Cosa succede ai minori stranieri non accompagnati in Italia?
Astaan TV/Save the Children
I minori stranieri non accompagnati (MSNA) in Italia sono al centro di un sistema complesso che riguarda la loroaccoglienza, accesso ed esercizio dei diritti e percorsi di integrazione.
Ma cosa succede davvero ai minori migranti quando arrivano nel nostro Paese? In questo articolo analizziamo come funziona il sistema di accoglienza in Italia, quali sono i diritti dei MSNA, cosa accade al compimento dei 18 anni e quali sono le principali criticità strutturali.
Chi sono i minori stranieri non accompagnati e cosa accade all’arrivo
I minori stranieri non accompagnati (MSNA) sono bambini/e o adolescenti arrivati nel nostro Paese senza genitori o altri adulti legalmente responsabili per lui/lei.
Una volta arrivato/a via mare e identificato/a dalle Autorità, il/la minore dovrebbe essere accolto/a presso un centro di accoglienza dedicato a minorenni ed entro le 48h dalla sua identificazione dovrebbe venire nominato un Tutore da parte del Tribunale per i Minorenni. Nei primi dieci giorni dal suo ingresso in struttura dovrebbe essere dato seguito a tutti gli adempimenti relativi alla presa in carico.
Come funziona il sistema di accoglienza in Italia
Il sistema di accoglienza nazionale prevede due livelli di accoglienza:
- Primo livello di accoglienza, permanenza temporanea: prevede l’accoglienza del minore per i primi giorni (la tempistica di permanenza dei msna nei centri di prima accoglienza è stata oggetto, nel corso del tempo, di modifiche normative. Attualmente il periodo di permanenza nei centri di prima accoglienza dovrebbe variare da 45 a 150 giorni) e l’espletamento delle procedure iniziali per la protezione, l’accoglienza e l’avvio dell’iter burocratico per il rilascio dei documenti, tra cui il rilascio del permesso di soggiorno per minore età. Questa accoglienza di primo livello è oggi articolata in strutture differenti – anche per quanto riguarda standard minimi e servizi erogati - tra le quali i cosiddetti centri FAMI, centri di accoglienza governativi ad alta specializzazione; CAS – Centri di Accoglienza Straordinari e CPA – Centri di Prima Accoglienza.
- Secondo livello di accoglienza, percorsi dedicati fino al compimento dei 18 anni: trascorsa questa primissima fase il minore dovrebbe essere trasferito nel secondo livello di accoglienza, quello più strutturato e definitivo,articolato in strutture e comunità di accoglienza dove lo stesso viene supportato e accompagnato fino al compimento del 18esimo anno di età. In questo livello il minore dovrebbe essere supportato nel percorso di crescita sicura, individuazione delle capacità e realizzazione del processo di interazione con il nuovo contesto culturale, scolastico, sociale che favorisca la crescita sicura e sostenga l’accesso alla dimensione di infanzia e di adolescenza, senza discriminazioni.
Diritti dei MSNA in Italia: permesso di soggiorno e protezione
I MSNA hanno diritti specifici riconosciuti dalla Legge italiana e dalle Convenzioni internazionali, tra i quali:
- Diritto alla protezione, da cui deriva inespellibilità e accesso ai meccanismi di tutela di ogni minore
- Diritto alla vita sostegno e sviluppo, tra cui si configurano accesso al luogo sicuro, all’istruzione e alla salute
- Diritto alla partecipazione
- Diritto all’unità familiare
- Diritto al nome e all’identità
Nell’avvio del percorso di accoglienza, inclusione e protezione, è fondamentale l’adozione di un approccio integrato e multidisciplinare, che veda coinvolti tutti gli adulti di riferimento del minore e che nella figura del tutore legale identifichi chi lo rappresenta formalmente e agisce tutte le funzioni di sostegno e supporto necessarie, perché le misure identificate si trasformino in progetti condivisi con il minore e in azioni di tutela nel medio lungo termine. Una persona minorenne non può essere respinta e di conseguenza il nostro sistema prevede tutte le misure che possano tutelarla in un percorso di crescita sicuro.
Tra questi, le prime azioni necessaire riguardano lo svolgimento di un colloquio sociale che permetta al minore di orientarsi nella comprensione del funzionamento del sistema di accoglienza, nonché favoriscano la conoscenza delle regole di un sistema complicato.
