Sudan: 8 milioni di bambini hanno perso circa 500 giorni di scuola a causa della guerra, una delle chiusure scolastiche più prolungate al mondo
In Sudan milioni di bambini hanno perso quasi 500 giorni di scuola dall'inizio della guerra, ad aprile 2023. Si tratta di una delle chiusure scolastiche più prolungate al mondo, che supera anche i periodi peggiori avvenuti durante la pandemia di COVID-19. È quanto emerge da un’analisi di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro – sull’impatto della crisi umanitaria in Sudan, diffusa in vista della Giornata Internazionale dell'Educazione, istituita dalle Nazioni Unite per sottolineare il ruolo chiave che essa svolge per la pace e lo sviluppo sostenibile.
In Sudan più di 8 milioni di bambini - quasi la metà dei 17 milioni in età scolare - hanno trascorso circa 484 giorni senza entrare mai in classe[1]. Si tratta di un periodo superiore del 10% rispetto ai circa 440 giorni di scuola persi a causa della pandemia di COVID-19 nelle Filippine[2], l'ultimo Paese a riprendere la didattica in presenza dopo il COVID[3]. Pochi conflitti moderni hanno causato la chiusura delle scuole per un periodo così lungo.
A differenza di quanto successo durante la pandemia, l'apprendimento a distanza non è un'opzione per la maggior parte dei bambini in Sudan, dove oltre mille giorni di combattimenti hanno interrotto l'istruzione in tutto il Paese, distruggendo la vita di famiglie e intere comunità.
Il Sudan sta affrontando una delle peggiori crisi educative al mondo: molte scuole sono chiuse, altre sono state danneggiate o vengono utilizzate come rifugi per le famiglie sfollate, lasciando i bambini senza luoghi sicuri dove imparare e rendendo sempre più improbabile che milioni di giovani possano completare gli studi.
Lo Stato del Darfur settentrionale, dove il conflitto è ancora in corso, è la regione più colpita, con solo il 3% delle oltre 1.100 scuole attualmente aperto. Seguono il Kordofan occidentale, il Darfur meridionale e il Darfur occidentale dove sono rispettivamente operative il 15%, il 13% e il 27% delle scuole[4].
Inoltre, molti insegnanti non ricevono lo stipendio da mesi, il che costringe alcuni ad abbandonare il proprio lavoro. Senza finanziamenti immediati per gli insegnanti, per ripristinare gli spazi di apprendimento e per fornire il materiale didattico essenziale, il sistema educativo rischia il collasso totale, lancia l’allarme Save the Children. L'istruzione in situazioni di crisi è fondamentale perché protegge bambine e bambini dalla violenza, dagli abusi sessuali, dallo sfruttamento e dal reclutamento in gruppi armati.
“I bambini che sono fuggiti da inimmaginabili violenze in Sudan meritano più della semplice sicurezza: hanno bisogno di imparare, di sperare e di ricostruire le loro vite. L'istruzione non è un lusso per loro, è un'ancora di salvezza che li protegge dallo sfruttamento, dai matrimoni precoci e dal reclutamento nei gruppi armati. Offre sicurezza, stabilità e speranza per il futuro” ha dichiarato Inger Ashing, CEO di Save the Children International, che di recente ha visitato scuole e centri di apprendimento a Port Sudan, River Nile e Khartoum. “Ovunque sia andata durante la mia visita nel Paese, ho sentito lo stesso messaggio dai bambini: vogliono andare a scuola, sentirsi al sicuro, essere sostenuti e studiare. Ho incontrato Amina*, una bambina di 9 anni che viveva a Khartoum quando è iniziato il conflitto ed è stata costretta a fuggire. Ha perso quasi un anno di scuola. Oggi, come altri bambini con cui ho parlato, cammina ogni giorno per diversi chilometri da sola per frequentare le lezioni, anche se mi ha detto che il viaggio può essere solitario e a volte spaventoso. Amina ha raccontato di quanto è felice di essere tornata con i suoi amici e di imparare dai suoi insegnanti. La sua attività preferita è scrivere in inglese. Dobbiamo raggiungere ogni bambino, dobbiamo ascoltarli e trovare i modi - e i finanziamenti - per ampliare questo sostegno e colmare le lacune nell'apprendimento. Ogni bambino in Sudan ha diritto all'istruzione e alla possibilità di perseguire i propri sogni: diventare medici, infermieri, insegnanti e ingegneri, come mi hanno detto. Non dobbiamo deluderli. Abbiamo urgente bisogno di maggiori fondi per ripristinare ed espandere servizi educativi sicuri e di qualità, riabilitare le scuole danneggiate e garantire agli insegnanti condizioni di lavoro eque. Se oggi non investiamo nell'istruzione, rischiamo di condannare un'intera generazione a un futuro caratterizzato dal conflitto piuttosto che dalle opportunità”, conclude Inger Ashing.
