Myanmar: a sei mesi dal colpo di stato i bambini non hanno accesso a cure mediche e istruzione e molti rischiano di perdere genitori e parenti a causa del Covid-19. Quasi 1 milione di bambini non ha ricevuto le vaccinazioni essenziali.

In Myanmar, a sei mesi dall’inizio del golpe militare, la situazione delle famiglie sta peggiorando a causa di un'ondata di Covid-19 diffusa in tutto il Paese che impedisce ai bambini di accedere a cure mediche e istruzione. Questa è la denuncia di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

Save the Children ha affermato che molti bambini in Myanmar rischiano di perdere i loro tutori legali poiché il bilancio delle vittime di Covid-19 è in rapido aumento e il tasso dei contagi che supera il 37% è tra i più alti al mondo, sebbene il numero di contagi e decessi siano stime al ribasso. Difatti, finora, più di un milione di bambini in tutto il mondo ha perso almeno un genitore a causa del Covid-19 e, secondo uno studio pubblicato su The Lancet questo mese, 1,5 milioni di bambini hanno perso un genitore, un nonno o un parente responsabile della loro cura.

Dall’inizio del golpe dello scorso 1° febbraio, in Myanmar il sistema sanitario è al collasso e nel Paese già devastato da malattie, povertà e violenze, le vaccinazioni rimangono in gran parte non disponibili. Intere famiglie si stanno ammalando di Covid-19 e lottano disperatamente per accedere a cure, medicine, ossigeno di emergenza e altre forniture mediche che scarseggiano mentre i prezzi sono saliti alle stelle. Le donne incinte, in assenza di assistenza sanitaria e minacciate dalle violenze, sono costrette a partorire in circostanze spaventose, anche nella giungla per nascondersi dai soldati armati.

Bambini uccisi e detenuti

Secondo l'ONU dall'inizio del colpo di stato sono stati uccisi 75 minori, anche se si pensa che il numero effettivo di vittime sia molto più alto. Più di un terzo delle vittime aveva meno di 16 anni e la più piccola è una bambina di 18 mesi, uccisa da un veicolo militare che ha travolto la moto del padre che si era rifiutato di fermarsi mentre la portava in ospedale.

Almeno 104 bambini, tra cui alcuni di appena 7 anni, sono detenuti e molti di loro si trovano nella nota prigione di Insein a Yangon, dove è stata registrata una grave epidemia di Covid-19. Il mese scorso, un ragazzo di 17 anni ha riferito di essere stato torturato quasi a morte in un centro per gli interrogatori, mentre il 24 maggio due ragazzi di 15 e 17 anni sono stati condannati a morte dopo essere stati accusati di aver ucciso una spia filo-militare. Da allora i loro casi sono stati deferiti al tribunale dei minori dove sono di nuovo in attesa di giudizio.

Oltre ai minori uccisi o feriti, Save the Children esprime preoccupazione per il fatto che molti altri bambini non hanno accesso a cure mediche essenziali e istruzione a causa dell'ondata di Covid-19 che sta devastando il Myanmar. Inoltre, nel paese le regolari campagne di vaccinazione per i bambini sono ferme e quasi 1 milione di bambini non ha ricevuto le vaccinazioni essenziali dal colpo di stato (ONU).

La situazione economica di molte famiglie è sempre più tragica. Secondo un sondaggio condotto da Save the Children su quasi 1.500 famiglie in sette regioni, la crisi ha influito sulla capacità del 75% delle famiglie di soddisfare i bisogni di base e circa il 34% degli intervistati ha riportato una perdita totale di reddito nei mesi successivi al golpe. La Banca Mondiale prevede un calo del Pil del 18% quest'anno, mentre l'ILO stima che dall'inizio dell'anno siano stati persi 2,2 milioni di posti di lavoro.

Subito dopo il colpo di stato di sei mesi fa, Save the Children aveva già previsto uno scenario da incubo ma ora tutto questo è diventato realtà ed è molto peggio di quanto si sarebbe mai potuto immaginare. I bambini non solo hanno assistito e sperimentato violenze e orrori che nessun bambino dovrebbe mai vedere, ma ora stanno anche perdendo tutori e familiari a causa della pandemia che sta sconvolgendo il paese. La crisi complessa e ormai cronica sta mettendo a dura prova la salute mentale e il benessere di milioni di persone, compresi molti minori.

L’Organizzazione chiede la fine delle violenze in Myanmar e uno sforzo forte, coordinato e deciso da parte della comunità internazionale per aiutare ad affrontare la crisi in corso, specialmente la pandemia. Sia il Consiglio di Sicurezza dell'ONU sia l'ASEAN non hanno più tempo da perdere in Myanmar. L'ASEAN dovrebbe agire con urgenza durante il suo prossimo incontro formale del 2 agosto e il blocco deve fare tutto il possibile per garantire che le violazioni contro le persone e i bambini cessino e trovare una soluzione regionale a questa crisi. Le persone in Myanmar stanno mostrando un'ammirevole capacità di resilienza e forza ma non possono farcela da sole. C'è un urgente bisogno di aiuto.

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