto tempo navigano in internet sono per entrambe le città il 35%). Per contro, il 59% dei genitori si preoccupa se i figli stanno all’aperto, prevalentemente per la paura degli sconosciuti (51%, che sale fino al 62% a Milano), seguita dal timore di incidenti (22%), del traffico (20%) o che frequentino amici pericolosi (6%), dato quest’ultimo che emerge probabilmente in contesti sociali disagiati.

Quando si sposta per qualunque esigenza, anche solo per andare a scuola, più di un terzo dei bambini e ragazzi lo fa accompagnato in auto (38%), il 67% infatti cammina meno di 30 minuti al giorno (di questi il 26% lo fa per meno di 15 minuti). Un terzo di loro prende abitualmente l’ascensore, con picchi del 48, 47 e 39% rispettivamente a Milano, Genova e Bari.

La percezione dell’importanza di fare sport o attività motorie non va trascurata, soprattutto quando si parla di ragazzi: per il 48% dei ragazzi chi fa sport o attività motoria è considerato positivamente, ma il restante 52% non reputa sia importante o in ogni caso che lo sia più essere esperti di videogiochi, cartoni o calcio (quest’ultima percentuale si alza al 54%, e tocca i suoi massimi livelli ad Aprilia e nella provincia di Roma (66%) e Napoli (64%)). Nell’impiego del tempo libero vengono privilegiate attività individuali come leggere (54%) o ascoltare musica (60%), ma una domanda forte di socialità viene dal desiderio espresso che per il 41% dei bambini è quello di stare con amici e coetanei e per il 26% è quello di giocare con loro all’aria aperta, mentre solo per il 14% ci vorrebbero più videogame o giocattoli.

Il tempo con i genitori viene sì trascorso andando a passeggio (52%), ma anche all’interno delle mura domestiche (45%) o a casa di qualche familiare (43%). Tanti sono coloro che lo passano all’interno dei centri commerciali (ben il 42% dei ragazzi). 2

Anche l’alimentazione, altro tassello del corretto stile di vita, insieme alle attività sportive, al movimento e al vivere all’aria aperta, presenta delle zone d’ombra. Nonostante i genitori conoscano in genere le regole per un regime salutare apprese soprattutto in ambito familiare o da letture, un terzo di loro non le applica con i propri figli. Come conseguenza, più di un ragazzo su 4 mangia la frutta solo un paio di volte la settimana o meno spesso. È soprattutto dai pediatri che i genitori vorrebbero avere più informazioni su una corretta alimentazione (53%), seguiti dagli insegnanti dei propri figli (20%).

I bambini inoltre non iniziano correttamente la giornata con la colazione a casa nel 21% dei casi, a volte fanno pranzo (14%) e cena (13%) da soli o con gli amici. Ben il 38% dei bambini dichiara di mangiare sempre davanti alla TV, percentuale che sale al 49 al sud e nelle isole, con un 53% dei genitori che non contesta il fatto o no c’è, mentre il restante 47% borbotta ma accetta la situazione.
L’obesità o il sovrappeso dei bambini e ragazzi in Italia appare per i genitori un problema consueto e che colpisce un cospicuo numero di ragazzi: solo il 14 % dei genitori intervistati, infatti, afferma che il problema riguardi meno del 10% dei minori del nostro paese.
Il sovrappeso è maggiormente presente in famiglie che denunciano qualche problematica o difficoltà relazionale o famiglie mono-reddito, in cui le madri sono casalinghe.

“Ad un primo sguardo, i dati evidenziano che, seppure lo stile di vita diffuso tra la popolazione di genitori e ragazzi abbia dei connotati sostanzialmente positivi, come la diffusa pratica di discipline sportive o il consumo abituale di frutta e verdura per la maggioranza dei bambini, emergono situazioni che devono far riflettere.” afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia.

“Ad una più attenta disamina, emergono forti criticità legate soprattutto a contesti socio-economici disagiati – continua Neri – come ad esempio il fatto che l’ostacolo per fare attività motoria sia l’eccessivo costo delle strutture private, visto il cattivo funzionamento o le scarse condizioni di sicurezza di quelle pubbliche”.

In città come Palermo, infatti, l’eccessivo costo delle strutture diventa un ostacolo insormontabile per ben il 57% dei ragazzi. A Milano anche giocare semplicemente all’aperto con gli amici è causa di ansia per ben il 60% dei genitori per la paura che i bambini possano essere avvicinati da sconosciuti. A Torino, 1 bambino su 4 non fa abitualmente colazione a casa e, a Bari, il 43% dei genitori osserva di rado le regole per una corretta alimentazione con i propri figli.

Ed è proprio in realtà di questo tipo che occorre intervenire a rimuovere gli ostacoli per uno stile di vita davvero salutare, creando sia spazi fisici adeguati che una rete di informazione e sostegno che coinvolga ragazzi, genitori, insegnanti e operatori, volta alla promozione di comportamenti virtuosi.

