Raccolta fondi da enti e istituzioni


Nel 2020, Save the Children Italia ha ricevuto da Enti e Istituzioni 12,1 milioni di Euro, pari al 10% dei proventi complessivi, di cui 12 milioni di Euro ricevuti da Istituzioni e altre organizzazioni per progettualità specifiche e 120 mila Euro ricevuti da altre organizzazioni e non vincolati a specifiche progettualità.


 
Il 2020, è stato un anno caratterizzato dalle difficoltà legate alla pandemia globale di COVID-19 che ha rappresentato una grande sfida per la continuazione della programmazione sul campo delle progettualità di Save the Children Italia. Nonostante questo, si è riuscito a mantenere attive la maggior parte delle progettualità sia in Italia che nel resto del mondo, rimodulandole e riconvertendole rispetto alle nuove esigenze emerse. Si è registrato solamente un parziale rallentamento delle attività rispetto al piano originario e un adeguamento dei progetti per adattarli al contesto mutato, che giustifica la leggera diminuzione dei proventi da Enti e Istituzioni rispetto al 2019.

Sono stati inoltre acquisiti fondi istituzionali a supporto specifico di attività di risposta e contenimento della pandemia del Covid-19, sia da un punto di vista di salute che di protezione dell’infanzia, tramite progetti attivati in Malawi, Uganda, Kenya e Italia.

Nello specifico, nel 2020, sono state rafforzate le partnership con donatori chiave e strategici ampliando, in particolar modo, la nostra programmazione internazionale con la Commissione Europea (DG DEVCO/NEAR e DG ECHO European Civil Protection and Humanitarian Aid Operations), con l’Agenzia Italiana Cooperazione e Sviluppo (AICS), con la DG Europea Justice and Consumers per la programmazione nazionale e UNICEF. 

In Italia è stata rafforzata la partnership con l’Impresa Sociale Con i Bambini, soggetto attuatore del Fondo per il Contrasto alla Povertà Educativa, anche attraverso l’adesione formale al Comitato Consultivo del Donatore. In Europa, abbiamo consolidato la partnership con alcuni donatori chiave quali la DG Justice and Consumers (responsabile del Programma REC – Rights, Equality and Citizenship) della Commissione Europea che ha avuto come effetto il potenziamento degli interventi sulla tutela e salvaguardia dei minori.

Principali novità 2020

In continuità con gli anni precedenti, nel 2020, si è rinnovata la partnership con la Commissione Europea con cui si sono realizzati 27 progetti in 9 paesi.
A livello internazionale nel 2020 con la Commissione Europea:

