Chi sono i Rohingya e cosa sta succedendo al confine fra Myanmar e Bangladesh

Una bambina e due bambini rohingya seduti vicini

Dal 25 agosto 2017, 738.817* Rohingya sono scappati dal Myanmar per sfuggire a violenze e persecuzioni, ma chi sono i Rohingya e cosa sta succedendo fra il Myanmar e il Bangladesh?

Chi sono i Rohingya e cosa sta succedendo?

  • I Rohingya sono un gruppo di fede musulmana che risiede principalmente in Myanmar nello stato di Rakhine, al confine con il Bangladesh e fanno parte degli strati più poveri della popolazione.
  • In Myanmar la situazione dei Rohingya è sempre stata difficile. Da molti non vengono riconosciuti come cittadini birmani: vengono visti come bengalesi musulmani, arrivati con la colonizzazione britannica. Il governo birmano non riconosce loro la cittadinanza e non possono muoversi liberamente nel paese.
  • La situazione è precipitata nell’estate 2017: centinaia i villaggi distrutti, decine di migliaia i morti e le vittime di violenza di genere attraverso attacchi sistematici alla popolazione civile. A seguito di questa escalation di violenza circa 738 mila Rohingya sono fuggiti in Bangladesh.
  • La Corte internazionale di giustizia (organo giudiziario delle Nazioni Unite) a gennaio 2020 ha ordinato al governo birmano di prendere disposizioni immediate per fermare la violenza, in applicazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio**.

La situazione dei Rohingya nei campi profughi 

  • Quella dei Rohingya a Cox’s Bazaar è una delle situazioni di emergenza umanitaria protratta dimenticata dall’attenzione mediatica.
  • Attualmente quasi 900 mila rifugiati Rohingya vivono a Cox’s Bazaar, in uno dei 34 campi rifugiati. Oltre la metà è costituita da bambini e bambine*. 
  • Le condizioni di vita nei campi rifugiati sono estremamente precarie, la libertà di movimento limitata e la densità abitativa altissima.
  • Il 2021 è stato, fino ad ora, l’anno peggiore per i rifugiati a Cox’s Bazaar: un enorme incendio ha obbligato 70,000 rifugiati ad evacuare, e piogge alluvionali a fine luglio hanno colpito 121,000 individui, traumatizzando nuovamente persone che già sono dovute scappare da casa.
  • Le restrizioni connesse al Covid hanno limitato l’accesso ai campi di operatori umanitari, e quindi l’opportunità di garantire servizi di protezione, salute ed educazione. Le scuole sono chiuse da Marzo 2020
  • Una silenziosa crisi di salute mentale sta impattando anche i più piccoli: abbiamo recentemente condotto un sondaggio tra alcuni dei nostri operatori, il 35% di loro ha lavorato con bambini e bambine che hanno commesso atti di autolesionismo.

“In questi ultimi quattro anno bambini e bambine Rohingya sono passati attraverso più di quanto qualsiasi bambino o bambina dovrebbe sopportare in tutta la vita”, Otto van Manen, direttore di Save the Children in Bangladesh

Siamo al fianco dei bambini e delle bambine Rohingya, ma possiamo aiutarli solo con il tuo sostegno. Tu puoi aiutarci a fornire soccorsi e protezione nelle emergenze più gravi, come questa. I bambini sono vittime innocenti e dobbiamo proteggerli, anche tu puoi fare la tua parte.  

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Il nostro intervento

  • Dall’inizio della nostra risposta nel 2017 ad oggi abbiamo raggiunto circa 600 mila persone***.
  • Il nostro staff supporta l’implementazione di attività di nutrizione, di salute, accesso all’acqua ed a servizi igienici e la creazione di infrastrutture.
  • Ogni bambino e bambina ha diritto all’educazione. Prima della pandemia, operavamo oltre 100 centri educativi per minori in lingua Rohingya. Attualmente implementiamo corsi di educazione informale a distanza
  • Coinvolgiamo i residenti dei campi rifugiati nella progettazione ed implementazione delle nostre azioni.
  • Stiamo operando 8 centri sanitari ed abbiamo creato una struttura per trattare i le persone affette dal Covid. 

Sosteniamo una soluzione duratura per i rifugiati Rohingya ed il ritorno nel Myanmar quando la loro sicurezza nel paese non sarà a rischio.  

Ci appelliamo ai membri delle Nazioni Unite per condannare i perpetuatori di violenza contro i Rohingya.

UNHCR.

** https://www.icj-cij.org/en/case/178

*** Ultimo aggiornamento disponibile

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