Immigrazione: Save the Children, l’obbligo di segnalazione da parte del personale sanitario compromette gravemente il diritto alla salute dei bambini stranieri e delle loro madri

La vicenda riportata oggi sulla stampa relativa alla donna ivoriana che è stata segnalata dopo aver partorito in un ospedale di Napoli, perchè ritenuta irregolare, pur essendo in realtà in attesa dello status di rifugiato, desta forte preoccupazione e conferma le perplessità sollevate in relazione al contenuto dell’art. 45, lettera t) del Ddl Sicurezza, che prevede l’abolizione del divieto di segnalazione di persone irregolarmente presenti sul territorio italiano da parte del personale sanitario.
È quanto afferma Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la promozione e la tutela dei diritti dei minori, che sottolinea inoltre come la vicenda sia sintomatica di inadeguata informazione su una disposizione contenuta in un provvedimento normativo il cui iter parlamentare non si è ancora concluso e, pertanto, non è ancora entrata in vigore.
Secondo l’Organizzazione la disposizione in esame, se approvata, avrà chiare ripercussioni negative sulla salute di donne e bambini, poiché potrebbe indurre molte donne, irregolarmente presenti sul territorio italiano o solo in attesa di regolarizzazione, come nel caso sopra citato, a non recarsi in ospedale per partorire con un conseguente notevole aumento del rischio di mortalità materna e neonatale e, più in generale, di salute pubblica.
“ In un momento in cui stiamo assistendo a fatti drammatici che riguardano i migranti, come il recente naufragio a largo delle coste libiche, episodi come quello di Napoli aumentano la nostra preoccupazione. È inammissibile che una donna venga allontanata dal proprio bambino, appena nato, non avendo neppure la possibilità di allattarlo per ben dieci giorni, in maniera del tutto arbitraria.”, ha commentato Valerio Neri, Direttore di Save the Children Italia. “ L’approvazione di tale disposizione di legge contribuirebbe ad aumentare il rischio che i bambini con genitori irregolarmente presenti sul territorio italiano non vengano portati presso le strutture sanitarie sia in caso di malattia che per visite di controllo o vaccinazioni. La paura di essere segnalati rischia di prevalere sul diritto alla salute dei propri figli, ed aumenterebbero i casi di bambini curati in maniera inappropriata o arbitraria”.
Save the Children ricorda inoltre che l’abrogazione del divieto di segnalazione da parte del personale sanitario è solo una delle disposizioni che non tengono in debita considerazione il superiore interesse del minore ed avrebbero, se approvate, un impatto negativo sulla tutela e la promozione dei diritti dei minori stranieri presenti in Italia, peggiorando le condizioni di vita di moltissimi bambini e bambine. Tra di essi, il divieto di registrazione dei propri figli all’anagrafe in mancanza del permesso di soggiorno, o l’impossibilità per un minore di ottenere la conversione del permesso di soggiorno al compimento della maggiore età se non sottoposto a tutela e se non presente sul territorio nazionale da almeno tre anni ed inserito in un progetto di integrazione da almeno due anni.

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