Safer Internet Day: Save the Children, il 47% dei 15-19enni vittime di cyberbullismo. L’AI usata dal 92,5% degli adolescenti. Fondamentale rafforzare le competenze digitali e promuovere un accesso sicuro alla rete

In occasione del Safer Internet Day (SID) 2026 – la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea, che si celebra martedì 10 febbraio – Save the Children ricorda l’urgenza di fare riflettere le ragazze e i ragazzi sull’uso consapevole della rete e sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nella realizzazione di Internet come luogo positivo e sicuro.

I sempre più frequenti episodi che vedono coinvolti adolescenti in casi di cyberbullismo, incitamento all’odio (hate speech), condivisione di immagini intime senza consenso e altre forme di abuso e/o violenza rendono ancora più evidente la necessità di promuovere un accesso pieno, competente e sicuro alla rete. Il 47,1% dei 15-19enni è stata/o vittima di cyberbullismo, ricevendo messaggi offensivi, minacce o insulti via web o essendo esclusi da chat o gruppi online, con un aumento consistente dopo la pandemia (nel 2020 si attestava al 34,1%)[1]. Nell’indagine Istat 2023[2], quasi il 20% dei 14-19enni ha dichiarato di aver subito più volte al mese un qualche episodio offensivo, aggressivo, diffamatorio o di esclusione sia online che offline (l’1,5% aveva subito minacce e aggressioni fisiche continue).

Promuovere l’educazione digitale e l’uso sicuro e consapevole delle nuove tecnologie da parte dei minori significa investire nel futuro delle nuove generazioni, affinché possano vivere gli ambienti digitali come spazi di crescita, condivisione e rispetto reciproco. Per farlo, è fondamentale dare loro gli strumenti necessari per potenziare le competenze digitali, intese non solo come competenze informatiche ma anche come capacità di interpretare le esperienze online, sviluppando il senso critico, le capacità relazionali, la consapevolezza di scelte etiche e la tutela dei dati personali.

Secondo un’indagine di Save the Children realizzata da CSA Research, il 92,5% degli adolescenti intervistati utilizza strumenti di intelligenza artificiale. Tra chi utilizza l’IA, i motivi principali sono la ricerca di informazioni (35,7%) e l’aiuto nello studio e nei compiti (35,2%), traduzioni (19,8%), scrittura di testi (18,7%), ma è rilevante la percentuale anche di chi la usa prevalentemente per scopo ludico (21,4%) o per consigli utili per la vita quotidiana (15%). Il 7,1% degli utilizzatori di IA lo fa per aumentare il proprio benessere e il 4,2% per trovare compagnia. Poco più di due adolescenti su 5 (41,8%) affermano di avere chiesto aiuto a strumenti di IA nei momenti in cui si sentivano tristi/soli/ansiosi. Una percentuale simile (42,8%), lo ha fatto per chiedere consigli su scelte importanti (relazioni, sentimenti, scuola o lavoro). L’uso di questi strumenti è considerato fondamentale da circa la metà degli adolescenti intervistati (49,1%) e il 47,1% pensa che un uso maggiore lo/la aiuterebbe molto nella sua vita personale. La caratteristica più apprezzata dell’IA tra gli adolescenti è il fatto che ‘è sempre disponibile’ (28,8%) e ‘sa moltissime cose’ (24,5%), ma anche (14,5%) che ‘mi capisce e mi tratta bene’ e ‘che non mi giudica’ (12,4%). Tra i giovani che utilizzano strumenti di IA, più della metà (58,1%) ha chiesto consigli su qualcosa di serio e di importante per la propria vita (il 14,3% spesso, il 43,8% qualche volta), e ha trovato più soddisfacente (63,5%) confrontarsi con uno strumento dell’IA che con una persona reale (il 20,8% spesso, il 42,7% qualche volta), mentre circa uno su due (48,4%) ha condiviso informazioni della sua vita reale.

L’accesso alla rete da parte di bambini, bambine e adolescenti costituisce al tempo stesso un’opportunità per esercitare il diritto all’informazione, all’esplorazione e alla partecipazione, nonchè uno spazio di relazione con famigliari e coetanei. Sono infatti più di 8 su 10 (82,2%) i preadolescenti (11-13 anni) che usano internet per scambiare messaggi, quasi uno su tre (il 31,3%) è connesso online con i suoi amici attraverso chat, chiamate e videochiamate più volte al giorno e il 5% lo è continuamente. Ma questo non sembra andare a discapito delle relazioni dirette. Infatti, tra gli 11-19enni che sono continuamente online, circa 3 su 10 (il 29%) vede gli amici tutti i giorni, 10 punti percentuali in più rispetto a chi non è mai online. Sempre tra i preadolescenti, poi, internet è usato anche per informarsi (18,5%), esprimere le proprie opinioni (11,3%) o seguire corsi online (9,6%).

