Coronavirus: prepararsi all’esame di terza media, consigli per genitori e docenti

bambino seduto alla scrivania mentre fa i compiti

Si avvia alla conclusione un anno scolastico difficoltoso e diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto poiché travagliato dalla pandemia del COVID-19 e dunque regolato da leggi e consuetudini eccezionali.

L'introduzione della cosiddetta didattica a distanza, dettata dall'emergenza, certamente ha portato molti cambiamenti nelle dinamiche scolastiche e familiari. Sono stati in primo luogo gli studenti a subire le maggiori ripercussioni dell'isolamento fisico e sono stati loro i primi protagonisti di questo repentino cambiamento in seno all'istruzione.

Anche docenti e famiglie, però, si sono trovati spiazzati nel doversi cimentare con i loro nuovi ruoli.


L’esame da remoto per le scuole secondarie di primo grado: come funziona


Dalle indicazioni ministeriali per lo svolgimento degli esami conclusivi delle scuole secondarie di primo grado, scuole medie, apprendiamo che si svolgeranno totalmente in modalità a distanza, senza prova scritta ma solo con un colloquio orale


L'orale consisterà nella discussione “di fronte” a tutti i professori riuniti in videochiamata di una tesina multidisciplinare/ mappa concettuale o presentazione di contenuti multimediali.


Per rendere sereno, speciale e positivo questo esame per tutti ecco alcuni suggerimenti.


Un esame diverso: suggerimenti per i genitori

  • Trasmettere ai propri figli tranquillità. Se i ragazzi utilizzano le loro capacità e si dedicano con impegno allo svolgimento del lavoro, questo verrà certamente ben valutato e loro riceveranno la meritata soddisfazione di esporre con orgoglio un lavoro che li rappresenti e che ricorderanno negli anni a venire.
  • Riconoscere l'importanza dell'esame. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che i ragazzi affrontano comunque il loro primo esame. I genitori quindi hanno la possibilità di porre l'accento sulla centralità dell'evento, come momento di crescita e di passaggio ad una nuova avventura scolastica.
  • Lasciare autonomia ai ragazzi. Il lavoro finale dei ragazzi deve essere “farina del loro sacco” e deve essere svolto con cura ma liberamente. È positivo che i genitori si offrano di fornire il loro sostegno ai figli, controllando che gli argomenti sviluppati siano coerenti con l'argomento prescelto e che i collegamenti tra le diverse discipline siano semplici ma logici. 
  • Offrirsi di ascoltare i propri figli mentre ripetono il lavoro concluso a voce alta. Loro acquisiscono sicurezza nell'esposizione e i genitori si dimostrano coinvolti ma non invadenti.
  • Suggerire ai figli di seguire la propria individualità nello svolgere il lavoro. È ottimale che i ragazzi cerchino di approfondire argomenti che apprezzano o che considerino vicini alla loro sensibilità. Sarebbe meglio che i genitori non correggessero il modo di esprimersi dei loro ragazzi: un lessico semplice, ovviamente meglio se privo di errori, simboleggia che l'apprendimento è stato significativo, poiché è passato attraverso l'esperienza e le conoscenze di ognuno.

Alcuni suggerimenti dai docenti per i docenti

  • Far di tutto per garantire agli allievi, anche dove possa apparire improbabile, un momento conclusivo tutto loro e speciale legato all'esposizione della tesina, soprattutto valorizzando gli sforzi da loro compiuti. Le indicazioni ministeriali e quelle delle singole scuole relative agli esami sono arrivate a ridosso delle scadenze delle consegne delle tesine. Nonostante questa obiettiva difficoltà, con la didattica a distanza si è avuto la possibilità di non perdere il filo di un contatto diretto con gli studenti (purtroppo non sempre con tutti). I docenti dovranno dedicare una cura speciale agli allievi con problematiche specifiche, con particolare attenzione ai ragazzi con bisogni educativi speciali. 
  • Continuare a lavorare sulla problematizzazione e sull'interdisciplinarità del sapere. È importante porre al centro della riflessione interna alla tesina un problema per stimolare i ragazzi a sviluppare i collegamenti in maniera più profonda. Lo scopo primario della scuola è educativo e rende i docenti attori primi dell'educazione civica, nella sua più elevata accezione. Chiedere ai ragazzi, se possibile, di partire per la costruzione della tesina da eventi, argomenti, vissuti approfonditi a scuola (laboratori, testimonianze, cronaca) che li hanno colpiti particolarmente. Se il lavoro della tesina verrà incentrato su qualcosa vissuto in prima persona sarà certamente più significativo.  
  • Lavorare il più possibile in stretto contatto con gli altri docenti della classe, in modo da valorizzare in modo corale gli aspetti formativi della valutazione e del percorso scolastico.
  • Non soffermarsi troppo a lungo sull'esigenza formale di dare una valutazione numerica relativa al secondo quadrimestre ma concentrarsi maggiormente sul significato che la tesina finale rappresenta: essa deve simboleggiare la “ciliegina sulla torta” di un processo lungo tre anni, percorso in cui l'allievo si è dovuto destreggiare tra problemi, crescita, rapporti in evoluzione.
  • Non correggere tutta la tesina prima della consegna ufficiale ma verificare la coerenza del lavoro. L'uso del lessico e la sintassi e anche le modalità comunicative sono comunque oggetti di valutazione del lavoro stesso. 

Le parole di una docente 

 
“Prima di incrociare le dita e affrontare l'esame al meglio, rimane soltanto da ricercare se vi siano aspetti positivi in questo periodo che apparentemente non sembra averne molti. Il patto educativo che le famiglie firmano ad ogni inizio anno, prevede che non ci sia apprendimento senza che scuola, insegnanti, allievo e famiglia voghino all'unisono o quanto meno nella stessa direzione. Certamente so che oggi possiamo ringraziare le famiglie, soprattutto quelle più in difficoltà, per tutto quello che hanno provato a dare ai loro figli e similmente possiamo ringraziare tutti i colleghi che si sono spesi al massimo delle loro possibilità”. Chiara Foà, docente della scuola Bobbio di Torino.

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