Save the Children gestisce programmi di istruzione in nove dei 18 stati del Sudan, sostenendo oltre 400 scuole per favorire l'apprendimento e il benessere dei bambini, nonostante la crisi umanitaria in atto. L’intervento comprende la distribuzione di pasti, la creazione di orti scolastici e la fornitura di materiale scolastico e uniformi. Inoltre, le scuole vengono ristrutturate e dotate di acqua potabile e servizi igienici. Gli insegnanti ricevono incentivi mensili e formazione, compreso il supporto tecnico e psicosociale, per favorire il benessere dei bambini e aiutarli ad affrontare gli effetti psicologici del conflitto e dello sfollamento.
Save the Children opera in Sudan dal 1983 e attualmente sostiene bambine, bambini e le loro famiglie in tutto il Paese, fornendo assistenza sanitaria, nutrizionale, educativa, di protezione dell'infanzia, sicurezza alimentare e sostegno ai mezzi di sussistenza.
Per partecipare alla conferenza stampa con Inger Ashing, CEO di Save the Children International in programma il 22 gennaio alle ore 16:10 sulla situazione umanitaria in Sudan:
Time: 1510 GMT
ZOOM LINK: https://us06web.zoom.us/j/89962616511?pwd=mGMMph7K9hoJFT5hTkmT9ua907bzAm.1
MEETING ID: 899 6261 6511
PASSCODE: 398621
Regole di base:
• Registrazione con credito a Save the Children.
• È possibile registrare e utilizzare la chiamata Zoom per il proprio canale su qualsiasi piattaforma.
• Si ricorda che Save the Children è un'agenzia indipendente, neutrale e imparziale che si occupa dei diritti dei bambini.
Per informazioni:
Ufficio Stampa Save the Children
Tel. 3409367952 - 3385791870 - 3450328481 - 3389625274
[email protected] - www.savethechildren.it
[1] Calcolato da Save the Children. Sebbene le date dei semestri fossero variabili in Sudan anche prima del conflitto, la stima si basa sui giorni di insegnamento persi tra il 15 aprile 2023 e la fine di gennaio 2026, utilizzando come riferimento il calendario accademico 2021/22 (esclusi i fine settimana). Calendario accademico che cita un annuncio del Ministero dell'Istruzione pubblicato qui: إعلان التقويم المدرسي للعام الدراسي الجديد - السودان الجديد
[2] Calcolo basato sul database dell'UNESCO relativo alla chiusura delle scuole, che copre il periodo da marzo 2020 a marzo 2022, ed esteso per tenere conto della ripresa delle lezioni in presenza nelle Filippine nell'agosto 2022. Sono esclusi i fine settimana e le vacanze scolastiche: https://covid19.uis.unesco.org/global-monitoring-school-closures-covid19/
[3] Governo delle Filippine: https://web.senate.gov.ph/publications/SEPO/SEPO%20Policy%20Brief_School%20Closure_final.pdf
[4] Secondo l'ultimo rapporto del Sudan Education Cluster che sarà pubblicato prossimamente.