Una città, un quartiere, un Punto Luce: Napoli, rione Sanità

Un viaggio attraverso le parole di un nostro collega dal Punto Luce Sanità di Napoli per scoprire le debolezze di questo quartiere ma anche la sua forza: quella racchiusa nei bambini che lo vivono.

Secondo i dati riportati nella nona edizione dell’Atlante dell’Infanzia, nella regione Campania il 32,3% degli adolescenti vive in condizioni di povertà relativa. A Napoli il 22% dei giovani tra i 15 e i 29 anni è fuori dal mercato del lavoro e della formazione, il rione Sanità, in particolare, si attesta al 27%. Anche l’indice di vulnerabilità* nel quartiere si attesta a 104,08.

Sanità è un rione abbastanza centrale dove però mancano le occasioni per i bambini e i giovani per fare attività extrascolastiche, privo di spazi per giocare e dove la conseguenza è la segregazione in casa o in strada, con il rischio di esser più vulnerabili a fenomeni di devianza.

*L'Indice di Vulnerabilità viene calcolato combinando sette indicatori elementari che descrivono livello di istruzione, strutture familiari, condizioni abitative, partecipazione al mercato del lavoro e condizioni economiche (dove un numero inferiore a 97 indica una bassa vulnerabilità del territorio, tra 97 e 98 medio-basso, tra 98 e 99 medio, tra 99 e 103 medio-alto, oltre 103 alto).

Luigi Malcangi referente territoriale della Campania da oltre 4 anni.

"Il rione Sanità è così: 32.000 anime in meno di 2km². Un ghetto a ridosso del centro storico della città, un'enclave chiusa a valle tra due colline e da un ponte che nell'800 ha completamente tagliato il quartiere fuori dal contesto cittadino. Fino a pochi anni fa se non avevi un buon motivo per andare alla Sanità non ci andavi."

Si vedono sempre meno bambini negli spazi pubblici, ma le ragioni non sono prettamente demografiche. Il rapido processo di urbanizzazione, insieme all’originarsi e all’espandersi delle periferie, non ha tenuto conto della presenza dei bambini nel suo percorso di nascita e crescita. È proprio nelle periferie però che risiede il numero maggiore di bambini, spazi nati senza tenerne conto. Sono per lo più complessi abitativi, senza piani urbanistici ponderati, privi o con scarsi collegamenti con il centro della città.

"Un luogo dove gli spazi verdi, parchi pubblici, strutture sportive sono inesistenti, non esiste un cinema nel quartiere, l'ordine pubblico è al limite della decenza e la mobilità interna e verso l'esterno è ridotta all'osso. Come si cresce in un quartiere così? Per strada, sui motorini quando sei ancora piccolissimo, molto spesso senza andare a scuola, magari senza un genitore o senza la loro capacità di esserlo perché lo sono diventati troppo presto. E se non sei fortunato da incontrare qualcuno o un contesto sano che possa darti un'opportunità sarà sempre più complicato crescere."

Ma è proprio in questi luoghi che risiede il maggiore potenziale.  Sono i bambini e i ragazzi, insieme alle loro famiglie, la chiave per il cambiamento. La resilienza che si sviluppa in loro, data dalla loro capacità di andare incontro alle difficoltà della vita senza spezzarsi. Reinventandosi e dimostrando grandi capacità di adattamento è la loro forza per il cambiamento.

Per portare il nostro contributo e colmare queste disuguaglianze, siamo presenti nelle periferie più svantaggiate di 18 città italiane grazie a una rete di 23 Punti Luce nei quali offriamo a bambini e ragazzi tra i 6 e i 16 anni l’opportunità di partecipare ad attività formative ed educative, come accompagnamento allo studio, laboratori artistici e musicali, gioco e attività motorie, che solo nell’anno in corso hanno coinvolto oltre 8.130 minori.

"Ogni volta che metto piede nel Punto Luce del rione Sanità mi ricordo cosa era quel luogo e cosa è diventato oggi. La sagrestia di una chiesa del '700 abbandonata per anni, diventata luogo per i giovani del quartiere.
Non è un caso che ogni volta che mi ci reco ed entro nella sua grande sala il mio sguardo finisca su un oggetto che è lì non a caso: la ruota degli esposti, dove un tempo venivano lasciati in forma anonima i neonati abbandonati. In giro nel quartiere, Esposito è sicuramente il cognome più diffuso (Esposito viene proprio da "esposto"). Non è un caso che quella ruota sia lì perché in qualche modo quel luogo
parla di infanzia, di diritti negati ai più fragili."