Il ruolo dei genitori, degli insegnanti e degli altri adulti di riferimento è determinante per un utilizzo sicuro e critico degli strumenti digitali e per la prevenzione dei rischi (come ad esempio il cyberbullismo, l’adescamento on line o l’esposizione a contenuti inappropriati). Per questo, Save the Children ha elaborato una guida[3]per genitori e altri adulti di riferimento affinché possano accompagnare bambine, bambini e adolescenti, aiutandoli a vivere la dimensione online con un adeguato livello di autonomia e protezione. La guida contiene suggerimenti divisi per le diverse fasce d’età – 5-8 anni, 9-11 anni e 12-14 anni – su come stare accanto a bambine, bambini e adolescenti nelle loro esperienze sulla rete, quali regole e buone pratiche introdurre, come consigliarli nell’impostare i propri account social e proteggere le identità online. Si aggiungono a questi suggerimenti altri approfondimenti e informazioni importanti sulle responsabilità per le grandi piattaforme dettate dal Digital Services Act e sul ruolo della scuola e dell’alleanza scuola-famiglia, centrali anche per lo sviluppo delle competenze digitali. La sicurezza dei minori online è infatti una responsabilità collettiva che richiede una solida alleanza tra famiglie, scuola, istituzioni, e piattaforme digitali.

Save the Children con il progetto Connessioni Digitali[4] - sostenuto dalle società del gruppo Crédit Agricole in Italia - è impegnato dal 2021 nella promozione di percorsi per lo sviluppo delle competenze digitali nelle scuole secondarie di primo grado, ottenendo risultati significativi (ad es. in termini di miglioramento delle competenze digitali e civiche, di una maggiore collaborazione e inclusione in classe e di rafforzamento del legame scuola-territorio[5]). Il progetto ha coinvolto circa 8 mila studenti e 1.500 docenti in oltre 145 scuole in tutta Italia, con l'obiettivo di offrire a tutti i ragazzi e le ragazze gli strumenti indispensabili per costruire la propria cittadinanza digitale. Attraverso percorsi biennali integrati nel curriculum di Educazione Civica, il progetto accompagna le classi a trasformarsi in vere e proprie newsroom in cui studenti e studentesse sviluppano contenuti di comunicazione digitale (petizioni online, podcast, digital storytelling, manifesti sull’AI ecc).

Forte di questi risultati, il progetto compie oggi un passo decisivo con il lancio della piattaforma digitale Connessioni Digitali, gratuita e aperta a tutti i docenti, pensata per ampliare l’impatto dell’iniziativa e potenziare l’educazione alla cittadinanza digitale nelle scuole italiane[6].

Ogni docente può iscriversi autonomamente alla piattaforma e seguire un percorso flessibile, adattabile alle esigenze delle proprie classi. Il progetto offre un percorso didattico aggiornato e integrato in Educazione Civica, webinar formativi accreditati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, incontri online di supporto e scambio di buone pratiche tra docenti e un contest annuale per valorizzare i lavori delle classi. Inoltre, all’interno del progetto Generazioni Connesse, che vede Save the Children parte di un consorzio nazionale coordinato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, sono state più di 1.500 le scuole di ogni ordine e grado che hanno adottato un’ePolicy per un utilizzo sicuro e positivo degli strumenti digitali e la corretta gestione delle problematiche relative all’online da parte del sistema scolastico e in un’ottica di alleanza educativa. Dal 2020 a oggi, oltre 180 mila studenti e 15 mila docenti hanno beneficiato dei percorsi formativi e dell’ePolicy di Generazioni Connesse.

Il Programma sulla Tutela Online di Save the Children mira, inoltre, a contrastare lo sfruttamento e l'abuso sessuale delle persone minorenni online, sostenendo attività per un’ambiente digitale più sicuro, promuovendo i diritti di bambini, bambine e adolescenti nello sviluppo delle tecnologie e assicurando la formazione di professionisti dell’infanzia e dell’adolescenza sui temi dei rischi online. Fin dal 2001 Save the Children ha attivato Stop-It, un servizio che consente di segnalare, anche anonimamente, la presenza di materiale pedopornografico online, tramite la piattaforma dedicata (https://stop-it.savethechildren.it/), in collaborazione con il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia On-line (C.N.C.P.O) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni della Polizia di Stato.

Per informazioni: 
Ufficio Stampa Save the Children
Tel. 3385791870 - 3409367952 - 3389625274 - 3450328481
[email protected]
www.savethechildren.it


[1] Espad@ Italia, Sotto la superficie - Le nuove sfide dell’adolescenza tra rischi e quotidianità, dati 2024, ottobre 2025

[2] Istat, Indagine Bambini e ragazzi 2023, Bullismo e cyberbullismo nei rapporti tra i ragazzi, giugno 2025, https://www.istat.it/comunicatostampa/ bullismoecyberbullismoneirapportitrairagazzianno2023/

[5] Nello specifico l’iniziativa ha permesso agli studenti e studentesse di colmare in media il 18% delle principali carenze digitali in aree chiave come creatività online, comportamento responsabile e lettura critica dei contenuti, attraverso la realizzazione di oltre 2.100 contenuti e artefatti digitali, in gran parte dedicati ai temi dell’Educazione Civica. I docenti segnalano un miglioramento della collaborazione in classe, della partecipazione e dell’inclusione, con effetti positivi soprattutto per studenti con difficoltà di apprendimento o bisogni educativi speciali. Le metodologie sperimentate risultano inoltre replicabili nel tempo: la maggioranza degli insegnanti si dichiara fiduciosa nel riutilizzarle nei prossimi anni scolastici. Il progetto ha infine favorito l’apertura delle scuole al territorio, attivando collaborazioni con enti pubblici e del Terzo Settore in oltre il 60% dei casi, rafforzando il ruolo della scuola come spazio di cittadinanza attiva e partecipazione.

[6] La piattaforma del progetto per scoprire il percorso didattico e restare aggiornato/a sugli eventi formativi dedicati ai docenti: https://connessionidigitali.savethechildren.it