  • è stato siglato un nuovo contratto con la DG DEVCO per il progetto “Joining Forces for Africa (JOFA) - protecting children during the COVID-19 crisis and beyond”, implementato in Kenya, Uganda, Mali, Senegal ed Etiopia in partenariato con le altre organizzazioni della rete Joining Forces Alliance Initiative. Il progetto intende contrastare gli effetti negativi indiretti della pandemia, quali i maggiori rischi di violenza e abuso sui minori, come conseguenza delle misure di controllo adottate dai governi nazionali per la prevenzione del contagio. Save the Children Italia ne supporta l’implementazione in Uganda e in Kenya.
  •  è stata rafforzata la partnership con DG ECHO grazie all’avvio di cinque nuovi progetti, in Uganda, Malawi, Etiopia, Bosnia ed Erzegovina e Vietnam:
  • in Uganda il progetto intende fornire una risposta in materia di protezione, violenza sessuale e di genere, salute mentale e sostegno psicosociale per i rifugiati appena arrivati dalla Repubblica Democratica del Congo nell'Uganda occidentale. L'azione è stata progettata per allineare e collaborare con più ampi interventi umanitari in corso nei principali settori e luoghi, migliorando l'insieme di servizi salvavita disponibili per i rifugiati vulnerabili. 
  • in Malawi il progetto risponde direttamente al piano nazionale di preparazione e risposta al COVID-19 che affronta i bisogni più urgenti legati alla pandemia.  L'azione migliorerà la capacità degli operatori di prima linea a livello di comunità e di strutture, dotandoli di dispositivi di protezione individuale salvavita, di controllo della prevenzione delle infezioni e di supporto alla sorveglianza, e di strumenti pratici per consentire loro di rispondere nei loro contesti. 
  • in Etiopia il progetto mira a fornire un pacchetto integrato di servizi per migliorare l'accesso ai servizi essenziali di WASH, nutrizione, protezione, istruzione e assistenza legale per 196.023 individui tra cui 108.706 bambini sotto i 18 anni. In partenariato con Action Against Hunger e il Norwegian Refugee Council (NRC), il progetto ha adottato un approccio integrato per fornire servizi di base alle comunità sulla base dei bisogni identificati attraverso un processo di valutazione sistematica. 
  • considerato che la Bosnia ed Erzegovina è uno dei principali paesi di transito sulla rotta migratoria dei Balcani verso l'Europa, il progetto mira a garantire che i bambini rifugiati e migranti non accompagnati e separati abbiano accesso a servizi di protezione adeguati e mirati. Questa azione fornisce inoltre un supporto completo ai richiedenti asilo attraverso la gestione dei casi, utilizzando una rete di supporto multi-organizzata in centri di accoglienza mirati. 
  • in Vietnam l'obiettivo principale del progetto è quello di sostenere le comunità colpite dalle gravi inondazioni che hanno afflitto la regione centrale nell'ottobre 2020. L'intervento intende migliorare l'accesso all'acqua pulita, ai servizi igienici e all'igiene attraverso la fornitura di contenitori per l'acqua e di prodotti chimici per il trattamento dell'acqua; facilitare la continuità della vita quotidiana e dell'istruzione per i bambini attraverso la fornitura di kit per la casa e di kit di apprendimento e di materiale scolastico per le scuole gravemente colpite dalle inondazioni.

Il certificato EU HUMANITARIAN PARTNERSHIP 2021 – 2027

ECHO website 

Per quanto riguarda i programmi nazionali:

  • sono state avviate nel 2020 due nuove progettualità finanziate dal Rights, Equality and Citizenship Programme (REC): JUSTICE YOUTHOPIA, focalizzato sul rafforzamento della partecipazione dei minori e la comprensione dei procedimenti giudiziari da parte degli stessi in 4 paesi europei, e PRISMA (acronimo di  Promoting child Resilience and Improving Safeguarding Mechanisms against ACEs, progetto che vuole sviluppare un modello locale multi agenzia tra professionisti per la prevenzione, identificazione e gestione di esperienze negative e traumatiche nell'infanzia e rafforzare le capacità genitoriali; 
  • è partito un nuovo progetto finanziato dal Programma Horizon 2020 LINKS, grazie al quale Save the Children continua il suo impegno per lo sviluppo di una cultura del "disaster resilience" inclusiva del punto di vista dei minori: in particolare, il progetto svilupperà un modello di comprensione, valutazione e gestione del ruolo dei social media e del crowdsourcing nella percezione e gestione dei rischi e di possibili scenari emergenziali in 4 paesi europei.

Sempre in ambito programmi nazionali, Save the Children ha partecipato al dibattito in sede europea sulle risorse da destinare alle politiche dell’infanzia nei paesi dell’Unione, nello specifico:

