16 novembre 2009

Vertice Fao: Save the Children, basterebbero meno 170 euro per bambino per contrastare la fame e la malnutrizione nel mondo.

Bastano meno di 170 euro, meno di 27 centesimi al giorno, fino al compimento del secondo anno di vita, per garantire ad un bambino una corretta nutrizione e contribuire ad arrestare le morti per malnutrizione.

Questo il dato diffuso da Save the Children, attraverso il nuovo rapporto Fame di Cambiamento, che intende essere un chiaro monito ai grandi della terra riuniti a Roma in occasione del vertice Fao e il cui contributo per sconfiggere la fame nel mondo continua a rimanere molto basso.

Più di 178 milioni di bambini al mondo soffrono di malnutrizione cronica che, come ribadito oggi dal segretario generale dell’Onu, è causa di morte per milioni di bambini ogni anno.

"Troppi bambini stanno morendo perché i leader mondiali stanno fallendo nella riduzione dei livelli di malnutrizione, che ogni anno è causa di oltre metà delle morti infantili” ha affermato David Mepham, Direttore Policy di Save the Children. “Tale cifra è destinata ad aumentare a causa dell’incremento del costo del riso, dei cambiamenti climatici e della crisi economica in corso. Queste morti però non sono eventi sporadici al di fuori del nostro controllo, bensì il frutto di precise scelte politiche”.

Il rapporto Fame di Cambiamento rivela che esiste una gamma di possibilità per fermare la malnutrizione, causa di danni irreversibili allo sviluppo fisico e cognitivo dei bambini, sin dal loro concepimento al compimento del secondo anno di vita. Nei paesi in via di sviluppo, l’11% dei bambini è malnutrito già da prima della nascita poiché la crescita viene compromessa dall’alimentazione scarsa delle loro madri. In alcuni paesi, solo il 5% dei bambini ha una dieta diversificata e, conseguentemente, mentre il resto non riesce ad avere il sufficiente apporto di vitamine, utili per il loro sviluppo fisico e cognitivo. Più di metà dei bambini che vivono nei paesi in via di sviluppo basa la propria nutrizione sulla combinazione al massimo di tre diversi alimenti e non riesce pertanto ad avere una dieta equilibrata.

“Sappiamo come combattere la fame dei bambini e sappiamo quanti fondi sono necessari per farlo, ma si continua a non dare all’alimentazione la giusta importanza e tutto ciò deve cambiare”, continua David Mepham. “Auspichiamo che alla fine di questo summit, ci sia un serio impegno a dire basta alla fame: è scandaloso che i leader mondiali stiano trascurando un problema così grande e la cui risoluzione è così ovvia”.

Metà dei bambini malnutriti vivono in otto paesi in via di sviluppo: Afghanistan, Bangladesh, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, India, Kenya, Sudan e Vietnam. Secondo il rapporto di Save the Children basterebbero 5,85 miliardi di euro all’anno per combattere la fame in queste nazioni e ridurre drasticamente il numero di bambini rachitici o malnutriti.

Save the Children chiede che ad ogni bambino vengano garantite 170 euro fino al compimento del secondo anno d’età e che tale somma venga impiegata per fornire soluzioni efficaci per la riduzione della malnutrizione infantile, come la promozione dell’allattamento al seno, l’allocazione di piccoli budget per l’acquisto di cibo e la somministrazione di vitamine supplementari ai bambini. Tale investimento di primo livello, avrà una ricaduta positiva in termini di miglioramenti culturali ed economici.

“ I leader mondiali stanno concentrando i loro sforzi su una maggiore produzione di cibo, ma devono altresì trovare le modalità per far sì che le persone più vulnerabili possano permettersi di acquistarlo, riconoscendo la dimensione del problema e rispondendo con il giusto livello di investimento”, conclude David Mepham. “ Save the Children chiede con risoluzione un reale cambiamento: non vogliamo solo che i bambini sopravvivano, ma anche che non vivano ai margini e che crescano sicuri, forti e sani”.

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