E’ questa la sfida che Save the Children raccoglie insieme a Kraft Foods Foundation e in partnership con il Centro Sportivo Italiano (CSI) e l’Unione Italiana Sport Per tutti (UISP) lanciando oggi a Roma “Pronti, partenza, via!”, un progetto triennale per sostenere, con interventi mirati, la pratica motoria e sportiva e l’educazione alimentare dei bambini. “Pronti, partenza, via!”, che gode del patrocinio del Ministro della Gioventù del Governo Italiano, si propone di sensibilizzare, informare e coinvolgere bambini, genitori, insegnanti e operatori del settore per promuovere stili di vita più salutari in aree particolarmente disagiate di 10 città italiane distribuite su tutto il territorio nazionale: Torino, Genova, Milano, Aprilia (e provincia di Roma), Ancona, Sassari, Napoli, Bari, Palermo e Catania.

“Un corretto stile di vita coinvolge più aspetti della quotidianità dei bambini e ragazzi, dal movimento, alla fruizione del tempo libero, all’alimentazione. Coniugare in positivo queste dimensioni è particolarmente critico negli ambienti sociali maggiormente svantaggiati, dove fare rete è la chiave per un intervento strutturato e sostenibile nel tempo, che possa influire in maniera decisiva nella creazione di una vera e propria cultura del vivere sano”, conclude Valerio Neri. “In quest’ottica, Save the Children, insieme a Kraft Foods Foundation, ha coinvolto nel progetto CSI e UISP , due partner che mettono la loro grande esperienza e il profondo radicamento nel territorio al servizio di un intervento coordinato e integrato a più livelli.”

“Siamo da oltre quarant’anni tra i protagonisti nel panorama alimentare italiano, grazie alla fiducia che i consumatori ci hanno sempre riconosciuto, basata su valori solidi quali sicurezza, qualità e responsabilità,” ha dichiarato Valerio Di Natale, Presidente del Gruppo Kraft Foods per il sud Europa. “Responsabilità che, per noi, significa anche impegno nelle comunità che ci circondano. Ecco perché siamo felici ed orgogliosi di unire le nostre forze con Save the Children in Italia per promuovere questo progetto tra le nuove generazioni. Kraft Foods è il secondo gruppo alimentare al mondo: supportare un’iniziativa di questa portata, per diffondere stili di vita corretti e salutari, è per noi assolutamente prioritario, essendo parte della nostra identità”.
Più di 66.400 persone tra bambini dai 6 agli 11 anni e loro familiari, oltre a decine di operatori, educatori, insegnanti, pediatri e nutrizionisti, saranno coinvolti direttamente e attivamente dal progetto “Pronti, partenza, via!” nelle 10 città pilota individuate. Le attività di preparazione e avvio del progetto hanno già coinvolto circa 2500 bambini in 22 scuole primarie nelle città di riferimento.

Il recupero di spazi e strutture in-door e out-door, che si trovano in zone disagiate delle città, si coniuga infatti con l’azione formativa ed educativa specialistica all’interno delle scuole primarie per promuovere stili di vita e alimentari salutari per i bambini e le loro famiglie, oltre all’apertura di sportelli informativi per tutti. A nascere o ri-nascere saranno campi da gioco, percorsi sportivi, spazi verdi, campi polivalenti, skate e roller park, piste podistiche e ciclabili, che accoglieranno le proposte di attività motoria e sportiva per i bambini e per gli abitanti del quartiere di ogni età, favorendo un’azione di integrazione sociale a contrasto dei fenomeni di emarginazione diffusi in ampie fasce della popolazione, soprattutto tra i più giovani.

I bambini e gli abitanti del quartiere di Sestri Ponente a Genova, quello di Borgo Vittoria a Torino, Corvetto a Milano, Brecce Bianche ad Ancona, Primo, Gattone e Isole ad Aprilia (e provincia di Roma), Rizzeddu a Sassari, Ponticelli a Napoli, San Pio e San Paolo a Bari, San Giovanni a Catania, Acquasanta e Arenella a Palermo avranno l’opportunità di conoscere e sperimentare gli effetti positivi di stili di vita più salutari che combattono la sedentarietà e le sue potenziali conseguenze negative per la salute e la socialità di cui tutti, e soprattutto i bambini, hanno bisogno per crescere in modo sano e sereno.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa Save the Children Italia
Tel: 06.48070071-81-23-01
press@savethechildren.it
www.savethechildren.it

Per consultare la ricerca completa clicca qui


“Pronti, partenza, via!” è realizzato in partnership con CSI e UISP

NOTE:
1: La ricerca è stata svolta da Ipsos nel mese di Maggio 2011 ed ha coinvolto – con metodologia on line – 700 giovani tra i 6 ed i 17 anni, ed i loro genitori. Il campione rappresenta tutto il territorio nazionale, includendo in particolare tutte le città e province destinatarie del progetto Pronti, partenza, via!, quali Torino, Genova, Milano, Aprilia (RM), Ancona, Sassari, Napoli, Bari, Palermo e Catania.
2: Domanda a risposta multipla, in cui i ragazzi potevano indicare più di un’opzione.

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