Ansia per l’interrogazione: 6 consigli per superare le paure

ragazza seduta su una sedia di scuola indossa mascherina e guarda i compagni davanti a lei seduti per terra

L'ansia per un’interrogazione imminente è un'emozione provata da molti studenti e molte studentesse, ma su cosa possiamo lavorare per migliorare questa competenza nei ragazzi e nelle ragazze e aiutarli a non avere paura?

La paura di parlare in pubblico

Parlare in pubblico o durante un’interrogazione è un’attività molto complessa che richiede la giusta attenzione durante la formazione dei ragazzi e delle ragazze. A scuola numerosi bambini e numerose bambine sperimentano l'ansia durante le verifiche, le interrogazioni orali e nelle volte in cui viene chiesto loro di parlare in pubblico. In questo articolo vedremo 6 consigli, scritti insieme a Fabiola Palumbo laureata in psicologia sociale e nostra collega, per migliorare le proprie competenze nel parlare in pubblico e il ruolo che ha avuto la didattica a distanza. 

6 consigli per prepararsi all'esposizione orale

Cosa si può fare per migliorare la capacità di esposizione orale, la competenza di parlare di fronte ad altre persone e non avere quindi paura e ansia per un’interrogazione? Leggi i nostri consigli.

  • 1. Prestare attenzione e prendere appunti in aula

Prestare attenzione e prendere gli appunti su ciò che il/la docente ritiene più importante può aiutare a capire dove soffermarsi quando si dovrà studiare a casa. Molto spesso proviamo ansia, prima di un esame, perché ci sentiamo sopraffatti dalle tante informazioni che dobbiamo imparare. In aula possiamo portarci avanti su ciò che faremo a casa individuando i concetti chiave che guideranno il nostro studio proprio come l’indice di un libro.

  • 2. Creare delle mappe concettuali 

Sottolineare lunghi testi non aiuta nella memorizzazione delle informazioni quanto potrebbe farlo creare delle mappe concettuali, utili sia quando si vuole studiare per la prima volta un argomento che durante la ripetizione. Possiamo anche avvalerci dei colori, di alcuni post-it o segnaposti per i libri, per trovare il nostro modo di sintetizzare i concetti come meglio ci piace e funziona per noi. Se invece sei alla ricerca di una soluzione online per creare mappe concettuali e aiutarti a studiare e ripetere, queste piattaforme possono esserti d’aiuto: PoppletLucid Chart, e Bubbl Us

  • 3. Trovare degli esempi

È difficile ricordare tante informazioni che non trovano riscontro nella vita di tutti i giorni: è utile trovare collegamenti tra le cose che si studiano e quello che già si conosce. Gli esempi possono essere utili anche durante l’interrogazione, per dimostrare di aver compreso a fondo l’argomento. Se, ad esempio, stai studiando un periodo storico e i suoi protagonisti, puoi provare a cercare se nel luogo in cui vivi c’è una piazza o una via dedicata; è solo un piccolo escamotage per stimolare la memoria e se ne possono trovare moltissimi con un po’ di fantasia.

  • 4. Cercare le parole che non si conoscono

Se sul libro si leggono parole che non si conoscono, è bene cercare o chiedere il significato a genitori e insegnanti. In questo modo non solo si conoscerà un termine in più della lingua, ma lo si potrà utilizzare anche in altri argomenti in cui risulta appropriato. Hai mai utilizzato un’app con il dizionario? Puoi provare con TheFreeDictionary oppure il Dizionario italiano Livio che si può usare anche offline.

  • 5. Creare un discorso unico e ripeterlo più volte

Anche se può capitare che l’insegnante durante l’interrogazione interrompa l’esposizione per fare delle domande, è utile provare un discorso e ripeterlo tante volte. Gli strumenti citati prima sono una buona base, ma serve la pratica per riuscire bene nell’esposizione. Possiamo anche crearci un piccolo pubblico casalingo che ci aiuterà nell’esposizione e ad un primo approccio al parlare davanti ad altre persone.

  • 6. Provare a ragionare a voce alta

Non conoscere la risposta ad un’interrogazione è un evento che potrebbe accadere. Una strategia su cui si può fare affidamento è il ragionamento personale! Se si ha studiato e ripetuto bene, chiedere all’insegnante di ragionare prima di dare la risposta può dimostrare di aver compreso a fondo gli argomenti studiati, anche se non ci si ricorda perfettamente la risposta alla domanda. Non c’è mai fretta nel rispondere, una buona risposta può richiedere tempo ed è giusto prenderselo.

La didattica a distanza e le interrogazioni

Il contesto è un fattore molto importante da considerare quando si parla di ansia da interrogazione. Ad esempio, vivere in una casa sicura e accogliente potrebbe incidere positivamente sull’esposizione orale in caso di didattica a distanza. Tuttavia questa condizione non porterebbe un giovamento all’alunno: la capacità di parlare davanti a tante persone in maniera fluente è una competenza trasversale utile in molti contesti, anche lontani da quelli scolastici.

La didattica a distanza ha dato agli studenti meno possibilità di imparare a parlare in pubblico, ecco perché è molto utile ad oggi rimettersi in gioco e utilizzare i consigli per ri-prepararsi alle esposizioni orali.

Può capitare a tutti di sentirsi in difficoltà durante un’interrogazione o un’esposizione orale; è utile però pensare quanto la scuola può essere una palestra in cui allenarsi e continuare a migliorare, per imparare sempre meglio e trovarsi a proprio agio anche nel futuro. Gli/le insegnanti possono aiutare gli alunni e le alunne con ansia e difficoltà ad esporre oralmente creando un ambiente sicuro e accogliente in classe, usando nuove metodologie didattiche che mettano al centro la partecipazione degli studenti, aiutandoli così a far emergere le loro competenze trasversali e focalizzando le interrogazioni come spazi di crescita e confronto educativi, prima che come momenti di valutazione. 

Sulla piattaforma “Arcipelago educativo” è possibile trovare numerose attività per migliorare l’esposizione orale nei ragazzi e nelle ragazze attraverso giochi e laboratori attivi che favoriscono il confronto e lo scambio con gli altri, ve ne segnaliamo alcune:

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