Migranti: lanciata la campagna #StandUpforEveryChild, affinché gli Stati membri dell'UE tutelino i diritti e la protezione dei minori in vista del nuovo Regolamento sulla migrazione
In vista dell’adozione definitiva del nuovo Regolamento europeo sui rimpatri, prevista per settembre, Save the Children lancia la campagna di sensibilizzazione “Stand Up for Every Child”, affinché i decisori politici considerino prioritari i diritti e la sicurezza dei bambini e delle bambine nelle politiche migratorie. L’Organizzazione - che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro – sottolinea infatti che ogni normativa in materia di politiche migratorie debba essere conforme al Diritto dell’Unione Europea e che la protezione dei minori debba prevalere sulle logiche di controllo delle frontiere.
Save the Children torna a richiamare l’attenzione sui rischi connessi ad alcune disposizioni del Regolamento, che potrebbero essere in contrasto con gli standard europei in materia di diritti fondamentali, come ad esempio le nuove norme che disciplinano le procedure di rimpatrio, comprese le disposizioni che prevedono il collocamento in centri in Paesi extra UE o il trattenimento dei minori. A rischio anche il diritto al ricorso.
Ecco perché i CEO dell’Organizzazione di vari Paesi europei diffondono un video invitando alla mobilitazione in difesa dei diritti dei minori, per sensibilizzare il pubblico ed esortare i decisori UE a garantire che le politiche migratorie rispettino pienamente il diritto dell'UE e tutelino i diritti dei minori. La campagna Stand Up for Every Child parte da un principio fondamentale: ogni bambino è, innanzitutto, un bambino.
"Prima di essere migranti, rifugiati o richiedenti asilo, sono bambini. E un bambino resta un bambino, ovunque sia nato e qualunque sia il suo status. Per questo guardiamo con preoccupazione all'approvazione del nuovo Regolamento europeo sui rimpatri. Nel momento in cui gli Stati membri saranno chiamati a tradurla in norme nazionali, chiediamo che il superiore interesse del minore sia sempre posto al centro della sua attuazione. Prima delle frontiere, vengono i diritti dei bambini. Chiediamo a tutti di far sentire la propria voce e di unirsi a noi per difenderli. Perché quando sono in gioco i diritti dei bambini, non è possibile restare in silenzio” ha affermato Daniela Fatarella, CEO di Save the Children Italia.
“Quando questa nuova legge verrà adottata a settembre, i minori potrebbero essere trattenuti per oltre due anni o inviati in Paesi in cui non hanno mai messo piede. Ciò segna un profondo allontanamento dal principio secondo cui ogni bambino deve essere trattato innanzitutto come un bambino, e non in funzione della sua condizione di migrante. Diverse disposizioni contenute nell'attuale testo del Regolamento sui rimpatri sono incompatibili con gli standard esistenti in materia di diritti dei minori. I governi avranno ora l'ultima parola nel determinare il reale impatto della legge su bambini e famiglie e nel garantire che i diritti dei minori rimangano al centro della nuova normativa, assicurando che tutte le disposizioni siano conformi al diritto dell'UE e che la sua attuazione non avvenga a scapito dei bambini. Dobbiamo assicurarci di agire nel modo giusto: non è troppo tardi” ha dichiarato Luz Larosa, responsabile di Save the Children Europa.
“Mentre il Regolamento si avvia verso l'adozione formale, gli Stati membri non devono considerare la propria responsabilità esaurita con la conclusione dell'iter legislativo. Rimangono i diretti responsabili dell'impatto che la norma avrà sui bambini nei rispettivi Paesi: i governi devono garantire che nessuna disposizione violi il diritto dell'UE, in particolare la Carta dei diritti fondamentali, e che i diritti dei minori siano pienamente rispettati e tutelati durante l'attuazione” ha detto Isla Ramos, CEO di Save the Children Spagna.
“La domanda più importante è una sola: che cosa è davvero nell’interesse superiore del minore? Il trattenimento o addirittura il trasferimento in un Paese straniero in cui non è mai stato, non può in alcun modo essere considerata nel suo interesse. Gli Stati membri dell’Unione Europea sembrano essere disposti a mettere in discussione i principi che essi stessi hanno affermato di voler difendere in nome della protezione delle frontiere. Chiediamo a tutti coloro che ricoprono ruoli di responsabilità di non permettere che questo accada. E chiediamo ai cittadini europei di far sentire la propria voce e di non accettare che bambini e bambine siano trattati in questo modo” ha commentato Florian Westphal, CEO di Save the Children Germany.
“Nessun bambino o bambina dovrebbe mai essere privato della libertà per motivi legati alla migrazione. Già oggi le politiche in vigore espongono i minori al rischio di essere trattenuti o collocati in strutture chiuse semplicemente perché cercano protezione. Con le nuove norme europee, questo rischio potrebbe aumentare ulteriormente” ha affermato Pim Kraan, CEO di Save the Children Paesi Bassi.
“Siamo profondamente preoccupati per le conseguenze devastanti che il nuovo Regolamento UE sui rimpatri potrebbe avere sulla sicurezza e sul futuro dei bambini. Nessuna politica migratoria può dirsi legittima se riduce i minori a semplici pratiche amministrative. Gli Stati membri hanno il dovere di garantire che ogni bambino venga ascoltato, protetto e sostenuto, senza ricorrere alla detenzione o alla separazione dai familiari, né adottare decisioni che ne sacrifichino il futuro in nome del controllo delle frontiere. L’Unione Europea difende i propri valori solo quando antepone i diritti dei minori a qualsiasi confine” ha concluso Gabriela Alexandrescu, CEO di Save the Children Romania.
Save the Children evidenzia che, se i governi dell'UE non garantiranno la conformità al diritto dell'Unione e non rafforzeranno le tutele per i minori, il Regolamento potrebbe esporre i minori migranti e rifugiati a un rischio maggiore di violazione dei loro diritti. Tra i rischi figurano la detenzione prolungata (fino a 30 mesi), il trasferimento in Paesi in cui non hanno mai messo piede e una riduzione delle garanzie procedurali.
Save the Children esorta i governi dell'UE a garantire che i minori non vengano mai sottoposti a detenzione; che l'interesse superiore del minore sia prioritario rispetto a qualsiasi decisione di rimpatrio; che i minori e le loro famiglie siano esclusi dai centri di rimpatrio; e che tutti i minori abbiano accesso a misure di protezione, a tutori, all'assistenza legale e a un supporto specializzato.
L'Organizzazione invita le persone in Europa ad aderire all'appello condividendo l'importanza dei diritti di tutti i minori e utilizzando l'hashtag #StandUpForEveryChild. Per ricordare che al centro di tutto ci sono i bambini e i loro diritti.
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