Maternità e lavoro: 5 misure per conciliare lavoro e famiglia

Bambina foto a mezzo busto in primo piano la mano aperta

Conciliare la vita famigliare con quella lavorativa per le mamme e i papà è molto spesso faticoso.


Le donne sono, però, coloro che subiscono di più questo disequilibrio, rinunciando a lavorare per riuscire a portare avanti la gravidanza e realizzare il sogno di avere una famiglia. 


Le ragioni che portano a questa scelta sono molte, per esempio: 

  • le discriminazioni sul lavoro;
  • la disparità negli obblighi famigliari tra madri e padri;
  • la difficoltà pratica di sopperire alle esigenze domestiche e lavorative contemporaneamente.

5 misure per conciliare lavoro e famiglia


La legislazione prevede alcuni strumenti per conciliare vita lavorativa e famigliare, nonostante ciò c’è ancora molta strada da fare per far sì che i neogenitori trovino l’equilibrio.
  

  • Smart working: detto anche lavoro agile, permette ai lavoratori di conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della loro produttività. Le caratteristiche dello smart working sono la volontarietà dell’accordo, la flessibilità e la parità di trattamento economico e normativo. Nella scheda di approfondimento i requisiti e le modalità di attuazione.
  • Misure relative alla pubblica amministrazione: secondo le fonti del diritto, almeno il 10% dei dipendenti che fanno richiesta, devono poter avvalersi delle nuove modalità spazio-temporali della prestazione lavorativa. Questo senza subire alcuna discriminazione. Nella scheda di approfondimento i requisiti e le modalità di attuazione.
  • Assegni: uno di questi è il bonus bebè, il quale è richiedibile con un ISEE dei genitori al di sotto dei 25mila euro annui. Il bonus è previsto anche in caso di affido e adozione. Nella scheda le specifiche informazioni e le modalità di presentazione della domanda.
  • Richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro in lavoro a tempo parziale in sostituzione del congedo parentale: tra le misure di conciliazione previste dalla legislazione, è previsto che il lavoratore può chiedere, per una sola volta, in luogo del congedo parentale od entro i limiti del congedo ancora spettante, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, purché con una riduzione d'orario non superiore al 5%. Il datore di lavoro deve attuare la richiesta entro 15 giorni. 
  • Cessione dei riposi: sono le cosiddette ferie solidali, nelle quali un dipendente può cedere parte dei suoi riposi ad un collega.
     

Come conciliare lavoro e famiglia: scheda di approfondimento


Nella scheda di approfondimento le 5 misure di conciliazione tra vita privata e lavorativa.


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