Il primo passaggio è relativo alla richiesta di permesso di soggiorno per minore età, che supporta la realizzazione dei passaggi consequenziali e necessari per il suo radicamento in un contesto e l’acquisizione di una dimensione di prospettiva, in cui iniziare a studiare, accedere ad assistenza medica dedicata, avviare percorsi di socializzazione che favoriscano l’acquisizione di una dimensione di adolescenza, cui il minore è andato in deroga nel percorso migratorio.
Il permesso di soggiorno per minore età è valido fino al compimento del 18esimo anno di età. Allo scadere, qualora sussista un percorso di studio, di formazione lavoro, di affidamento può essere fatta richiesta di conversione in un permesso di soggiorno che possa sostenerlo con un titolo di soggiorno valido, perché dia seguito ai progetti avviati. Per garantire che il giovane ragazzo o ragazza possa dare seguito ai progetti e intraprendere percorsi di autonomia e indipendenza, è necessario che possa vivere in un luogo sicuro e idoneo al sostegno delle prime fasi della vita adulta. Per tale scopo viene presentata la richiesta di prosieguo amministrativo.
Cosa succede ai MSNA a 18 anni: autonomia e prosieguo amministrativo
Divenuti maggiorenni e maturati gli strumenti e le competenze adeguate, i ragazzi e le ragazze dovrebbero uscire dal circuito dell’accoglienza per affrontare la loro vita da adulti. Dal momento che compiuti i 18 anni non è così semplice e scontato per un giovane migrante, essere autonomo e avere la capacità di affrontare la vita da adulti in un Paese diverso dal proprio, la normativa prevede l’istituto del Prosieguo Amministrativo, approvato da un giudice del Tribunale per i Minorenni, che prevede l’estensione del tempo di permanenza nella struttura di accoglienza da 1 a un massimo di 3 anni per coloro che sono inseriti un percorso/progetto di integrazione.
Purtroppo, il condizionale è d’obbligo: tutto il percorso sopra descritto, nella realtà quotidiana del sistema di accoglienza, non è così preciso e strutturato come previsto in teoria. I minori spesso sperimentano un senso di isolamento, solitudine e sospensione nella comprensione delle regole e nel gioco della vita nel nuovo contesto sociale e legale.
Le criticità del sistema di accoglienza in Italia
- Permanenza prolungata nei centri di prima accoglienza o centri di accoglienza straordinaria: la permanenza nei centri di accoglienza temporanei (di primo livello) dei minori stranieri non accompagnati, è ben più lunga dei primi due mesi previsti. Ad eccezione dei centri FAMI che però prevedono circa 1000 posti disponibili in accoglienza in tutta Italia. La permanenza media si aggira tra gli 8 e i 12 mesi, generando una serie di criticità e complessità nello sviluppo del percorso di accoglienza dei minori, sia dal punto di vista formale che sostanziale: infatti, il sistema non è capace di rispondere in maniera efficace e adeguata ai bisogni di questo gruppo di minorenni, spesso portatori di importanti vulnerabilità che, se non attenzionate, possono ulteriormente aggravarsi.
- Nomina tardiva del tutore volontario o legale: a questo si aggiunge che la nomina del tutore di rado avviene nelle 48h previste, spesso si tratta del Sindaco della città in cui il minore vive, che non ha la possibilità di costruire una relazione di fiducia e svolgere le funzioni di sostegno e rappresentanza come la norma prevederebbe. In questo caso il Sindaco può delegare il legale rappresentante del centro di accoglienza in cui il minore si trova, ottenendo un risultato pragmatico ma andando in deroga ai meccanismi di cautela e tutela previsti.
- Accesso limitato a scuola e apprendimento della lingua: spesso accade, inoltre, che il minore diventi maggiorenne mentre si trova all’interno di un centro di prima accoglienza e questo complica ulteriormente il suo percorso di accoglienza e l’ottenimento del permesso di soggiorno generando un importante livello di complessità nella prosecuzione e sviluppo del progetto di crescita e autonomia. Di fronte a questa situazione, è importante considerare anche il problema dell’accesso ai percorsi scolastici, educativi e di apprendimento della lingua italiana, che spesso non è garantito. Questo accade soprattutto perché la prima accoglienza offerta ai minori è temporanea e precaria e, proprio per questa sua natura, fatica a rispondere ai bisogni nel medio e lungo periodo. Questo crea una condizione di sospensione: il minore si trova in un presente incerto. Spesso porta con sé esperienze di violenza vissute durante il viaggio e la sofferenza per la lontananza dai propri riferimenti culturali, linguistici e sociali. Allo stesso tempo, guarda al futuro con desideri di crescita, realizzazione e normalità. Tuttavia, queste aspettative si scontrano con la lentezza e la complessità della burocrazia e con le mancate risposte, creando una sorta di “vuoto” nel presente. In questa situazione, senza il supporto di un adulto o di un sistema che lo aiuti a orientarsi e a dare valore alle sue scelte, il rischio di perdersi è molto alto.
