Giornata mondiale del rifugiato: si stima che in 18 mesi quasi 2 milioni di bambini siano tornati a vivere in “condizioni invivibili” in Siria
Negli ultimi 18 mesi, quasi 2 milioni di bambine e bambini sono tornati nelle loro città di origine in Siria – si tratta del più grande rientro volontario di rifugiati a livello globale – ma molti trovano le loro case danneggiate, i servizi di base al collasso e il territorio contaminato da ordigni esplosivi. Questo l’allarme lanciato da Save the Children [1] in vista della Giornata mondiale del rifugiato.
Save the Children teme che l’attuale ondata di rientri crei l’illusione che le condizioni nel Paese siano sicure dopo la fine di un conflitto durato 14 anni, avvenuta nel dicembre 2024, esercitando così pressione sui siriani affinché tornino in patria [2].
Secondo le ultime cifre dell’UNHCR, ci sono circa 953 mila minori tra gli oltre 1,6 milioni di rifugiati che sono rientrati nel Paese dopo la transizione politica in Siria dell’8 dicembre 2024. Save the Children stima che anche circa 1,02 milioni dei minori [3] sfollati interni in Siria siano tornati nelle loro zone di origine.
Con il rientro della popolazione, 15,6 milioni di persone – quasi il 70% della popolazione – continuano ad avere bisogno di assistenza umanitaria, tra cui 7,5 milioni di minori [4]. Le famiglie stanno tornando in comunità in cui i servizi di base, le infrastrutture e i sistemi di protezione rimangono gravemente compromessi a causa del conflitto, del collasso economico e della distruzione su vasta scala.
Da un’indagine condotta da Save the Children alla fine dello scorso anno su 90 nuclei familiari, è emerso che i bambini stanno tornando in condizioni insicure e invivibili. Quasi due terzi delle famiglie hanno dichiarato di aver trovato le proprie case danneggiate o distrutte al loro ritorno. Quasi lo stesso numero di persone ha riferito che il proprio accesso sia all’acqua che all’elettricità fosse [5].
Le famiglie che fanno ritorno vivono a un passo dall’essere costrette a spostarsi nuovamente. Nell’indagine, tre su quattro hanno dichiarato che un’ulteriore crisi economica le spingerebbe ad andarsene e quasi due terzi hanno affermato lo stesso riguardo a un peggioramento della sicurezza.
Le ragazze adolescenti affrontano rischi specifici, tra cui condizione di insicurezza nel recarsi a scuola, abbandono scolastico e matrimoni precoci. Anche i bambini con disabilità sono spesso esclusi dai servizi che le loro famiglie cercano per loro.
I minori sono esposti, inoltre, al rischio rappresentato dai residuati bellici inesplosi. Tra dicembre 2024 e dicembre 2025, secondo l’INSO, organismo consultivo delle ONG in materia di sicurezza, i bambini hanno rappresentato il 37% di tutte le vittime civili segnalate a causa di ordigni esplosivi in Siria e il 28% delle morti. Gran parte dell’area contaminata si trova nei terreni agricoli e lungo tratti che le famiglie percorrono ogni giorno. Solo il 57% degli ospedali e il 37% dei centri sanitari di base rimangono inoltre pienamente funzionanti.
Lina*, 12 anni, ha cercato di tornare a casa con la sua famiglia, ma ha trovato la sua casa e la sua scuola ridotte in macerie. Alla fine, sono tornati al campo in cui vivevano da cinque anni. “Quando siamo arrivati al nostro villaggio, sia la nostra casa che la nostra scuola erano ridotte in macerie e non potevamo restare, così siamo tornati al campo. Non siamo numeri. Siamo volti, sogni e cuori piccoli ma forti” ha raccontato.
“Quattordici anni di guerra in Siria hanno costretto allo sfollamento la metà dei 25 milioni di abitanti del Paese e hanno plasmato un’intera generazione di bambine e bambini nati tra le macerie, che non hanno mai conosciuto la vita prima della guerra. Ora le famiglie stanno tornando a casa, sperando che i propri figli possano finalmente crescere in sicurezza e in pace” ha dichiarato Jeremy Stoner, Direttore di Save the Children in Siria. “Ma nessun bambino può ricominciare da capo quando mancano l’elettricità e l’approvvigionamento idrico, quando il cibo non è sufficiente, quando non ci sono scuole né assistenza sanitaria. Quando hanno troppa paura di mettere piede fuori di casa perché il terreno è disseminato di ordigni esplosivi. Il diritto internazionale stabilisce che qualsiasi ritorno dei rifugiati debba essere volontario, sicuro, dignitoso e consapevole. Questa situazione non è sicura. Un’intera generazione si è già vista rubare l’infanzia durante la guerra in Siria. Ora occorre un investimento massiccio nella ricostruzione affinché questa generazione di bambini non continui a pagarne il prezzo”.
Save the Children chiede al governo siriano, ai governi dei Paesi ospitanti, alle Nazioni Unite e ai donatori di porre la sicurezza, i diritti e il recupero dei bambini al centro delle decisioni relative al ritorno nel paese di origine. L’Organizzazione chiede, inoltre, investimenti affinché i bambini possano tornare in sicurezza e rimanere, quali la bonifica su larga scala degli ordigni esplosivi, il ripristino dell’assistenza sanitaria, dell’approvvigionamento idrico e dell’istruzione, nonché la garanzia dei documenti anagrafici per i bambini rientrati.
Save the Children opera in Siria dal 2012, fornendo assistenza a oltre cinque milioni di persone, tra cui più di tre milioni di bambini, per la protezione dell’infanzia, l’istruzione, la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza, l’acqua, i servizi igienico-sanitari e l’igiene, la salute e la nutrizione.
[1] I dati dell'UNHCR, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, indicano che, secondo le stime, dal 8 dicembre 2024 circa 953.000 bambini sono tornati in Siria. Si stima che i bambini rappresentino il 57% del totale dei rifugiati rientrati in questo periodo: Document - Comprehensive Overview of Refugee Returnees 4 6 2026
Secondo un aggiornamento operativo dell’UNHCR sulla Siria del dicembre 2025, circa 2 milioni di sfollati interni (IDP) erano tornati alle proprie case. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), i bambini rappresentano il 51% degli sfollati interni siriani rientrati. Il 51% di 2 milioni è pari a 1.020.000: Syrian Arab Republic — Population Mobility and Baseline Assessment — Round 11 (01 - 31 December 2025) | Displacement Tracking Matrix
[2] Why Syrian refugee return is driven by push, not pull - Migration Policy Centre
[3] UNHCR Syria Governorates of Return Overview, 15 January 2026: UNHCR governorates of return dashboard - 15 January 2026
[4] Syrian Arab Republic: Humanitarian Overview Issue No. 4 | January - February 2026 [EN/AR] - Syrian Arab Republic | ReliefWeb
[5] Il rapporto “One Shock Away” di Save the Children, basato su 90 indagini presso le famiglie, 12 discussioni in focus group e 12 casi di studio approfonditi su minori. Realizzato tra settembre e novembre 2025
*I nomi sono stati modificati per proteggere l’identità degli intervistati
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