Scuole oltre la guerra

primo piano bambino yemenita che guarda in camera con braccia alzate sopra la testa

Domenica 19 maggio abbiamo celebrato i nostri 100 anni. Un secolo speso a fianco dei bambini, specialmente quelli più vulnerabili, per difenderne i diritti, proteggerne l’infanzia e garantire loro un futuro migliore.

Siamo nati subito dopo la Grande Guerra, per fornire supporto ai bambini che ne erano vittime; il pensiero quindi non può non andare a tutti i bambini e ragazzi la cui infanzia, ancora oggi, è indelebilmente segnata dalle sofferenze dei conflitti. 


La nostra fondatrice Eglantyne Jebb diceva “Ogni guerra, giusta o ingiusta, perdente o vittoriosa, è sempre combattuta contro i bambini”. Sono sempre i bambini a pagare il prezzo più alto dei conflitti scatenati da altri.


Nell’ambito della Campagna globale “Stop alla Guerra sui Bambini” abbiamo diffuso dei dati che toccano le coscienze di noi tutti: 420 milioni di bambini, quasi uno su cinque al mondo, vive in zone di guerra; migliaia di bambini, ogni anno, muoiono per le conseguenze indirette dei conflitti, per malnutrizione, malattia, carenza di cure e medicinali, cibo e acqua. In molti Paesi, intere generazioni di bambini stanno diventando adulte senza conoscere davvero il significato della parola “pace”.

 
Troppi di loro subiscono abusi e violenze a causa della guerra, vedono morire i loro cari, distruggere le loro città, scuole e case, sgretolarsi in mezzo alle macerie il loro diritto a crescere sereni, in salute e a ricevere un’istruzione.
Per noi invece, la guerra è solo un ricordo. 


È importante però non dimenticare che questa è la dura realtà quotidiana per ancora troppi bambini nel mondo. È importante che le giovani generazioni conoscano il valore della pace, e capiscano che non tutti i loro coetanei hanno a disposizione cibo a sufficienza, case sicure dove tornare, facile accesso a cure mediche, istruzione. 


È fondamentale che anche a scuola si parli di educazione alla pace: proprio i bambini e i ragazzi possono aiutarci ad immaginarla e a comprendere profondamente il suo valore. Riscoprendo insieme alle nuove generazioni la vera essenza della pace, potremo custodirla o difenderla dove oggi è più a rischio. 


Tutto ciò che abbiamo fatto nell’ambito delle scuole

  • abbiamo realizzato il kit per docenti “La pace oltre la guerra”, che contiene numerose idee di percorsi laboratoriali da realizzare in classe. Ad oggi, oltre 200 docenti hanno richiesto il manuale per poter realizzare attività di educazione alla pace con le proprie classi.
  • Numerose scuole hanno inoltre deciso di partecipare alla VI edizione di TuttoMondo Contest, concorso artistico dedicato ai giovani fino ai 21 anni, incentrato quest’anno sul tema “La pace oltre la guerra”. Complessivamente, hanno partecipato 1.055 studenti; grazie alle 37 scuole partecipanti sono state presentate 120 opere. Per rivivere le emozioni della giornata di premiazione, guarda il video di Tuttomondo Contest 2019.
  • Il 16 maggio, in coincidenza con il lancio internazionale della Campagna globale Stop alla Guerra sui Bambini, in ogni Paese in siamo presenti, sono stati direttamente i bambini a chiedere di porre fine alla guerra. A Roma oltre 100 bambini hanno partecipato alla mobilitazione internazionale, dicendo a chiara voce “stop” alla guerra sui bambini nella cornice suggestiva del Colosseo. 

Alcuni spunti per continuare ad approfondire il tema della pace nelle scuole

  • Sono disponibili una serie di reportage radiofonici a cura dei ragazzi di UndeRadio, per fare luce su quei Paesi, il più delle volte dimenticati, in cui il dramma della guerra o le tensioni sociali rubano il futuro a bambini e ragazzi. I podcast sono adatti per le scuole secondarie di I e II grado.
  • È disponibile in libreria il libro di Raffaela Milano, “I figli dei nemici”, che narra la storia di Eglantyne Jebb, rivoluzionaria (e visionaria!) fondatrice di Save the Children.

Il nostro impegno contro la guerra continua attraverso una petizione per chiedere al Ministro degli affari esteri lo stop della vendita di armi italiane in Yemen, armi che uccidono i bambini yemeniti o ne distruggono il futuro.


Un ringraziamento particolare va alle scuole, agli insegnanti e agli studenti che, a vario titolo, hanno preso parte alle nostre attività, condividendone gli obiettivi e supportandone il lavoro. Con le loro osservazioni, i suggerimenti, l’entusiasmo nel partecipare alle nostre iniziative, le scuole ci stimolano ad andare avanti nella nostra missione, portando avanti il nostro lavoro quotidiano.
 

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