Sgomento per l’ultimo naufragio al largo di Lampedusa

Spunta la testa di un bambino tra i corpi di spalle di alcune donne che sitrovano vicino a lui e che risultano sfocate nell immagine

Siamo addolorati per la notizia dell’ennesimo naufragio al largo di Lampedusa tra le cui vittime ci sarebbero anche alcuni bambini. Quante persone dovranno ancora sacrificare la propria vita nel Mediterraneo prima che l’Europa e l’Italia si rendano conto di quanto sia indispensabile e urgente un impegno diretto degli Stati membri e dell’Unione Europea per l’attivazione di un sistema strutturato, coordinato ed efficace di ricerca e soccorso e per la definizione di canali d’ingresso sicuri affinché cessi questa catastrofe?

Uomini, donne e bambini continuano a morire

Non possiamo abituarci alla morte di uomini, donne e bambini in mare. Quei bambini, che continuano a perdere la vita nel Mediterraneo, diventato ormai un’enorme fossa comune, meritano di poter vivere e crescere sicuri. Serve prendere una posizione strutturata e coordinata delle istituzioni italiane ed europee che consenta da un lato l’attivazione di un sistema di ricerca e soccorso per salvare vite umane nel Mediterraneo, dall’altro la messa in campo di evacuazioni di emergenza e corridoi umanitari di accesso all’Unione Europea, con una particolare attenzione verso i più vulnerabili, tra i quali i minori soli.

Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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