Yemen: 120 mila bambini in condizioni catastrofiche a causa dell’aggravarsi della crisi alimentare

In Yemen circa 120.000 bambini versano in questo momento in condizioni catastrofiche e rischiano gravemente di perdere la vita a causa del peggioramento, nell’ultimo anno, della crisi alimentare che attanaglia il Paese. Una situazione che potrebbe colpire altri milioni di minori se non riceveranno aiuti urgenti, denuncia Save the Children – l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro – in concomitanza con l’avvio dei negoziati di pace in Svezia e la diffusione dei nuovi dati sull’insicurezza alimentare in Yemen.

“Definire o meno ‘carestia’ la crisi alimentare in corso in Yemen è irrilevante per i milioni di bambini che ogni giorno stanno soffrendo la fame e per i loro genitori che devono compiere sforzi enormi per nutrirli. I nuovi dati sull’insicurezza alimentare nel Paese ci dicono che nonostante gli aiuti umanitari i bambini da tempo non riescono ad accedere alle sostanze nutritive di cui hanno bisogno, e devono fare quotidianamente i conti con la grave povertà, la fame estrema e con la morte”, ha dichiarato Tamer Kirolos, Direttore di Save the Children in Yemen.

Secondo le stime di Save the Children, sarebbero circa 85.000 i bambini sotto i cinque anni che potrebbero essere morti per fame o malattie gravi dall’inizio dell’escalation del conflitto in Yemen nel 2015, un numero che rischia di salire di giorno in giorno.

"I nostri team sul campo incontrano famiglie che ci portano i propri bambini gravemente malnutriti e che non rispondono agli stimoli, nel tentativo disperato di salvarli. Non ci può essere niente di peggiore che guardare un bambino morire di fame, nello stesso momento in cui si impedisce ai beni alimentari di entrare nel Paese e le violenze ne ostacolano la distribuzione.  E anche laddove vi è disponibilità di cibo, molte persone semplicemente non possono permetterselo. Medicinali e aiuti salva-vita rimangono bloccati nei porti e ai check-point e questo provoca la morte dei bambini per cause e malattie prevenibili”, ha proseguito Kirolos.

Questa situazione terribile è il risultato diretto dell'escalation della violenza iniziata quasi quattro anni fa. L'unico modo per fermare la sofferenza è quello di porre fine al conflitto e in questo senso le consultazioni in Svezia tra le parti in conflitto rappresentano un segnale promettente. Facciamo dunque appello a tutti i Paesi che hanno influenza sulle parti in conflitto affinché aumentino la loro pressione per fermare questa guerra. Se questo non dovesse accadere, si continueranno a perdere ancora tante vite tra i bambini e sarà la storia a giudicarne i responsabili", ha concluso Kirolos.

Save the Children lavora in Yemen dal 1963, la prima organizzazione internazionale a operare nel Paese. Opera a livello nazionale e locale per promuovere e proteggere i diritti dei bambini, con programmi di educazione, protezione, salute, nutrizione, igiene, mezzi di sussistenza e sicurezza alimentare.

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