Bangladesh: una frana uccide altri sette bambini nei campi profughi dei Rohingya

Una frana provocata dalle piogge monsoniche ha causato la morte di sette studenti e un insegnante in una scuola nei campi profughi dei Rohingya in Bangladesh, mentre altri bambini sono stati estratti dalle macerie nel secondo incidente mortale di questa settimana. Lo ha dichiarato Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. La frana, infatti, è avvenuta dopo che almeno otto persone – tra cui cinque bambini – erano morte il 6 luglio a causa di inondazioni e frane a Cox’s Bazar, il più grande insediamento di rifugiati al mondo, che ospita oltre un milione di rifugiati rohingya, per lo più donne e bambini.
Diversi centri didattici di Save the Children sono stati danneggiati dalle forti piogge e dagli allagamenti improvvisi, costringendoli alla chiusura temporanea. Anche le abitazioni, le fonti di acqua potabile e i servizi igienici hanno subito danni.  
I rifugiati rohingya vivono per lo più in baracche di bambù e teli di plastica accostate a colline ripide e brulle e le forti piogge hanno ulteriormente peggiorato le loro già precarie condizioni di vita. A questo si aggiunge un generale peggioramento della situazione nei campi, causato dai tagli agli aiuti umanitari nel 2025 e dalla riduzione dei finanziamenti da parte dei donatori internazionali per una crisi che si protrae ormai da anni.

“La morte di questi studenti è un devastante promemoria dei pericoli che i bambini nei campi dei Rohingya devono affrontare quando si verificano fenomeni meteorologici estremi. Vivono in una delle regioni del Bangladesh più vulnerabili ai cambiamenti climatici, dove campi sovraffollati sorgono su pendii soggetti a frane. Con la stagione monsonica tutt’ora in corso, i rischi rimangono elevati. Le piogge incessanti minacciano di provocare ulteriori frane, interrompendo l’attività didattica, danneggiando i fragili rifugi ed esponendo i bambini a gravi rischi per la salute, tra cui la dengue, il colera e la diarrea. Save the Children sta lavorando insieme ai partner e alle autorità governative per rinforzare la preparazione alle catastrofi, le misure preventive e i sistemi di allerta precoce nei campi dei Rohingya. Proteggere le bambine e i bambini da eventi meteorologici sempre più estremi deve essere una priorità. Le comunità in prima linea nella crisi climatica in Bangladesh hanno bisogno di infrastrutture più solide, spazi didattici più sicuri e un sostegno costante per ridurre i rischi che devono affrontare anno dopo anno” ha dichiarato Golam Mostofa, Responsabile di Cox’s Bazar di Save the Children in Bangladesh.

Save the Children opera a Cox’s Bazar dal 2012 e ha intensificato le proprie attività in seguito all’esodo di rifugiati verso il Bangladesh del 2017, con programmi specifici nell’ambito dell’istruzione, dell’accesso alla salute, alla nutrizione e all’alimentazione, all’acqua, agli alloggi e ai servizi di protezione dell’infanzia.

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