Minori migranti invisibili nei dati UE sulla rotta balcanica

Francesco Alesi per Save The Children

I dati ufficiali sulla migrazione in Europa potrebbero sottostimare il numero reale di persone che attraversano la rotta dei Balcani, lasciando migliaia di bambini, bambine e adolescenti senza adeguati sistemi di protezione. È quanto emerge da una nostra nuova analisi, diffusa in vista dell’entrata in vigore del Patto UE sulla migrazione e l’asilo prevista per il 12 giugno. Mentre aumentano controlli alle frontiere e misure anti-traffico, molti minori continuano a percorrere rotte sempre più pericolose, esposti a violenze, sfruttamento e respingimenti illegali.

Minori migranti invisibili nei dati europei: aumentano i rischi sulla rotta dei Balcani

Secondo Frontex, nel 2025 sono stati registrati poco più di 12.500 attraversamenti irregolari lungo la rotta dei Balcani occidentali, con un calo del 42% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la nostra analisi dei dati locali e regionali mostra una realtà diversa: migliaia di migranti e rifugiati continuano ad arrivare in Europa attraverso i Balcani, ma utilizzando percorsi più rischiosi e affidandosi sempre più spesso a reti criminali e trafficanti.

In questo contesto, bambini, bambine e adolescenti risultano sempre più “invisibili” nei dati ufficiali. Una condizione che comporta conseguenze dirette sulla loro protezione: se i minori non vengono registrati correttamente, diminuiscono anche le risorse destinate ai servizi essenziali per tutelarli. Nella sola Bosnia-Erzegovina sono stati registrati quasi 14.000 nuovi arrivi nel 2025, mentre la Slovenia ha registrato oltre 24.000 ingressi irregolari dalla Croazia, che ha registrato quasi 15.000 richiedenti asilo per la prima volta. La Germania, principale Paese di destinazione, ha registrato oltre 113.000 richiedenti asilo, provenienti soprattutto da Afghanistan, Siria e Turchia.

“Quando i bambini e gli adolescenti sono invisibili, non possono essere protetti. Se i minori migranti sono sottostimati nei dati ufficiali, i servizi progettati per proteggerli scompaiono gradualmente”, ha dichiarato Federica Toscano, Senior Advisor di Save the Children per i minori migranti in Europa.

Viaggi più pericolosi e meno protezione

I bambini e le bambine che percorrono la rotta balcanica raccontano ai nostri operatori di aver subito gravi violenze durante il viaggio verso un futuro migliore. Tra gli abusi segnalati ci sono estorsioni, aggressioni e maltrattamenti da parte di trafficanti e gruppi criminali, oltre a episodi di sfruttamento sessuale e lavoro informale forzato. A questo si aggiungono i respingimenti illegali alle frontiere dell’Unione europea, dove bambini, bambine e adolescenti vengono accolti con violenza anziché con protezione, accesso ai servizi essenziali e supporto adeguato.

Parallelamente, diminuiscono i servizi di supporto destinati ai minori migranti. A causa della riduzione dei finanziamenti, il numero di centri di accoglienza e assistenza in Serbia e Bosnia-Erzegovina si è più che dimezzato dal 2024. Dall’inizio del 2024 ad aprile 2026, i nostri team hanno registrato il passaggio da 11 a 6 centri operativi in Serbia, mentre in Bosnia-Erzegovina restano aperti solo due centri su quattro. Anche servizi fondamentali come assistenza legale, tutela e supporto psicosociale hanno subito tagli significativi.

Cosa chiediamo all’Unione europea per proteggere i minori migranti

In vista dell’entrata in vigore del Patto UE sulla migrazione e l’asilo, chiediamo alle istituzioni europee di porre la tutela dei minori al centro delle politiche migratorie. Per noi è fondamentale che l’attuazione del Patto si basi su dati accurati e sensibili alle esigenze dei bambini e delle bambine, così da garantire investimenti adeguati nei sistemi di protezione, rafforzare i servizi di accoglienza e assicurare una responsabilità condivisa tra Paesi di transito e Paesi di destinazione.

Senza dati completi e affidabili, migliaia di bambini, bambine e adolescenti continueranno a restare invisibili e senza protezione lungo le rotte migratorie europee.

Per approfondire, leggi il comunicato stampa.

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