Myanmar, sei mesi dopo il colpo di stato

bambina del myanmar con vestito celeste a fiori rosa è seduta su una sedia in mezzo a un terreno circondata da piante

Sono passati sei mesi dal golpe militare in Myanmar, avvenuto il 1° febbraio scorso, e la situazione delle famiglie è molto peggiorata a causa della diffusione del covid-19 che impedisce ai bambini di accedere a cure mediche di base e istruzione.

A causa della pandemia i bambini rischiano di perdere i loro genitori o tutori legali di riferimento perché restano vittime del virus. Il tasso dei contagi è infatti aumentato notevolmente arrivando al 37%, sempre considerando che si tratta di stime al ribasso.

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Povertà e Sistema sanitario al collasso

La situazione finanziaria delle famiglie è al collasso, la Banca Mondiale prevede un calo del Pil del 18% quest'anno, mentre l'ILO stima che dall'inizio dell'anno siano stati persi 2,2 milioni di posti di lavoro.

In Myanmar il sistema sanitario è al collasso e nel Paese già devastato da malattie, povertà e violenze, le vaccinazioni rimangono in gran parte non disponibili. Intere famiglie si stanno ammalando di Covid-19 e lottano disperatamente per accedere a cure, medicine, ossigeno di emergenza e altre forniture mediche che scarseggiano mentre i prezzi sono saliti alle stelle.

Le donne incinte, in assenza di assistenza sanitaria e minacciate dalle violenze, sono costrette a partorire in circostanze spaventose, anche nella giungla per nascondersi dai soldati armati. 

La violenza sui bambini

Secondo le stime dell’ONU dall'inizio del colpo di stato sono stati uccisi 75 minori, ma si pensa che il numero effettivo di vittime sia molto più alto. Oltre un terzo delle vittime aveva un’età inferiore ai 16 anni e la vittima più piccola è una bambina di appena 18 mesi, uccisa da un veicolo militare che ha travolto la moto del padre che si era rifiutato di fermarsi mentre la portava in ospedale.

Almeno 104 bambini, tra cui alcuni di appena 7 anni, sono detenuti e molti di loro si trovano nella prigione di Insein a Yangon, dove è stata registrata una grave epidemia di Covid-19. Il mese scorso, un ragazzo di 17 anni ha riferito di essere stato torturato quasi a morte in un centro per gli interrogatori, mentre il 24 maggio due ragazzi di 15 e 17 anni sono stati condannati a morte dopo essere stati accusati di aver ucciso una spia filo-militare. Da allora i loro casi sono stati deferiti al tribunale dei minori dove sono di nuovo in attesa di giudizio.

Chiediamo la fine delle violenze in Myanmar e uno sforzo forte, coordinato e deciso da parte della comunità internazionale per aiutare ad affrontare la crisi in corso, specialmente la pandemia.

Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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