Un’attività per l’inclusione a scuola: il circle time

il tempo del cerchio

L’inclusione delle differenze è un tema che movimenta molto il mondo degli insegnanti: la conformazione che le classi spesso presentano rispecchia la complessità sociale odierna che, rispetto al passato, risulta più articolata e pluralistica. In questa complessità, il lavoro scolastico, i tentativi per rendere più significativa la didattica, l’emozione della relazione e dell’apprendimento, sono finalizzati ad una sempre maggiore e migliore inclusione.

La didattica inclusiva, insieme al protagonismo dei giovani e alla valorizzazione della comunità educante, sono i tre assi portanti di Fuoriclasse in Movimento, rete di 150 scuole su tutto il territorio nazionale che ha come obiettivo il contrasto alla dispersione scolastica.  Le scuole Fuoriclasse aderiscono ad un Manifesto e scelgono di realizzare in un triennio alcune azioni di cambiamento aderenti ai valori del Manifesto stesso. 

Leggi qui il Manifesto e i Criteri di Adesione di Fuoriclasse in Movimento

Il tempo del cerchio

Emerge il bisogno di buone prassi didattiche, di mezzi che, come diceva Maria Montessori, “possono rendersi adatti alle capacità di ciascuno”. Sono necessari metodi di lavoro e di organizzazione della classe, “spazi” diversi che, pur facendo i conti con le risorse disponibili, si configurino come risposte praticabili. Uno strumento operativo utile a promuovere inclusione, adatto a tutte le età e per tutti i gradi scolastici, è sicuramente il “circle time” o “tempo del cerchio”.

Si tratta di un momento particolare della vita scolastica: non più banchi a schiera ma sedie in cerchio; non più valutazione di una prestazione a livello cognitivo, ma ascolto privo di giudizio. La comunicazione avviene secondo regole condivise e finalizzate a promuovere l’ascolto attivo e la partecipazione di tutti (può essere utile, per esempio, stabilire che i turni di parola siano ritualizzati dal passaggio di un oggetto).

Questa metodologia aiuta a facilitare la comunicazione e la conoscenza reciproca, a stabilire un clima di classe favorevole, riconoscere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri (empatia), stimolare l’assunzione di responsabilità, valorizzare le risorse e le differenze individuali, educare all’uguaglianza e alle pari opportunità di genere. Inoltre permette agli insegnanti di conoscere meglio la propria classe e agli studenti di conoscersi meglio tra loro.

Può essere utile per risolvere i conflitti, attraverso l’analisi dei problemi e l’individuazione comune di possibili soluzioni (che tra l’altro sono veri e propri compiti di problem solving), evitando la necessità di interventi autoritari da parte dei docenti in quanto se è solo l’insegnante che propone le soluzioni, queste non saranno mai interiorizzate e vissute pienamente dagli alunni. 

Alcuni esempi di temi da affrontare

  • I giochi preferiti, con una riflessione sugli stereotipi legati all’identità di genere nel gioco;
  • Quali sono le mie passioni e i miei interessi e che significato hanno per me, con una riflessione rispetto al futuro e come ciascuno si immagina da grande;
  • Quali sono le lezioni che mi hanno appassionato maggiormente. Può essere utile per gli insegnanti per adattare la didattica agli alunni, essere più incisivi ed avere un feedback di tipo metacognitivo in modo tale da modellare la loro proposta educativa;
  • Che cosa mi fa provare rabbia nel comportamento dei miei compagni di classe e come gestisco questi momenti, per aiutare a riconoscere le proprie emozioni e quelle altrui e gestire eventuali conflitti.

Con il circle time tutti i membri della classe si riuniscono per discutere un argomento o un problema proposto da uno o più alunni, o dall’insegnante. È importante che le procedure (fissare un giorno e la durata di massima della discussione, la disposizione delle sedie in circolo, il criterio di scelta dell’argomento) siano proposte dal docente e una volta accettate dalla classe, mantenute per tutto il corso dell’esperienza, perché questa diventi un valido punto di riferimento nella vita scolastica (“STAR BENE INSIEME A SCUOLA” - Francescato, Putton, Cudini – NIS pag. 57, 58).

cosa propone inizialmente l'insegnante

  • La disposizione delle sedie in circolo.
  • La frequenza delle discussioni.
  • La loro durata: 20-30 minuti in genere sono sufficienti.
  • Il criterio per decidere quali argomenti trattare, nel caso ne vengano indicati più di uno. Si potrebbe fare un primo giro di proposte e far votare agli studenti le loro priorità, oppure creare la scatola delle proposte che potranno essere scritte e lì depositate.

Altre regole scaturiranno durante le discussioni e, una volta accettate da tutti, dovranno essere scritte su un apposito tabellone ed eventualmente firmate. Un’altra buona pratica potrebbe essere quella di verbalizzare tutte le proposte e le decisioni su un apposito quaderno.

I compiti dell'insegnante

Osservare:

  • Come gli alunni si dispongono nel cerchio
  • Se tutti sono coinvolti nella discussione
  • Se tutti si sentono a proprio agio
  • A chi sono dirette le comunicazioni
  • Come si svolgono gli interventi  

Facilitare la discussione, offrendo sostegno e incoraggiamento ai più timidi e cercando di “neutralizzare” i più aggressivi.
Chiedere chiarimenti.
Riassumere brevemente, alla fine di ogni discussione, i pareri emersi.
Esprimere un parere su come si è svolta la discussione, al di là dei contenuti trattati, evidenziando soprattutto gli aspetti positivi.                     

In caso di conflitto si tratterà di trovare una soluzione accettabile per tutti. In questo caso il ruolo di “mediatore” è essenziale ed è, ovviamente, del docente (“STAR BENE INSIEME A SCUOLA” - Francescato, Putton, Cudini – NIS pag. 59-61).

È importante che l’insegnante abbia sempre “il polso della situazione” cercando di guidare i ragazzi ma evitando di calare dall’alto le diverse soluzioni. 

È proprio sull’asse della didattica inclusiva che hanno scelto di incentrare la formazione a loro dedicata i docenti di un Istituto Comprensivo che aderisce a Fuoriclasse in Movimento con un focus sul circle time. Animati dalla convinzione che sia necessario lavorare in sinergia per promuovere un cambiamento, gli insegnanti di tutti i plessi, dalla scuola dell’infanzia a quella secondaria di primo grado, stanno sperimentando in prima persona la potenza del “tempo del cerchio”, la bellezza di potersi affidare e fidare del gruppo, l’importanza della formazione per acquisire strumenti efficaci di lavoro e crescere umanamente e professionalmente.

 
“Mi sono commossa nel raccontarmi come docente, pensare a quando ho iniziato e come mi sento adesso, con la consapevolezza che il mio lavoro è importante, che sono utile”. (M., insegnante Fuoriclasse)