Maternità e lavoro: 6 misure per conciliare lavoro e famiglia

Bambina foto a mezzo busto in primo piano la mano aperta

Conciliare la vita famigliare con quella lavorativa per le mamme e i papà è molto spesso faticoso.

Emergenza Coronavirus: cosa prevede il Decreto Rilancio per i genitori.


Le donne sono, però, coloro che subiscono di più questo disequilibrio, rinunciando a lavorare per riuscire a portare avanti la gravidanza e realizzare il sogno di avere una famiglia. 


Le ragioni che portano a questa scelta sono molte, per esempio: 

  • le discriminazioni sul lavoro;
  • la disparità negli obblighi famigliari tra madri e padri;
  • la difficoltà pratica di sopperire alle esigenze domestiche e lavorative contemporaneamente.

In attesa che le proposte in discussione parlamentare sulle misure di conciliazione come l’assegno unico, bonus, congedi di paternità vengano approvate nei mesi a venire e diventino attuative:

6 misure per conciliare lavoro e famiglia


La legislazione prevede alcuni strumenti per conciliare vita lavorativa e famigliare, nonostante ciò c’è ancora molta strada da fare per far sì che i neogenitori trovino l’equilibrio.
  

  • Smart working: detto anche lavoro agile, permette ai lavoratori di conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della loro produttività. Le caratteristiche dello smart working sono la volontarietà dell’accordo, la flessibilità e la parità di trattamento economico e normativo. I permessi per l’allattamento in smart working dipendono dalla tipologia contrattuale di base della mamma lavoratrice. 
    Per saperne di più sui permessi per l’allattamento nelle varie tipologie contrattuali. Inoltre, nella scheda di approfondimento i requisiti e le modalità di attuazione.
  • Misure relative alla pubblica amministrazione: secondo le fonti del diritto, almeno il 10% dei dipendenti che fanno richiesta, devono poter avvalersi delle nuove modalità spazio-temporali della prestazione lavorativa. Questo senza subire alcuna discriminazione. Nella scheda di approfondimento i requisiti e le modalità di attuazione.
  • Bonus Bebè e Bonus Mamma Domani: il bonus bebè è una prestazione che prevede un assegno mensile destinato alle famiglie per ogni figlio nato richiedibile con un ISEE dei genitori al di sotto dei 25mila euro annui. Il bonus è previsto anche in caso di affido e adozione. Il Bonus Mamma Domani prevedeva un premio una tantum di 800 euro per ogni neonato o bimbo adottato, richiedibile dal settimo mese di gravidanza, senza limiti di reddito. La legge di bilancio 2020 ha previsto che, a partire dal 2021, le misure in forma di bonus o assegni confluiranno nel “Fondo assegno universale e servizi alla famiglia” con una dotazione pari a 1.044 milioni di euro per il 2021 e a 1.244 milioni di euro annui a decorrere dal 2022.  Dal prossimo anno, quindi, tutto il sistema delle politiche e delle prestazioni a sostegno dei genitori dovrebbe cambiare per diventare più universalistico e proteggere maggiormente le famiglie più vulnerabili, spesso escluse dai benefici e dalle prestazioni. Si resta in attesa di approvazione e attuazione delle proposte in iter.
  • Richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro in lavoro a tempo parziale in sostituzione del congedo parentale: tra le misure di conciliazione previste dalla legislazione, è previsto che il lavoratore può chiedere, per una sola volta, in luogo del congedo parentale od entro i limiti del congedo ancora spettante, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, purché con una riduzione d'orario non superiore al 5%. Il datore di lavoro deve attuare la richiesta entro 15 giorni. 
  • Cessione dei riposi: sono le cosiddette ferie solidali, nelle quali un dipendente può cedere parte dei suoi riposi ad un collega.
  • Il Bonus Asilo Nido: In Italia i servizi educativi per la prima infanzia sono a carico dei singoli Comuni, la programmazione e le linee guida sono regionali e il sostegno centrale è stato finora sporadico. In attesa di un intervento strutturale e di un serio investimento nell’ampliamento dell’offerta dei servizi educativi alla prima infanzia di qualità in tutto il Paese, si rileva annualmente l’approvazione in Legge di Bilancio di misure a sostegno della genitorialità anche rivolte al sostegno delle rette dei nidi. A partire dal 2016 sono stati introdotti contributi statali per la copertura delle spese sostenute dalle famiglie per asili nido pubblici e privati, il c.d. Bonus Asilo Nido. Il Bonus dal 2020 è incrementato di 1.500 euro per i nuclei familiari con un valore ISEE minorenni fino a 25.000 euro e di 1.000 euro per i nuclei familiari con ISEE minorenni da 25.001 euro a 40.000 euro. Per le modalità di richiesta suggeriamo il portale dell’INPS.

Come conciliare lavoro e famiglia: scheda di approfondimento


Nella scheda di approfondimento le 6 misure di conciliazione tra vita privata e lavorativa.


Tutte le schede della serie Maternità e lavoro


Gli articoli passati su diritti e tutele dei genitori lavoratori


N.B. Gli articoli sono aggiornati secondo le normative vigenti, le schede si rifanno all’anno 2019. Per qualsiasi informazione aggiuntiva rifarsi al sito dell’INPS.

Contenuti realizzati grazie a contributo reso a titolo gratuito da BonelliErede, nell’ambito di un’iniziativa pro bono per Save the Children Italia.

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