Violenze in Myanmar, ucciso un quattordicenne

Bambina adolescente in piedi davanti alla sua casa fissa con vestito lungo rosso e scialle viola.

Con l’uccisione da parte delle forze di sicurezza di un quattordicenne, in Myanmar sale almeno a 20 il numero dei minori uccisi. Almeno 17 sono invece quelli ancora in detenzione arbitraria.

Il ragazzo di 14 anni ucciso

La vittima di ieri è un ragazzo di Mandalay di 14 anni che sarebbe stato ucciso a colpi di arma da fuoco mentre era dentro o intorno a casa sua, senza alcun coinvolgimento diretto nelle attuali proteste di resistenza. Secondo diverse fonti sui social media, la sorella del ragazzo avrebbe detto che si trovava a casa in una "zona abusiva", che "non era abbastanza forte per fermare i proiettili". Sui social media stanno girando anche i filmati della madre del ragazzo in lutto. L'adolescente avrebbe dovuto compiere 15 anni a luglio. 

Myanmar, violenze arbitrarie


Il numero crescente di morti tra i bambini e gli adolescenti è estremamente allarmante e preoccupa la situazione di 17 minori - tra cui una ragazzina di 11 anni - che sarebbero detenuti arbitrariamente. Al 22 marzo abbiamo registrato un totale di 146 casi di arresti o detenzioni di minori.
Oltre a questi bambini e adolescenti detenuti, altri manifestanti, molti dei quali giovani studenti, continuano a essere arrestati, secondo le ultime stime sono circa 488 gli studenti attualmente detenuti, di cui almeno venti sono delle scuole superiori la cui età è sconosciuta, ma alcuni di loro potrebbero anche avere meno di 18 anni.

Per fare fronte a questa drammatica situazione stiamo lavorando senza sosta in questa emergenza e portiamo soccorso, anche psicologico, ai bambini e ragazzi vittime innocenti di queste violenze. Anche tu puoi aiutarli con una donazione:

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Compiendo poi un’ulteriore violazione dei diritti dei bambini, le forze di sicurezza avrebbero occupato più di 60 scuole e campus universitari in 13 stati e regioni a partire dal 19 marzo.

 A causa dell'insicurezza e delle continue restrizioni del COVID-19, gran parte di questo lavoro viene svolto da remoto e molti bambini non sono ancora in grado di ricevere il sostegno di cui hanno disperatamente bisogno.

Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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