La nostra storia

Save the Children nel mondo:
oltre 95 anni
di storia

1919: l'origine

"Il futuro è nelle mani dei bambini. Che ogni bambino affamato sia nutrito, ogni bambino malato sia curato, ad ogni orfano, bambino di strada o ai margini della società sia data protezione e supporto".

Queste le parola di Eglantyne Jebb, che nel 1919 fondò Save the Children, colpita dalle terribili condizioni di vita dei minori in Europa dopo la prima guerra mondiale.

Eglantyne Jebb fu in grado di anticipare il concetto, rivoluzionario per l'epoca, che anche i bambini fossero titolari di diritti, e cominciò un'opera audace nelle sue rivendicazioni nei confronti delle istituzioni e anticonformista nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica e nelle prime forme di raccolta fondi.

I primi interventi e la carta dei diritti del Bambino

Nel 1921 Save the Children sfama 650.000 bambini durante la carestia in Russia.

Nel 1923 Eglantyne scrive la prima Carta dei Diritti dei Bambini, che sarà poi adottata dalle Nazioni Unite.

Nel corso degli anni, Save the Children si è occupata dei maggiori problemi che hanno afflitto l'infanzia e l'adolescenza, contraddistinguendosi per la propria indipendenza, laicità e internazionalità. La storia di Save the Children passa poi dai progetti di contrasto alla fame e scolarizzazione nelle aree più povere e rurali degli Stati Uniti negli anni della Grande Depressione, dagli interventi in Italia, Germania, Austria e Grecia, a favore dei bambini e delle popolazioni colpite dalla seconda guerra mondiale, compresi coloro che erano stati nei campi di concentramento.

Prosegue poi attraverso la risposta all'emergenza dovuta alla guerra in Corea negli anni '50, la campagna mondiale contro la Poliomielite nel 1979, l'intervento per combattere la terribile crisi alimentare in Etiopia nel 1984.

La risposta alle emergenze e le grandi campagne

Nel 1993 Save the Children supporta 855 mila bambini che nella ex Yugoslavia soffrono le conseguenze del dramma del collasso del regime comunista e dei conflitti interetnici.

Nel 1994 in Ruanda, 60 mila minori sono separati dai propri genitori a causa del genocidio. Save the Children avvia i primi programmi di ricongiungimento familiare.

Nel 2003 il conflitto del Darfur causa 400 mila morti. Save the Children interviene subito per aiutare gli sfollati.

Nel 2004 uno tsunami colpisce il Sud-est asiatico. Save the Children in un anno raggiunge oltre 600 mila persone, di cui 250 mila bambini.

Nel 2006 l'Organizzazione lancia Riscriviamo il Futuro, una campagna che darà a 10 milioni di bambini in paesi in conflitto un'educazione di qualità e un futuro migliore.

Nel 2008 interviene in Birmania, un paese distrutto dal ciclone Nargis.

Nel 2009 Save the Children lancia Every One, una campagna globale contro la mortalità infantile. 

Nel 2010 un terremoto di magnitudo 7 colpisce Haiti, causando centinaia di migliaia di morti. Save the Children interviene in supporto di adulti e bambini.

Nel 2011 in Giappone un violento terremoto causa 16 mila morte e 3 mila dispersi. Save the Children distribuisce immediatamente kit igienici, vestiti e coperte per bambini.

Nel 2013 arriva tempestiva la risposta umanitaria nelle Filippine.

Nel 2014 Save the Children si confronta con Ebola e continua a dare supporto alle vittime di 3 anni di guerra in Siria. 

Nel 2015 Interviene nell'emergenza causata dal terremoto in Nepal.

Save the Children in Italia, la povertà educativa e la crisi migranti

Nel 1998 nasce Save the Children Italia.

Nel 2008 Save the Children decide di garantire un presidio stabile a Lampedusa.

Nel 2009 interviene direttamente a seguito del terremoto in Abruzzo.

Nel 2012 viene lanciata Ricordiamoci dell'infanzia la prima grande campagna contro la povertà nel nostro paese.

Nel 2014 vengono aperti in Italia i primi Punti Luce, per contrastare la povertà educativa. 

Nel 2015 sulla scia della guerra in Siria, l'Europa è travolta da una crisi migratoria senza precedenti e Save the Children intensifica i suoi interventi in favore dei minori migranti.