  • nel 2020 Save the Children ha partecipato numerose consultazioni online predisposte da istituzioni italiane ed europee come impegno a sostenere non solo l'allocazione delle risorse ma anche l'indirizzo delle politiche verso la protezione dei diritti sui minori. I temi trattati spaziano dal contrasto all'abuso sessuale e sfruttamento, alla strategia dei diritti dei minori, al piano di azione per l'integrazione, al futuro della migrazione legale in EU.  
  • L'Organizzazione che già negli anni precedenti faceva parte del Consorzio incaricato dalla Commissione Europea per eseguire uno studio di fattibilità ed un'analisi economica finanziaria per l'implementazione di uno schema di Child Guarantee in Europa, ha continuato nel 2020 il suo impegno per portare avanti i principi espressi nella misura per il contrasto alla Povertà minorile, insieme agli altri uffici Save europei e in coalizione con altre organizzazioni della società civile. L'obiettivo è quello di ridurre significativamente la povertà entro il 2030, portando 5 milioni di bambini fuori dalla soglia a rischio di povertà ed esclusione sociale. In particolare, Save the Children ha lavorato perché il 5% delle risorse del Piano Pluriennale Finanziario Europeo fosse destinato al Fondo Sociale Europeo + per il supporto dei diritti dei bambini che vivono in condizioni di povertà; condizioni rese inverosimilmente più gravi a seguito della pandemia. 

In ambito internazionale, inoltre, nel 2020 è stata rafforzata la partnership con l’Agenzia Italiana Cooperazione e Sviluppo portando avanti un progetto di emergenza in Etiopia a supporto di bambini e giovani esposti o coinvolti in fenomeni migratori e a rischio di sfruttamento, abuso e violenza lungo la Rotta migratoria dell’est. 

Sempre in Etiopia, grazie alla partnership con IOM è stato implementato un progetto per supportare 600 giovani vulnerabili attraverso lo sviluppo e l’attuazione di piani di intervento individuale che prevedono misure di reinserimento scolastico, facilitazione di impiego, sviluppo di competenze trasversali, sostegno alle attività generatrici di reddito ed inserimento nel mercato del lavoro.   

In Uganda è stava rinnovata la collaborazione con UNICEF attraverso il finanziamento di un intervento di protezione (ormai giunto alla quarta annualità) a beneficio dei bambini rifugiati nel paese e provenienti dal Sud Sudan e dalla Repubblica Democratica del Congo. Il progetto, seppure in sostanziale continuità con gli interventi degli anni passati, presenta importanti elementi di innovazione, quali ad esempio la transizione degli spazi a misura di bambino in centri per la cura della prima infanzia, nell’ottica di favorirne la sostenibilità ed al contempo il rafforzamento delle capacità di gestione comunitaria e locale.

Infine, ad ottobre 2020 è stato approvato un progetto in Albania finanziato dalla Cooperazione Tedesca (GIZ) nell’ambito dell’Iniziativa Europea per il Clima. Il progetto mira a rafforzare il dialogo tra Italia e Albania sul cambiamento climatico.

In ambito nazionale è da segnalare inoltre che nel 2020 la raccolta da enti e istituzioni è stata anche indirizzata verso una concreta risposta all’emergenza educativa e sociale legata alla pandemia da Covid-19. In tal senso:

  • il MIUR ha messo a disposizione dei fondi che sono andati a rafforzare e ampliare l'intervento del progetto Non da soli Emergenza Covid-19, finalizzato alla riduzione degli effetti negativi della pandemia sui livelli di apprendimento e sul benessere psico-fisico di bambini, ragazzi e delle loro famiglie su tutto il territorio italiano. L'intervento si è articolato nella distribuzione di materiali scolastici (es. tablet, libri, strumenti tecnici) e di voucher, in percorsi di formazione, nell'affiancamento e tutoraggio per docenti e genitori.
  • grazie al supporto dell'Istituto Buddista Soka Gakkai è stato possibile potenziare l'intervento del Programma Riscriviamo il Futuro, disegnato per rafforzare la lotta alla povertà educativa e alla dispersione scolastica, aggravate dalla crisi pandemica. In particolare il contributo di Soka Gakkai ha finanziato l'attività di erogazione di "Doti Educative", piani educativi individuali e personalizzati che prevedono la fornitura di beni e/o servizi per bambini e ragazzi in condizione di deprivazione (a titolo esemplificativo: acquisto di libri e kit scolastici, abbonamenti dei mezzi pubblici, acquisto di strumenti musicali, iscrizione a corsi di musica, teatro, fotografia, kit sportivi).