Petizione spazi socio-educativi

DIAMO UN LUOGO AL TEMPO CHE CONTA

Una legge per garantire spazi socio-educativi dove oggi non ci sono.

La nostra richiesta è arrivata in Parlamento: 
aiutaci a farla diventare legge.

  • Il 24 giugno deputate e deputati di diversi schieramenti politici hanno ufficialmente presentato la nostra richiesta in parlamento: garantire spazi aperti, sicuri e stabili nel tempo in nelle aree del Paese dove in cui bambine, bambini e adolescenti crescono con poche opportunità educative, sociali e culturali.

    Si tratta di un passo fondamentale verso il nostro obiettivo, ma il percorso non è ancora concluso. Per diventare realtà, la nostra proposta ora deve trasformarsi in legge. Per questo abbiamo ancora bisogno del tuo sostegno.

    Ogni firma conta. Più saremo, più forte risuonerà la voce di chi chiede alle istituzioni un cambio di passo nelle periferie.

    Scopri di più sulla legge e il suo percorso.

  • Il tempo dell'adolescenza è un tempo che conta: merita riconoscimento politico e sociale, e luoghi adeguati in cui trasformarsi in opportunità, relazione, crescita.

    La realtà, però, racconta un’altra storia. In molti territori del nostro Paese, ragazze e ragazzi crescono con meno possibilità rispetto ai loro coetanei. Non per mancanza di capacità, sogni o desideri, ma perché i luoghi in cui vivono offrono pochi spazi in cui coltivarli.

    In particolare, quando la scuola chiude, per molti di loro si interrompono anche le occasioni di formazione, incontro e relazione con gli altri.

    È giusto che le opportunità di crescita dipendano dal territorio in cui si vive? 

    Secondo noi no! 

    Per questo chiediamo una legge che istituisca, nei territori più vulnerabili, spazi socio-educativi: luoghi pubblici accessibili, sicuri e accoglienti, aperti il pomeriggio, la sera, nei weekend e d’estate, dove ragazze e ragazzi possano:

    • partecipare ad attività culturali, sportive, artistiche e ricreative;

    • ricevere supporto educativo, psicologico e sociale;

    • trovare adulti competenti e una comunità che li accompagni nelle esperienze di crescita;

    • essere protagonisti, contribuendo a decidere cosa fare e come farlo.

    Non luoghi anonimi, ma spazi vivi di socialità ed educazione, pensati insieme da Comuni, scuole, Terzo Settore, associazioni giovanili e famiglie, attraverso veri Patti Educativi di Comunità.

    Perché questi SPAZI ora?

    In Italia esistono esperienze importanti, ma troppo spesso frammentate, discontinue e dipendenti da finanziamenti temporanei o da singoli progetti.

    Gli spazi socio-educativi che immaginiamo rappresentano un cambiamento strutturale e duraturo, perché:

    • garantiscono continuità nel tempo, andando oltre la logica dei progetti a scadenza;
    • assicurano presenza stabile, radicata nel territorio e riconosciuta;
    • creano una infrastruttura educativa di prossimità aperta e fruibile da tutte e tutti con regolarità;

    Firmare adesso significa dare insieme un segnale chiaro: è il momento di smettere di rincorrere le emergenze e costruire soluzioni stabili.

    Le opportunità di crescita non possono dipendere dal luogo in cui si vive. Perché ogni ragazza e ragazzo merita un posto dove sentirsi visto, accolto, accompagnato.

    Perché se gli diamo spazio, nessuno resta indietro.

  • Abbiamo avviato un percorso per chiedere ai parlamentari di presentare una proposta di legge per l’istituzione di spazi socio-educativi nelle aree urbane caratterizzate da disagio educativo e socio-economico, affinché bambine, bambini e adolescenti possano crescere in contesti più inclusivi, partecipativi e ricchi di opportunità.

    La tua firma contribuisce a rafforzare questa azione politica.

    Il 24 giugno, nella Giornata Nazionale delle Periferie, deputate e deputati appartenenti a diversi schieramenti politici hanno presentato ufficialmente la nostra richiesta in Parlamento: garantire spazi aperti e stabili nel tempo in quelle aree del Paese dove bambine, bambini e adolescenti hanno meno opportunità e possano crescere, partecipare e costruire comunità.

    Questo risultato arriva pochi giorni dopo l’audizione del Movimento Giovani di Save the Children Italia davanti alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle periferie, dove un suo rappresentante, Lorenzo Rossi, ha potuto portare l’esperienza e le richieste di tante ragazze e ragazzi.

    Cosa succede ora?

    La proposta dovrà essere assegnata alla Commissione competente della Camera dei Deputati, che la esaminerà e potrà proporre eventuali modifiche prima del voto dell'Aula. Se approvata dalla Camera, passerà poi al Senato della Repubblica, dove seguirà lo stesso percorso. Solo se Camera e Senato approveranno lo stesso testo, la legge potrà essere promulgata dal Presidente della Repubblica, pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed entrare in vigore.

    scopri di più sul disegno di legge