L’Organizzazione chiede un cessate il fuoco immediato e permanente e un accesso immediato e senza restrizioni per fornire aiuti salvavita ai bambini e alle famiglie in tutta Gaza.
Il Rapporto “Chiamami col mio nome” - realizzato dal Polo Ricerche dell’Organizzazione in collaborazione con il Movimento Italiani senza cittadinanza, Fondazione Bruno Kessler e Think Tank Tortuga - evidenzia che, tra gli studenti con i rendimenti scolastici migliori alle scuole medie e uno status socioeconomico basso, solo il 52,7% di quelli di seconda generazione e il 48,7% di quelli di prima generazione ha scelto il liceo. Più di un quarto degli studenti con background migratorio è in ritardo scolastico (26,4%). A fare la differenza, oltre alla condizione di svantaggio socioeconomico, anche il mancato riconoscimento della cittadinanza e una penalizzazione nell’orientamento
Difficilissimo raggiungere i villaggi di montagna colpiti dal sisma, isolati dalle frane, i soccorritori devono camminare per oltre 20 Km trasportando le attrezzature sulle spalle. L’Organizzazione chiede alla comunità internazionale di intervenire al più presto e di dare priorità ai bisogni dei minori nella risposta.
Una partnership multistakeholder tra Save the Children, la Cooperazione Italiana e Ferrero, per migliorare le condizioni di vita dei minori, aumentare il loro benessere e contrastare lo sfruttamento lavorativo.
Le province più danneggiate sono quelle di Nangarhar, Laghman e Kunar, che avevano già dovuto fare i conti con le inondazioni improvvise innescate dalle piogge torrenziali degli ultimi giorni, che hanno devastato case e strade. Appello urgente alla comunità internazionale perchè intervenga con finanziamenti immediati e un supporto coordinato per garantire un’assistenza salvavita efficace.
Secondo l’ultima analisi dell’Organizzazione, dal febbraio 2022, 400.000 minori hanno trascorso circa 580 giorni senza entrare in classe. Ora quasi 1,2 milioni di scolari tra 6 e 17 anni, uno su tre, iniziano il loro quarto anno scolastico consecutivo di istruzione interrotta, con un impatto devastante sull’apprendimento, ma anche sul benessere mentale e sullo sviluppo sociale dei più giovani.
La Direttrice Generale di Save the Children International, Inger Ashing, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite parla di una carestia progettata, prevista, provocata dall’uomo e della responsabilità collettiva di questa immensa catastrofe umanitaria.