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"Ed oggi il Punto Luce Sanità vuole diventare un punto di riferimento nel quartiere per bambini e adolescenti perché i suoi operatori sono sempre lì, tutti i giorni, tutto l'anno anche quando gli altri luoghi sono chiusi. Vuole essere uno spazio bello ed un luogo dove sentirsi un po' a casa. Vuole essere un luogo dove i genitori dei ragazzi sanno di poter trovare persone che avvolgono le loro difficoltà, sanno di poter trovare ascolto e qualcuno che mette in moto una richiesta di attenzione e di aiuto che quasi sempre trova una soluzione."

"Sfido a entrare nel Punto Luce Sanità un pomeriggio e non essere travolti dal caos: un caos generativo, pieno di vita. Ragazzi e ragazze che arrivano e si posizionano ai tavoli assieme ai loro educatori, qualcuno finisce prima di studiare e si sposta in un angolo a leggere, qualcun altro più irriverente inizia a giocare a "pallone" con un amico. E se hai la fortuna di capitare il mercoledì pomeriggio quando c'è Murga, bè ti troverai nel bel mezzo delle prove di una banda che suona percussioni, che balla e che recita. Può capitarti di arrivare al Punto Luce e fuori ci sono ragazzi che danno calci alla porta per entrare: non hanno voglia di entrare a giocare, in quel momento loro hanno voglia di entrare e far casino, rompere un po' di roba, magari litigare e far scoppiare una rissa. Se questo accade è un buon segnale, significa che hai colto la loro attenzione e siccome nessuno li considera più di tanto, anzi vengono giudicati o dimenticati, sono venuti a urlarti in faccia che esistono anche loro. Però devi imparare a parlarci, col loro codice comunicativo fatto di sguardi veri e semplici. Nel tempo questi ragazzi hanno imparato a fidarsi e oggi hanno uno spazio di gioco informale e magari tra un po' si iscriveranno a delle attività. Diamo tempo al tempo."

In italia più di 1 bambino su 10 vive in povertà assoluta, oltre la metà non legge libri e più del 40% non fa sport.

I quindicenni che vivono in famiglie disagiate hanno quasi 5 volte in più la probabilità di non superare il livello minimo di competenze sia in matematica che in lettura rispetto ai loro coetanei che vivono in famiglie più benestanti (24% contro 5%). Tuttavia, tra questi minori, spicca una quota di “resilienti”, ragazzi e ragazze che raggiungono ottimi livelli di apprendimento anche provenendo da famiglie in gravi condizioni di disagio.

Come favorire la loro resilienza? I fattori che aiutano i ragazzi ad emanciparsi dalle situazioni di disagio sociale ed economico sono l’aver frequentato un asilo nido (+39% di probabilità), una scuola ricca di attività extracurriculari (+127%), dotata di infrastrutture adeguate (+167%) o caratterizzata da relazioni positive tra insegnanti e studenti (+100%).

"Oggi, per fortuna, il quartiere sta cambiando volto. Questo grazie a tutte le realtà che lo popolano: la parrocchia, le associazioni e le tante organizzazioni che si occupano di infanzia e famiglie, cooperative sociali che si occupano di inclusione lavorativa, imprese, rete di commercianti, istituzioni e scuole. Non ho scritto la scuola per ultimo perché la meno importante ma per poterne parlare meglio: la scuola è l'unico vero luogo di cambiamento sul quale puntare per costruire le future comunità territoriali. Senza una visione sulla scuola, in qualsiasi contesto, lo Stato muore. E se per decenni è sembrato che lo Stato al rione Sanità fosse completamente assente, oggi lo è un po' di meno perché c'è un pezzo di comunità territoriale che si sta mettendo seriamente in gioco per migliorare la qualità della vita degli abitanti del posto.
Quando un amico non napoletano mi chiede un consiglio su cosa vedere a Napoli, ogni volta non riesco a non dirgli: «devi assolutamente andare al rione Sanità! è un posto unico a Napoli.» e ogni volta, puntualmente, mi ringraziano."

Dona anche tu 2 euro tramite SMS al 45533 per supportare il nostro Punto Luce e dare a sempre più bambini la possibilità di crescere in un contesto con più opportunità, formative ed educative così da aumentare le loro probabilità di successo in futuro!

Credits: GIANCARLO CERAUDO, LUCA MUZI per conto di Save the Children