Coronavirus: l'utilizzo dei fondi nel mondo

Come stiamo utilizzando i fondi per l’emergenza Coronavirus nel mondo

Il Covid-19 è una pandemia globale senza precedenti che, oltre all’impatto immediato, continuerà ad avere ripercussioni nei prossimi mesi, specialmente nei paesi e per le persone più fragili, inclusi i bambini e il loro diritto a sopravvivere, imparare ed essere protetti.


Save the Children, per rispondere alla crisi, ha lanciato un piano di risposta globale, “Protect a Generation” attraverso due diverse tipologie di intervento:

  • 1. Adattamento dei progetti in corso, per permettere la continuazione in sicurezza delle attività.
  • 2. Nuovi programmi con attività specifiche e diversificate in funzione del contesto di ogni paese e della situazione dell’epidemia.


Gli obiettivi e le azioni previste in questo piano sono molteplici e includono, oltre a un aiuto/supporto ai sistemi sanitari nazionali e locali nella loro risposta medica e per il contenimento del contagio, una serie di azioni multisettoriali volte a garantire la continuazione delle attività dei progetti dove possibile, nonché, avviarne altre nuove e specifiche, per mitigare l’impatto socio-economico della pandemia sui minori e sulle loro famiglie.


Mentre le misure di adattamento, essendo parte di programmi già in corso, sono state avviate immediatamente, tutte le misure aggiuntive e specifiche di risposta al COVID-19 sono state finanziate attraverso nuovi fondi privati e/o di donatori istituzionali (ECHO, UN, ecc).


Nell’ambito di questo piano, Save the Children Italia ha già contribuito all’emergenza Covid-19 nel mondo con oltre 8,2 milioni di Euro di cui:


2,8 milioni di Euro allocati direttamente su progettualità esistenti per prevenire e mitigare le conseguenze dirette e indirette della pandemia e supportare le famiglie più vulnerabili, adattando i nostri interventi in chiave Covid-19. Nel dettaglio, i fondi sono stati allocati in 23 paesi (Albania, Bosnia-Erzegovina, Bolivia, Costa D’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Giordania, India, Kenya, Kosovo, Malawi, Montenegro, Mozambico, Nepal, Territori Palestinesi Occupati, Ruanda, Serbia, Sudafrica, Uganda, Vietnam, Zambia e Zimbabwe) come contributo per diverse attività a seconda dei bisogni rilevati.  

​Abbiamo, ad esempio,  portato avanti campagne di sensibilizzazione a distanza (via radio, megafoni e poster) per diffondere messaggi sulla prevenzione del virus nelle comunità; abbiamo fornito dispositivi di protezione personale – come mascherine, guanti e gel – ai nostri partner sul campo e agli operatori sanitari e dei servizi sociali, ma anche saponi, termometri e in alcuni casi anche le bombole di ossigeno; abbiamo distribuito filtri per purificare l’acqua e promosso corrette pratiche igieniche attraverso sessioni di sensibilizzazione per prevenire la trasmissione del COVID-19, distribuito kit igienici e offerto supporto psicosociale ai bambini e alle loro famiglie.  In ambito educativo abbiamo sviluppato dei moduli per la didattica a distanza, mediante diversi canali di comunicazione con gli studenti e i loro genitori (radio, SMS, whatsapp e TV), abbiamo fornito agli studenti dei kit scolastici e giochi educativi per facilitare l’apprendimento a casa. Infine, per aiutare le famiglie più vulnerabili nel far fronte alla situazione economica, abbiamo distribuito pacchi alimentari e fornito supporto economico.​

• 1,3 milioni di Euro versati al Fondo Emergenza Globale di Save the Children International per la risposta alla pandemia (complessivamente il Fondo ha allocato 11 milioni di Euro in 46 paesi). Grazie al nostro contributo siamo intervenuti per tutelare la sicurezza e la salute dei bambini e garantire loro che possano continuare a studiare. A seconda dei bisogni riscontrati, abbiamo contribuito a mettere in campo diverse attività. Ad esempio abbiamo distribuito kit igienici a bambini, famiglie e scuole in Yemen, Nicaragua, Niger, Pakistan, Venezuela e Kosovo; fornito kit scolastici e materiale ricreativo per garantire attività ludico-ricreative dei bambini a casa in Burkina Faso, Libano; Kosovo e Zambia; assicurato supporto psicosociale ai bambini in Niger e Pakistan; assistito economicamente le famiglie in Venezuela e Nicaragua e avviato campagne di sensibilizzazione per la prevenzione del COVID-19 in tutti i paesi dove operiamo. 

• 4,1 milioni di Euro per la realizzazione di attività di risposta all’emergenza previste all’interno di nuove progettualità che contribuiscono al piano nazionale di preparazione e risposta al Covid-19 in 7 Paesi. Di questi, sono stati lanciati 4 nuovi progetti specifici di risposta diretta e al COVID-19 in India, Kenya, Malawi, Sudafrica, e Uganda. Di seguito sono riportati alcuni interventi, a titolo esemplificativo:

  • In Malawi, grazie al finanziamento istituzionale ottenuto da ECHO, la Direzione generale per la protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario europee della Commissione europea, portiamo avanti un intervento per rafforzare il sistema sanitario e gli operatori sanitari grazie alla distribuzione di dispositivi di protezione individuale, prevenzione del virus e fornitura di strumenti per rispondere alla pandemia. Concentrandosi principalmente a livello di distretto e di comunità, questa azione - sviluppata insieme a 9 delle principali ONG locali - supporta 7 distretti ad alto rischio per rispondere meglio alla pandemia e adotta un approccio di azione guidata dalla comunità, consentendo loro di comprendere appieno i rischi contestuali e sviluppare le proprie soluzioni. L'azione include un meccanismo di risposta flessibile per consentire il dispiegamento di squadre e materiali in caso di epidemia e altre potenziali emergenze. Questa risposta supporta direttamente 1.131.389 persone in 24 strutture e 17 autorità tradizionali.
  • In Sudafrica l’intervento mira a raggiungere 300 mila bambini vulnerabili attraverso attività di sensibilizzazione sulle corrette pratiche igieniche e il supporto ai loro bisogni di base. Operiamo anche con i minori dei centri di assistenza per l’infanzia, gli studenti degli asili e i bambini e le famiglie particolarmente a rischio di esclusione economica e povertà. Attraverso questo progetto garantiamo beni di prima necessità e cibo alle famiglie, orientamento alle comunità sui rischi legati al COVID-19 e su come prevenire il contagio, kit igienici e materiali educativi per il periodo di chiusura delle scuole, servizi di supporto psicosociale durante il periodo di isolamento e infine facilitiamo l’identificazione e il deferimento a strutture adeguate i minori non accompagnati e separati dai propri genitori a causa del lockdown.
  • In India, grazie al sostegno di Lavazza, operiamo in due aree all’interno di uno slum densamente popolato a Calcutta per supportare 1.275 famiglie già vulnerabili prima della pandemia, le cui condizioni economiche si sono ulteriormente aggravate. Mediante questo intervento forniamo kit alimentari per soddisfare i bisogni delle famiglie per un mese e distribuiamo kit igienici contenenti saponi, assorbenti, gel per le mani e mascherine per garantire corrette pratiche igieniche e assicurare la salute dei bambini e delle loro famiglie. 

Ulteriori 20 mila Euro sono stati stanziati nell’ambito di progetti non esclusivamente dedicati alla risposta COVID-19 in Etiopia e Costa d’avorio.

Come stiamo utilizzando i fondi raccolti per l'emergenza Coronavirus in Italia.