Emergenza Indonesia

la seconda ondata di covid

In Indonesia la variante delta del virus sta colpendo anche i bambini: quasi 260.000 i contagiati e oltre i 700 i morti. Per la fascia più giovane della popolazione, i tassi di infezione e di mortalità sono i più alti al mondo.

Il sistema sanitario è in crisi: mancano i posti letto e l'ossigeno, mentre la campagna vaccinale stenta a crescere. I bambini, oltre a correre gravi rischi per la salute, rischiano di rimanere soli e senza protezione quando i genitori si ammalano o muoiono. 

In situazioni come questa è indispensabile intervenire subito per portare tutto l'aiuto di cui c'è bisogno: cure, cibo, assistenza. Aiutaci ad arrivare in tempo.

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il terremoto e lo tsunami

Dopo il devastante terremoto e lo tsunami che il 28 settembre 2018 hanno colpito la città di Palu e l’area di Sulawesi nel nord dell’Indonesia. Dopo quatto mesi dal disastro, l'ultimo rapporto ufficiale parla di 164.626 persone sfollate e  42,864 edifici danneggiati. Più della metà delle scuole a Palu, Sigi e Dongola sono state rese inagibili.

Ora che i riflettori dei media si sono spenti, il tuo sostegno diventa più importante che mai. Sostieni il Fondo Emergenze per i Bambini per permetterci di continuare a portare soccorso finché ce ne sarà bisogno.

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Siamo intervenuti immediatamente a sostegno della popolazione e abbiamo raggiunto almeno 222.677 persone, di cui 105.250 bambini.

A poche ore dalla crisi, abbiamo distribuito beni di prima necessità, come teli in plastica e corde per costruire rifugi temporanei, taniche e bacinelle per l’acqua, e kit igienici che comprendono sapone e prodotti per la pulizia per prevenire malattie. Abbiamo allestito, inoltre, spazi sicuri dove i bambini possono giocare e ricevere un supporto psicologico. Inoltre abbiamo lavorato per identificre i bambini rimasti orfani o separati dai propri genitori per ricongiungerli con le loro famiglie.

Operiamo in Indonesia dal 1976 con una risposta umanitaria ai molti disastri naturali tra cui i recenti terremoti e lo tsunami nel giorno di Santo Stefano del 2004.