Sviluppo della prima infanzia per i bambini rifugiati in Uganda

Perché 

In Uganda è in corso la più grave crisi di rifugiati su tutto il continente africano. Negli ultimi mesi, il paese ha assistito a una ondata massiccia di arrivi di persone in fuga dalle violenze in Sud Sudan al ritmo di circa 1.800 persone al giorno. Inoltre, a metà dicembre 2017 è iniziato il picco di afflusso dalla Repubblica Democratica del Congo che è continuato per tutto l'anno, in seguito alle continue violenze interetniche nell'Ituri e nel Nord Kivu. Da ottobre 2018 l’Uganda ospita 1.154.352 rifugiati di cui oltre 770.600 provengono dal Sud Sudan e il resto dalla RDC, dal Burundi o dalla Somalia.  

Almeno il 57% dei bambini rifugiati in Uganda non va a scuola e nelle comunità ospitanti locali - spesso dimenticate nelle crisi dei rifugiati - oltre un terzo dei bambini ugandesi non hanno accesso all’istruzione. I rifugiati arrivano in alcuni dei distretti più poveri e meno sviluppati dell'Uganda e l'enorme afflusso ha messo a dura prova i servizi già limitati. Le scuole in particolare stanno lottando per far fronte alla crisi, ma ci sono troppe poche scuole e gli studenti devono spesso percorrere chilometri da e verso la classe, a volte esponendo i bambini al pericolo. 


Tra i rifugiati, i bambini sud sudanesi in età scolare rappresentano oltre il 54% della popolazione totale, ma solo il 43% di questi ha accesso all’istruzione (formale o informale) con una significativa differenza di genere e con accesso molto limitato per i bambini con disabilità. Per i bambini che hanno vissuto il trauma di dover abbandonare le proprie case, avere uno spazio sicuro per poter giocare, potersi relazionare con i coetanei e imparare, rappresenta una fonte di stimolo e protezione che li supporta nella loro crescita, nonostante la drammatica situazione che stanno vivendo.

Che cosa: 

Il progetto avrà un approccio olistico che valuterà i diversi aspetti del benessere dei più piccoli, aumentando l’accesso all’istruzione, alla protezione dei bambini, alla salute e nutrizione, all’acqua, ai servizi igienico-sanitari e alle corrette pratiche igieniche. Garantiremo l’apprendimento e il gioco ai bambini sotto i 6 anni, supportando inoltre la transizione dall’asilo alla scuola primaria.  Una parte dell’intervento si concentrerà sul rafforzamento delle capacità di insegnanti e genitori per permettere loro di guidare e seguire i bambini in una serie di attività basate sullo sviluppo del loro benessere sociale, emotivo e fisico e assicureremo ambienti sicuri, la preparazione degli insegnanti e la qualità dell’educazione. Infine, renderemo più accessibili i servizi di Educazione prescolare e sviluppo della prima infanzia sostenendo i centri prescolari, garantendo l'uguaglianza di genere e l’accesso ai bambini con disabilità.

Opereremo per migliorare l’ambiente di 36 Centri per lo Sviluppo della Prima Infanzia tramite piccoli interventi di riabilitazione, mentre in 4 centri interverremo con aggiustamenti e materiali per elevare la qualità dell’educazione per i bambini che li frequentano. 

L’intervento avrà un focus particolare sull’inclusione dei bambini con disabilità e difficoltà di apprendimento nei servizi di scuola primaria, grazie alla sensibilizzazione delle comunità e alla misurazione dello sviluppo cognitivo e di apprendimento dei minori che partecipano alle attività dei centri. Applicheremo approcci e metodologie volte a sviluppare le capacità cognitive e di apprendimento precoce dell’alfabeto e della matematica dei bambini e faremo un lavoro sulle capacità dei genitori, tutori e degli insegnanti affinché utilizzino approcci di disciplina positiva. Le comunità e i genitori verranno sensibilizzati affinché la partecipazione ai Centri per lo Sviluppo della Prima Infanzia migliori la transizione dei bambini alla scuola primaria. Inoltre, supporteremo la gestione dei conflitti all’interno del campo per raggiungere la massima coesione tra i rifugiati e le comunità ospitanti.


Risultati attesi:
1. I bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni avranno accesso a servizi educativi per la prima infanzia di qualità e in ambienti sicuri e protetti
Attraverso i 36 centri per la prima infanzia vogliamo garantire l’iscrizione di 8.000 bambini in età prescolare (in media 200 bambini per ogni centro). Gli studenti impareranno grazie ad attività basate sul gioco, con lo scopo di sviluppare il loro benessere fisico ed emotivo. Inoltre, 252 insegnanti dei 36 centri saranno formati sull'educazione inclusiva e acquisiranno le competenze necessarie per identificare e sostenere i bambini con bisogni speciali.


2. Le comunità avranno maggiori capacità nel fornire e gestire i servizi di educazione prescolare 
Questo risultato sarà raggiunto attraverso il lavoro costante con le comunità, la formazione di genitori, degli insegnanti e dei leader locali sulla gestione dei centri. 324 membri dei Comitati di Gestione dei Centri (CMC) saranno formati su ruoli e responsabilità, parteciperanno ad incontri di sensibilizzazione assieme a 3.600 membri della comunità e gli insegnanti supporteranno i genitori con incontri sulla genitorialità positiva.