- Prosieguo amministrativo disomogeneo: infine, l’istituto del prosieguo amministrativo è oggi adottato in maniera disomogenea: in alcuni territori non viene minimamente contemplato e al raggiungimento dei 18 anni le persone vengono messe alla porta del centro di accoglienza. Ciò avviene sia per una carente conoscenza degli istituti di tutela da parte degli operatori dei centri, sia per una irregolarità territoriale che in assenza di posti in accoglienza e nell’incertezza dei fondi a disposizione, non assicura al ragazzo o alla ragazza la certezza di un luogo sicuro in cui poter proseguire il percorso di crescita e autonomia. I deficit del sistema vengono integralmente proiettati sul/la giovane ragazzo o ragazza, di fatto rendendoli isolati e fragili rispetto ai riferimenti sociali da attivare in sicurezza.
Perché alcuni minori lasciano i centri
Alla luce di questa situazione purtroppo non c’è da sorprendersi se alcuni minori stranieri non accompagnati decidono di allontanarsi volontariamente dalle strutture di accoglienza e raggiungere altre città italiane oppure tentare di attraversare il confine per raggiungere altri Paesi, poiché immaginano che il cambiamento di luogo possa portare nuove e migliori possibilità. Un minorenne solo che si allontana diventa invisibile al sistema formale di protezione e come tale maggiormente esposto a rischi di sfruttamento, violenza e marginalizzazione sociale.
Come migliorare il sistema
Per mitigare e migliorare questo quadro riteniamo necessario applicare quanto già previsto dalla nostra normativa sull’accoglienza e protezione, che prevede norme garantiste e tutelanti per i minori in arrivo, in particolare:
- garantire l’attivazione di centri di accoglienza governativi distribuiti equamente sul territorio nazionale,
- potenziare i posti nel circuito di accoglienza di secondo livello,
- promuovere la figura del tutore volontario anche attraverso campagne di sensibilizzazione,
- potenziare l’istituto dell’affido familiare come alternativa al percorso di accoglienza nei centri,
- sostenere l’accessibilità ed esercizio dei diritti sociali e civili, favorendo occasioni di socializzazione e incontro tra minori e coetanei.
Il sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati in Italia è tra i più strutturati in Europa, ma presenta ancora limiti importanti. Comprendere come funziona l’accoglienza dei MSNA, i loro diritti e le criticità è fondamentale per affrontare il tema in modo informato e consapevole.
Per approfondire, visita le nostre pagine e i progetti per i diritti dei minori migranti.
- Civico Zero: Supporto ai minori migranti e neo maggiorenni.
- Toolkit per tutrici e tutori volontari: "Vita da Tutore 2 - Novità e approfondimenti".
- Il progetto in partenariato attivo con UNHCR: Tutela volontaria, accertamento età e protezione minori migranti.
- La nostra Helpline Minori Migranti.
- Tutto quello che facciamo per i minori migranti.
FAQ – Domande frequenti sui MSNA
- Cosa succede a un minore straniero non accompagnato in Italia?
Viene preso in carico dallo Stato Italiano, con un sistema di leggi, regole e attori che costituisce l’architettura del sistema di protezione dei minorenni soli in Italia. Viene accolto in un centro di accoglienza, seguito da una equipe multidisciplinare, sostenuto e rappresentato legalmente da un tutore legale. - I minori stranieri possono essere espulsi?
No, la legge vieta l’espulsione dei minori non accompagnati. - Quanto tempo resta un minore nei centri di accoglienza?
Dipende dal percorso fatto, ma generalmente fino ai 18 anni. - Cosa succede ai MSNA quando diventano maggiorenni?
Devono convertire il permesso di soggiorno per minore età e accedere al prosieguo amministrativo per la sicurezza di un luogo sicuro in cui poter vivere e ricevere risposta ai loro bisogni.