Prevenire il lavoro minorile nelle comunità produttrici di cacao

Perché

In Costa d’Avorio i bambini coinvolti in qualche forma di lavoro minorile nelle piantagioni di cacao sono circa 1,2 milioni. L’alto livello di povertà è aggravato dal livello molto basso di alfabetizzazione e frequenza scolastica, dalla disuguaglianza di genere e dal lavoro minorile, in particolare nelle zone rurali. Circa il 48% degli uomini e il 70% delle donne sopra i 15 anni sono analfabeti, mentre il 68% dei giovani ivoriani non ha completato l'istruzione primaria e il 36% non ha mai frequentato la scuola. Il 25% dei bambini afferma di essere costretto a lavorare dai genitori o altri membri della famiglia, ma questo lavoro forzato rappresenta un rischio ancora più significativo per i minori migranti di altre regioni o paesi. In un contesto di così scarsa efficienza del sistema educativo, il lavoro minorile prende piede più facilmente e instaura una concatenazione di problematiche sociali che rendono cruciale un intervento mirato.

Cosa

Questo progetto mira a rafforzare la protezione dei bambini nelle comunità produttrici di cacao promuovendo e attuando i loro diritti contro le peggiori forme di lavoro, abuso e violenza nella regione Nawa. Operiamo in diverse comunità con l’obiettivo di raggiungere bambini, di cui in buona parte sono bambine di età compresa tra 5 e 17 anni, così come vittime a rischio sia di abuso e sfruttamento che delle peggiori forme di lavoro minorile. Al centro dell’approccio, vi sono le strutture sociali che vengono stimolate all’interno delle comunità, generando dunque dei comitati interni alle comunità, dei meccanismi di protezione che si sviluppano in relazione ad essi, metodologie di rapporto ed identificazione degli abusi, ma anche tecniche di mobilitazione sempre interne a queste comunità. Tutto questo risulta fondamentale anche per aumentare la preparazione degli insegnanti, in ambito scolastico, e la consapevolezza delle comunità che, fronteggiando i limiti di apprendimento passati e partecipando a sessione specifiche di advocacy, affrontano con maggiori risorse sociali e culturali la questione del lavoro minorile.

Attività principali e alcuni risultati aggiunti

  • 46 bambini, precedentemente vittime di abusi e violenze, inclusi anche quelli coinvolti nelle forme più estreme di lavoro minorile, hanno beneficiato dei nostri servizi di protezione.
  • 252 membri delle comunità hanno partecipato a formazioni ad hoc sulle problematiche chiave legate alla protezione dei bambini.
  • Nell’ambito di una serie di corsi di formazione riguardo i diritti dei minori, l’equità di genere ed il funzionamento dei COGES (Comitato di Gestione Scolastica), 109 membri di questi comitati in totale hanno partecipato a queste formazioni.
  • 10 famiglie affidatarie sono state identificate ed istruite sulle migliori prassi alle quali attenersi nel processo di accoglienza dei minori.
  • Sono stati stabiliti 10 spazi adibiti alla lettura per i bambini.

*I dati qui pubblicati si riferiscono al periodo che va dall'inizio del progetto all'ultimo aggiornamento disponibile.