Abusi sessuali sui minori online: il voto del Parlamento europeo di oggi riguarda una norma essenziale per proteggere i bambini e le bambine negli ambienti digitali
Il voto di oggi del Parlamento Europeo sulla proroga della deroga temporanea alle norme in materia di protezione dei dati personali riguarda una misura che colma un vuoto normativo, consentendo ai gestori di servizi digitali di rilevare e rimuovere contenuti relativi ad abusi sessuali sui minori online.
Save the Children – l’Organizzazione che da oltre 100 anni si impegna a proteggere le bambine e i bambini a rischio e a garantire loro un futuro – sottolinea come tale misura sia essenziale per la protezione dell’infanzia negli ambienti digitali e ne auspica l’approvazione. Come l’Organizzazione ha ricordato più volte, gli abusi e lo sfruttamento sessuale dei minorenni online non potrebbero esistere senza la circolazione di immagini e altri contenuti pedopornografici. In mancanza di questa soluzione temporanea, esiste il forte rischio che i contenuti illegali continuino a circolare indisturbati, costringendo le vittime a rivivere il trauma ogni volta che il materiale viene visualizzato o condiviso.
L’Organizzazione ricorda inoltre che è necessario che il legislatore europeo definisca finalmente un quadro normativo chiaro, efficace e stabile per il rilevamento di tutte le forme di abuso sessuale sui minori in ogni ambiente digitale. Tale quadro normativo europeo dovrebbe consentire sia interventi disposti dalle autorità competenti, sia il rilevamento volontario da parte dei gestori dei servizi digitali, assicurando al contempo il pieno rispetto della privacy e dei diritti fondamentali attraverso adeguate garanzie giuridiche e tecniche.
“Il voto di oggi al Parlamento europeo sulla proroga della deroga transitoria rappresenta un'opportunità cruciale per colmare temporaneamente una grave lacuna giuridica nella protezione dei minori online. Chiediamo inoltre ai decisori politici dell'Unione europea di adottare con urgenza una soluzione di lungo periodo, una volta che la lacuna normativa sarà stata colmata dalla soluzione transitoria. La portata e l'urgenza di questa grave violazione dei diritti dell'infanzia richiedono un quadro normativo ambizioso”, ha sottolineato Giorgia D’Errico, Direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children.
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