Gaza e Cisgiordania: un minore palestinese al giorno vittima vittima delle forze israeliane nella settimana successiva al rapporto della commissione d’inchiesta ONU
Secondo quanto riportato, sette minori palestinesi a Gaza e in Cisgiordania sono stati uccisi dalle forze israeliane nella settimana successiva alla pubblicazione del rapporto della Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite che ha concluso che le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi. Una media di uno al giorno.
Sei bambini sono stati uccisi a Gaza in seguito ad attacchi aerei e bombardamenti delle forze israeliane; tra di loro anche una bambina di un anno, morta in un raid aereo che ha colpito ieri un campo per sfollati nel sud della Striscia. In Cisgiordania, un ragazzo di 15 anni è stato colpito alla testa e al petto dalle forze israeliane durante un’operazione militare nella città di Al-Bireh.
Il rapporto della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite, pubblicato il 23 giugno, conclude che le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, configurando atti di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza, nonché crimini di guerra in Cisgiordania.
“A una settimana dalle conclusioni delle Nazioni Unite, che hanno stabilito come le forze israeliane stiano prendendo sistematicamente di mira i bambini palestinesi, continuiamo ad assistere a attacchi sconvolgenti: negli ultimi sette giorni, sette bambini sono stati uccisi. Per quanto tempo ancora i bambini dovranno sopportare il peso di una guerra e di un’occupazione in cui non hanno alcuna responsabilità? Quanti altri dovranno essere uccisi, arrestati o feriti prima che la comunità internazionale intervenga con urgenza per proteggerli?”, ha dichiarato Ahmad Alhendawi, Direttore regionale di Save the Children per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa orientale.
“Il nostro senso d’umanità dipende dalla capacità di salvaguardare il futuro dei bambini palestinesi. È il minimo che dobbiamo loro. Gli Stati membri delle Nazioni Unite non possono accettare una realtà in cui muore un bambino al giorno. Tutti gli Stati hanno obblighi legali vincolanti per prevenire e fermare immediatamente le gravi violazioni commesse contro i minori e per garantire che i responsabili siano chiamati a rispondere delle proprie azioni”.
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