La nostra storia

Save the Children nel mondo:
oltre 100 anni
di storia

1919: l'origine

“Il futuro è nelle mani dei bambini. Che ogni bambino affamato sia nutrito, ogni bambino malato sia curato, ad ogni orfano, bambino di strada o ai margini della società sia data protezione e supporto.”

Queste le parole di Eglantyne Jebb, che nel 1919 fondò Save the Children, colpita dalle terribili condizioni di vita dei minori in Europa dopo la prima guerra mondiale.

Eglantyne Jebb fu in grado di anticipare il concetto, rivoluzionario per l'epoca, che anche i bambini fossero titolari di diritti, e cominciò un'opera audace nelle sue rivendicazioni nei confronti delle istituzioni e anticonformista nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica e nelle prime forme di raccolta fondi.

I primi interventi e la carta dei diritti del Bambino

Nel 1921 Save the Children sfama 650.000 bambini durante la carestia in Russia.

Nel 1923 Eglantyne scrive la prima Carta dei Diritti dei Bambini, che sarà poi adottata dalle Nazioni Unite.

Gli anni '30 e '40

Nel corso degli anni, Save the Children si è occupata dei maggiori problemi che hanno afflitto l'infanzia e l'adolescenza, contraddistinguendosi per la propria indipendenza, laicità e internazionalità.

Negli anni '30 In Europa, Save the Children aiuta i rifugiati baschi della guerra civile spagnola e i bambini ebrei che fuggono dalle persecuzioni naziste.

Negli anni '40 di fronte ad un’Europa devastata dagli orrori della guerra, Save the Children prende parte agli sforzi per la ricostruzione e avvia i primi programmi di sostegno a distanza per offrire ai bambini ripari adeguati, nutrizione ed educazione.

Gli anni '50 e '60

Negli anni '50 la guerra in Corea lascia dietro di sé fame e povertà. Save the Children inizia ad operare nel Paese nel 1952.

Nella foto un’operatrice di Save the Children con mamme e bambini all’indomani della guerra.

Negli anni '60 aumentano internazionalmente i fondi e le risorse da destinare ai progetti di sviluppo. Save the Children opera in 26 paesi. Il primo ufficio sul campo in Africa viene aperto nel 1969, in Tanzania.

Gli anni '70 e '80

Negli anni '70 la nostra Organizzazione lancia la sua più grande campagna per sconfiggere la poliomielite a livello mondiale entro i successivi 25 anni.

Ancora oggi portiamo avanti in diversi Paesi del mondo importanti campagne di vaccinazione, come semplice strumento in grado di salvare la vita a migliaia di bambini che altrimenti morirebbero per cause prevenibili e curabili.

Negli anni '80 una gravissima carestia colpisce l’Etiopia. Siamo sul campo per portare aiuto alle popolazioni arrivando a nutrire 7.000 bambini al giorno.

Gli anni '90 e 2000

Negli anni '90 nuove violente guerre colpiscono il mondo. In Rwanda, nel 1994, più di 60.000 bambini sono separati dai loro genitori. Il nostro lavoro nel Paese si concentra nel ricongiungimento familiare. Nella foto, una operatrice riporta a casa un bambino dopo che Save the Children è riuscita a rintracciare la sua famiglia.

Negli anni 2000 lanciamo Every One, una campagna internazionale per dire basta alla mortalità infantile. In sei anni siamo riusciti a raggiungere 50 milioni di bambini con i nostri programmi di nutrizione.

Il 2010

Nel 2010 l’inizio del conflitto in Siria ci vede attivi all’interno del Paese e in tutta la regione per rispondere alle esigenze di migliaia di rifugiati che fuggono la guerra, raggiungendo con interventi di educazione, protezione, salute e nutrizione 83.800 siriani solo nel 2012.

Il 2020

Nel 2020 la pandemia globale causata dal virus Covid-19 scatena una crisi sanitaria, sociale ed economica senza precedenti. La nostra Organizzazione si è adoperata sin da subito per non lasciare da soli e dare risposta alle necessità dei bambini e delle famiglie in Italia e nel mondo.