Libano: L’Organizzazione chiede un cessate il fuoco immediato per proteggere i civili, in particolnell’ultimo mese un bambino su cinque è stato costretto ad abbandonare la propria casa, gli sfollati sono oltre 1 milione e 200 mila, tra cui 350 mila minori

Un bambino su cinque in Libano è stato costretto a fuggire dalla propria casa nell’ultimo mese a causa del conflitto in Libano e in Medio Oriente, che ha innescato un'ondata di sfollamenti di massa. Lo ha dichiarato oggi a Beirut Inger Ashing, Ceo di Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

Durante la sua visita Ashing ha incontrato alcuni bambini e famiglie sfollate, che le hanno spiegato come la situazione stia rapidamente raggiungendo un punto di rottura, essendo state costrette ad abbandonare tutto e molte a essere dipendenti completamente dagli aiuti umanitari dopo anni di crisi.

Oltre 1,2 milioni di persone – un quinto della popolazione – sono state sfollate in Libano dal 2 marzo a causa dei raid aerei israeliani e degli ordini di sfollamento forzato, tra cui 350.000 bambini. Più di 1.000 persone sono state uccise, tra cui oltre 120 bambini, e 380 o più minori sono rimasti feriti.

Ashing ha sottolineato che i bambini stanno subendo le conseguenze più gravi della crisi, perdendo improvvisamente l'accesso alla sicurezza delle loro case, delle loro scuole, dei loro amici e all'assistenza sanitaria e ad altri servizi essenziali. Molti sono spaventati e stanno affrontando un grave disagio emotivo.

«Nessun bambino dovrebbe essere costretto a fuggire per salvarsi la vita nel cuore della notte. Eppure, oggi in Libano, questo accade a innumerevoli famiglie: minori in fuga, terrorizzati. I bambini libanesi vengono spinti oltre i loro limiti. Sono esausti, traumatizzati e stanno perdendo le fondamenta stesse dell'infanzia. Il mondo non può voltarsi dall'altra parte: c’è bisogno di agire e ce n’è bisogno subito» ha dichiarato.

In tutto il Libano, molte persone – sfollate per la seconda volta in due anni – ora alloggiano presso amici e parenti, ma c’è chi non ha avuto altra scelta che dormire per strada o ammassarsi in alcuni dei circa 660 rifugi collettivi, tra cui 470 scuole trasformate in alloggi temporanei.

Molte famiglie sono fuggite dalle loro case con poco più dei vestiti che indossavano. Alcuni bambini sono arrivati nei centri di accoglienza stringendo tra le mani un unico oggetto prezioso: un orsacchiotto logoro, uno zaino scolastico, persino un animale domestico di famiglia, simboli delle vite che erano stati costretti a lasciarsi alle spalle.

Una madre che vive in un rifugio con i suoi quattro figli, dopo essere fuggita da casa tre settimane fa, ha detto che i suoi bambini faticano ad affrontare la situazione e che il contatto con altri coetanei è fondamentale.

Gli operatori di Save the Children hanno organizzato attività per bambini in alcuni dei rifugi. Molti disegnano case, alberi e fiori dei loro villaggi, dicendo che vogliono tornare a casa. Alcuni più grandi giocano a calcio o a basket per passare il tempo.

"Ogni aspetto della loro vita è cambiato, persino la loro istruzione. Non c'è più un senso di ordine o di routine. Ma qui, anche se per un breve periodo, trovano momenti di gioia con i coetanei e, attraverso queste attività, ricevono il supporto psicologico ed emotivo di cui hanno tanto bisogno", ha detto Ashing nel rifugio.

Questa escalation ha costretto molti minori ad abbandonare la scuola per il sesto anno consecutivo. Alcuni sono stati rimandati alle stesse scuole in cui si trovavano durante l'ondata di violenza del 2024. Pochi hanno accesso all'apprendimento online.

«Questa non è solo una crisi di sfollamento, è una crisi dell'infanzia», ha affermato Ashing. «Le aule scolastiche dovrebbero essere luoghi di apprendimento, non rifugi dai bombardamenti. Abbiamo urgente bisogno di maggiori finanziamenti e di interventi immediati per garantire che i bambini siano protetti, sostenuti e abbiano una reale possibilità di riprendersi».

Save the Children sta fornendo in Libano beni di prima necessità, tra cui cibo, acqua, kit igienici e supporto psicosociale ai minori e alle loro famiglie, ma i bisogni stanno rapidamente superando le risorse disponibili.

Save the Children chiede un cessate il fuoco immediato per proteggere i civili, in particolare i bambini, un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli a tutte le aree colpite e un aumento dei finanziamenti internazionali per soddisfare i crescenti bisogni delle famiglie sfollate.

L’Organizzazione opera in Libano dal 1953. Dall'ottobre 2023 ha intensificato la risposta nel Paese, supportando bambini e famiglie sfollati libanesi, siriani e palestinesi.

Per informazioni: 
Ufficio Stampa Save the Children
Tel. 3389625274 - 3450328481 - 3409367952 – 3385791870 
[email protected]
www.savethechildren.it

  1. ^

    I minori rappresentano il 31% della popolazione, secondo le Prospettive demografiche mondiali delle Nazioni Unite, quindi sono circa 1,8 milioni 

  2. ^

    La popolazione attuale del Libano è di 5,8 milioni di abitanti, secondo le Prospettive demografiche mondiali delle Nazioni Unite. L'ultimo dato sugli sfollati è di 1,2 milioni, secondo il Ministero degli Affari Sociali libanese.