Giappone, Save the Children: tantissime madri in stato di gravidanza avanzata rischiano di partorire nei centri d’evacuazione a causa della mancanza di benzina

Impossibile raggiungere gli ospedali, alle pompe di benzina code di oltre 5 ore per fare rifornimento.

 

L’Organizzazione è seriamente preoccupata per le condizioni delle tantissime donne in attesa che a causa della mancanza di carburante non potranno raggiungere gli ospedali e saranno quindi obbligate a partorire nei centri d’evacuazione, private dell’assistenza necessaria e delle condizioni igieniche e psicologiche adeguate.

 

“Tra le oltre 500,000 persone sfollate in seguito allo tsumani, potrebbe esserci un numero consistente di donne obbligate a partorire tra migliaia di persone nei centri d’evacuazione, dove hanno trovato rifugio in questi giorni” ha dichiarato Stephen McDonald di Save the Children, che coordina la risposta all’emergenza in Giappone.

Save the Children ieri ha incontrato una di queste future madri, presso la scuola elementare di Shichigo. Il suo nome è Nao Saito, la settimana prossima darà alla luce suo figlio ed è molto preoccupata di non riuscire a raggiungere l’ospedale di Sendai in tempo per la nascita. In tutta la città e nelle aree limitrofe colpite dal disastro, sono infatti lunghissime le file alle stazioni di benzina, dove le persone aspettano anche oltre 5 ore per ricevere rifornimenti di carburante.

 

“Tra migliaia di persone stipate nei centri temporanei allestiti lungo i 600 km di costa devastata dallo tsunami, le madri in procinto di partorire sono seriamente preoccupate sul dove e come metteranno al mondo i propri figli” continua Stephen McDonald “è fondamentale che le autorità giapponesi monitorino lo stato di salute delle madri in attesa, fornendo le cure appropriate e garantendo una risposta certa e immediata ai loro bisogni.”

 

Nell’area colpita dallo tsunami, Save the Children ha allestito una rete di Spazi a Misura di Bambino: aree protette dove i bambini, supportati dal personale specializzato di Save the Children, svolgono attività ludico-ricreative che li aiutano a rielaborare la propria esperienza per superare la paura e l’insicurezza derivante dal trauma subìto. Queste attività, inoltre, portano un beneficio diretto anche ai genitori, anch’essi molto provati dal punto di vista psicologico, che possono lasciare i bambini in un luogo sicuro e iniziare a riprendere in mano e ricostruire le proprie vite.

Save the Children sta inoltre programmando la distribuzione di kit di primo soccorso per la popolazione, oltre a kit per l’igiene, coperte e vestiti, mentre nei prossimi giorni ai bambini verranno distribuite cartelle per la scuola e kit contenenti pannolini lavabili, asciugamani, detergenti, talco, cappelli e altri beni di prima necessità.

 

Per supportare l’immediato intervento di emergenza l’organizzazione internazionale ha lanciato un appello di raccolta fondi mondiale di 20 milioni di dollari. Le attività di Save the Children in Giappone possono essere sostenute attraverso il Fondo Emergenze per i Bambini: www.savethechildren.it/giappone

 

Sono disponibili foto, video e interviste con i portavoce di Save the Children in Giappone 

 

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