Haiti: un bambino su due vive in contesti di violenza armata

Ad Haiti un bambino su due vive in contesti di violenza armata, esposto a sparatorie, attacchi con droni, scontri armati e altre gravi minacce alla sicurezza nelle immediate vicinanze delle proprie abitazioni. Lo dichiara Save the Children, sulla base della nuova analisi realizzata dall’Armed Conflict Location and Event Data Project (ACLED), insieme all’Organizzazione, dalla quale emerge che più di due milioni di bambini, pari al 47% della popolazione infantile di Haiti, ha vissuto a meno di cinque chilometri da episodi di violenza nei primi cinque mesi dell’anno.

I bambini rappresentano poco più di un terzo della popolazione di Haiti, ma subiscono un impatto sproporzionato dal conflitto. Quasi la metà (43%) dei minori vive nel dipartimento dell’Ouest, che comprende Port-au-Prince ed è l’epicentro della violenza e delle attività dei gruppi armati nel Paese.

Il crescente utilizzo di droni armati ad Haiti per colpire i gruppi armati, soprattutto in aree urbane densamente popolate, ha esposto i bambini a nuove forme di violenza. Da marzo 2025, un bambino su quattro ha vissuto entro cinque chilometri da un attacco con drone armato, con un rischio diretto di danni fisici.

Questi dati arrivano mentre la Gang Suppression Force (GSF), una nuova missione multinazionale autorizzata dalle Nazioni Unite, inizia le operazioni a Port-au-Prince con il mandato di affrontare i gruppi armati che controllano gran parte della capitale. Haiti ha dichiarato lo stato di emergenza nel marzo 2024 a causa dell’escalation della violenza e del deterioramento dello stato di diritto nel Paese, in particolare a Port-au-Prince.

La GSF – ha dichiarato Save the Children - si trova ad affrontare un contesto estremamente complesso, dove si confronterà con dei civili, inclusi bambini, coinvolti nei gruppi armati: questi bambini non devono essere considerati combattenti, bensì vittime di gravi violazioni e dunque essere trattati come tali.

Secondo stime recenti, quasi la metà dei membri dei gruppi armati sarebbe composta da minori, mentre sfollamento, povertà e limitato accesso ai servizi di base ne accrescono la vulnerabilità al reclutamento.

Nel Paese, più di 750mila bambini sono attualmente sfollati, tra cui oltre 115mila solo a Port-au-Prince, molti dei quali ospitati in scuole sovraffollate senza un adeguato accesso ad acqua potabile, cibo o protezione. In totale, le persone sfollate sono circa 1,5 milioni, su una popolazione di 11 milioni, mentre oltre 5 milioni affrontano una grave insicurezza alimentare, secondo dati delle Nazioni Unite.


“Questi dati mostrano l’impatto devastante della violenza sui bambini – ha dichiarato Gabriella Waaijman, Chief Operating Officer di Save the Children, durante una visita ad Haiti - Crescono costretti ad assistere a uccisioni, scontri violenti, in strade piene di proiettili e corpi senza vita, vivendo nella costante paura che loro o i loro cari possano essere feriti, uccisi, reclutati in gruppi armati o subire violenza sessuale.

A Port-au-Prince ho incontrato famiglie sfollate più volte a causa dei gruppi armati che continuano a espandere il loro controllo. I genitori non sanno più quando i loro figli potranno tornare a scuola, giocare all’aperto o persino dormire senza il rumore degli spari. Molti bambini vengono reclutati anche solo con la promessa di un paio di scarpe o di un pasto sicuro.

Non si tratta semplicemente di una crisi che minaccia l’incolumità fisica dei bambini, ma di una crisi dell’infanzia. Quando i bambini crescono circondati dalla violenza, questo incide profondamente sul loro modo di percepire il mondo, sulle aspettative riguardo al proprio futuro e sulla capacità di immaginare una vita libera dalla paura.

I bambini hanno bisogno di protezione, accesso a un’istruzione di qualità e opportunità per un futuro migliore. Con il dispiegamento della GSF siamo a un punto di svolta, ma la sicurezza da sola, senza investimenti umanitari paralleli, non interromperà il ciclo della violenza. Finché i loro bisogni fondamentali non verranno soddisfatti, i bambini resteranno esposti al rischio di reclutamento e abuso. 

Save the Children esorta tutte le parti coinvolte, inclusi i gruppi armati e le forze statali, a cessare immediatamente ogni azione che comporti l’uccisione, il ferimento o il reclutamento di minori, e a garantire che i bambini incontrati nel corso delle operazioni di sicurezza siano riconosciuti innanzitutto come vittime e affidati ai servizi di protezione dell’infanzia.

L’organizzazione chiede inoltre alle autorità e ai gruppi armati di garantire l’accesso sicuro agli aiuti umanitari e sollecita i donatori internazionali ad aumentare urgentemente i finanziamenti per la crisi crescente della protezione dei bambini ad Haiti.

Save the Children ha fornito assistenza economica alle famiglie sfollate nell’area metropolitana di Port-au-Prince, ospitate in scuole trasformate in rifugi, per aiutarle a trovare soluzioni abitative più dignitose e permettere alle scuole di riprendere le attività educative. Offre inoltre supporto economico alle famiglie ospitanti nei dipartimenti di Grand’Anse, Sud e Nord-Est, e lavora con partner locali per garantire accesso all’istruzione e supporto psicosociale.

L’Organizzazione opera ad Haiti dal 1978, sia nelle aree urbane che rurali.

Per informazioni:  
Ufficio Stampa Save the Children  
Tel. 3389625274 - 3450328481 - 3409367952 – 3385791870  
[email protected] 
www.savethechildren.it 

  1. ^

    La stima del numero di minori di 18 anni che si trovano entro 5 km da un luogo di conflitto è ottenuta combinando i dati demografici di WorldPop con i dati sugli eventi di ACLED. L’analisi include esclusivamente episodi di violenza, tra cui attacchi, attacchi aerei e con droni, scontri armati, rapimenti e sparizioni forzate, violenza da parte di folle, manifestazioni violente e violenza sessuale. Per evitare duplicazioni, vengono considerati solo i luoghi unici.

    Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 29 maggio 2026, 2 milioni di bambini (47%) si sono trovati entro un raggio di 5 km da episodi di conflitto violento.

  2. ^

    Secondo le World Population Prospects delle Nazioni Unite, nel 2026 ad Haiti vivono 4,3 milioni di minori di 18 anni, su una popolazione totale di 12 milioni (36%).

  3. ^

    Nonostante rappresentino circa il 36% della popolazione totale di Haiti secondo le Nazioni Unite, il 47% dei bambini si trova in prima linea o in prossimità del conflitto. Ciò è dovuto al fatto che la popolazione infantile è concentrata in aree urbane densamente popolate, in particolare a Port-au-Prince e nell’intero dipartimento dell’Ouest, che registrano elevati livelli di violenza. Si stima che circa il 44% dei bambini haitiani viva nel dipartimento dell’Ouest.

  4. ^

  5. ^