Myanmar: famiglie in estrema difficoltà

famiglie riunita a casa seduti su un tappeto con figlio piccolo in primo piano ragazzo a sinistra madre a destra e padre seduto dietro

L'impatto economico della crisi politica, insieme alla pandemia COVID-19, hanno reso difficile per le famiglie provvedere al proprio nutrimento e a quello dei propri figli. 

"A più di un anno dal colpo di stato, milioni di bambini non hanno abbastanza da mangiare e le famiglie sono costrette a chiedere l'elemosina o prestiti per sopravvivere. La privazione e la fame su questa scala sono un preoccupante passo indietro per un Paese che stava già lottando per uscire dalla povertà dopo decenni di disordini politici. Il mondo deve far sì che i bambini del Myanmar non vengano dimenticati", ha dichiarato Shaheen Chughtai, Direttore di Save the Children in Asia.

La crisi politica in un Paese già vulnerabile

Tra agosto e ottobre 2020, la crisi economica ha determinato un aumento della percentuale di famiglie che vivono un'insicurezza alimentare moderata o grave. Dal febbraio dello scorso anno il Myanmar ha subito un ulteriore declino economico, con la perdita massiccia di posti di lavoro, la chiusura di aziende e l'indebolimento della valuta nazionale (kyat) che ha colpito le famiglie di tutto il Paese. I nuovi dati sono particolarmente sconfortanti:

  • Secondo l'80% delle famiglie l'alimentazione è la principale preoccupazione.
  • In 1 famiglia su 5 gli adulti rinunciano ai propri pasti per sfamare i loro figli.
  • Un terzo delle famiglie è costretto a prendere in prestito il cibo o si affida all'aiuto di altri per sfamarsi.

Anche le famiglie a medio reddito, che dal 2011 avevano beneficiato della crescita economica del Paese, sono ora al di sotto della soglia di povertà. Le famiglie segnalano un aumento medio dei prezzi degli alimenti di base compreso tra il 30% e il 70%.

Sogni infranti 

I nostri operatori sul campo, hanno inoltre raccolto la toccante testimonianza di una famiglia. Kin Thida*, 39 anni vive con il marito e i tre figli a Yangon, in Myanmar. Lei e il marito lavoravano come muratori in un cantiere edile, ma da febbraio 2021, con le conseguenti turbolenze economiche, i due coniugi hanno entrambi perso il lavoro.

Sua figlia Sabal*, di 17 anni, ha dovuto abbandonare la scuola per lavorare in una fabbrica di abbigliamento e aiutare economicamente la famiglia, prima di perdere a sua volta il lavoro a causa della chiusura della fabbrica. "Ho bisogno di trovare un altro lavoro ma per ottenerlo ho bisogno di una carta di registrazione nazionale. Per richiederla devo recarmi nella città natale dei miei genitori ma non posso permettermi il costo dei trasporti per arrivarci. Voglio solo tornare a scuola: è l'unico posto in cui ero felice. Speravo di fare l'infermiera dopo", ha spiegato la ragazza.

Cosa stiamo facendo

Chiediamo alla comunità internazionale di fare tutto il possibile per evitare che il Paese precipiti nella povertà di massa e nella fame, e di aumentare i finanziamenti umanitari.

Operiamo in Myanmar dal 1995 fornendo assistenza sanitaria, alimentare, educativa e programmi di protezione dell'infanzia attraverso più di 50 partner e 900 operatori in tutto il Paese.

Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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