3 ottobre, un anniversario per le vittime del mare

Un bambino con cappuccio grigio in testa sorride avvolto in una coperta anche essa grigia.

Il 3 ottobre del 2013 morirono in un naufragio nel Mediterraneo 368 persone, tragedia a seguito della quale venne istituita la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione.

Di fronte a tutte quelle bare furono pronunciate molte promesse, tanti “mai più” che non hanno però portato alcun cambiamento sostanziale. Proprio dal 2013 sono morte o disperse in mare oltre 17.800 persone – quasi mille solo nel 2021 – secondo quanto riportano le Nazioni Unite.

Serve un impegno dell’Europa


Nell’ottavo anniversario della triste ricorrenza di quel naufragio, torniamo a sottolineare l’urgenza di un impegno diretto dell’Unione Europea per la creazione di un sistema strutturato, coordinato ed efficace di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale, tra le rotte più letali al mondo, per l’attivazione di canali d’ingresso sicuri all’Unione Europea e per un sistema di accoglienza e protezione adeguato per i più vulnerabili, tra cui i minori soli. La situazione è resa ancora più complicata dalla guardia costiera libica che durante le azioni di salvataggio ha dimostrato di commettere violazioni dei diritti umani fondamentali.

Gli arrivi a Lampedusa

L’isola di Lampedusa è ancora uno dei principali punti di arrivo e uno dei luoghi di prima accoglienza. Dall’inizio dell’anno sono arrivati via mare più di 6.600 minori soli, la maggior parte dei quali sono approdati proprio qui. Ma non c’è solo l’ingresso via mare. L'accresciuto controllo delle frontiere ha portato alla creazione di colli di bottiglia in prossimità dei confini dei paesi balcanici, con migliaia di minori e adulti, tra cui diversi afghani, che cercano disperatamente di attraversarli, andando incontro a respingimenti violenti e illegali.

La situazione dei minori migranti, specialmente quelli soli, è al centro del nostro intervento in queste zone di frontiera e sarà oggetto laboratorio previsto nell’ambito del progetto “Siamo sulla stessa barca”, organizzato a Lampedusa dal Comitato 3 ottobre, da giovedì 30 settembre a domenica 3, rivolto alle studentesse e agli studenti italiani ed europei. L’iniziativa ha ricevuto la Medaglia della Presidenza della Repubblica italiana e coinvolge 60 scuole, 350 studenti e 93 docenti di 20 paesi europei. Il laboratorio verterà sul rapporto “Nascosti in piena vista. Minori migranti in viaggio (attra)verso l’Europa”, realizzato alla frontiera nord del Paese per denunciare l’inerzia dell’Europa che resta a guardare le violenze senza garantire adeguata protezione e accoglienza a chi ha meno di 18 anni, a cura del giornalista Daniele Biella, e sulle attività svolte a Lampedusa, in partnership con Unicef, per assicurare sostegno e protezione ai minori migranti che arrivano sull’isola.
Scopri di più sul nostro progetto con Unicef.  

Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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