Fuoriclasse e le sfide scolastiche: 6 centri educativi in Italia

foto all aperto di 3 bambini con birilli in mano che giocano

Come sostenere gli studenti più a rischio? Come accompagnarli verso esperienze felici di riuscita scolastica?


Queste sono solo alcune delle domande che muovono gli operatori dei Centri Educativi Fuoriclasse nel cercare di sostenere tanti bambini e ragazzi nell’affrontare con più serenità e impegno le sfide scolastiche. Sfide che li vedono coinvolti nella gestione delle proprie emozioni e nella comprensione di contenuti non sempre facilmente accessibili.


I 6 CENTRI EDUCATIVI IN ITALIA


I 6 centri educativi Fuoriclasse presenti in Italia a Bari nei quartieri di Japigia e Carbonara, a Milano nei quartieri di Quarto Oggiaro e Musocco, a Torino nel quartiere di Falchera e ad Aprilia lavorano proprio per questa finalità: sostenere gli studenti più a rischio, grazie ad una stretta sinergia con i docenti, nell’apprendimento di contenuti curriculari e nello sviluppo delle competenze trasversali.


LA TESTIMONIANZA DI UNA STUDENTESSA


La prima tappa fondamentale riguarda la creazione di uno spazio fisico in termini di bellezza e cura, uno spazio accogliente in cui ciascuno possa trovare il proprio posto. Sentirsi accolti e predisporsi ad uno spazio emotivo che decostruisce il senso di fallimento nei confronti della scuola ne è la prima conseguenza.


Questa la voce di una studentessa di Milano: “Quando sono entrata per la prima volta al centro educativo ho pensato che fosse un posto bellissimo, colorato, con persone sorridenti che mi hanno aiutata tanto. Quando sono arrivata qui per la prima volta avevo tutte le materie sotto, non riuscivo a studiare e avevo paura di sbagliare, mi bloccavo e non volevo continuare a fare nulla. Pensavo di essere stupida. Piano piano con molta pazienza da parte delle educatrici e delle volontarie sono riuscita a migliorarmi, mi ricordavo più cose e iniziavo a credere che potevo farcela anch’io anche in matematica e geometria dove all’inizio non capivo proprio nulla. Alla fine dell’anno sono riuscita ad avere tutte le materie anche con alcuni 7 e un 8 e sono uscita dalle medie con il 7. Fuoriclasse mi ha aiutato soprattutto con me stessa pensando che le cose posso impararle anche io”.


I LABORATORI DI DIDATTICA ESPERIENZIALE


Una volta che piano piano i ragazzi credono di potercela fare, si inizia un lavoro importante in termini di sostegno didattico. Lavoriamo sempre in ottica di cooperative learning dove chi ha competenze e capacità le mette a disposizione degli altri, questo permette di sperimentarsi capaci nella restituzione ai propri compagni di qualcosa che hanno imparato.

Altro elemento fondamentale è l’imparare facendo, sperimentarsi in laboratori di didattica esperienziale dove qualche concetto o contenuto didattico è sperimentato sul campo e costruire una valigia di legno diventa la possibilità di fare matematica e geometria. 


Non tutto è facile e capita che i ragazzi facciano fatica, queste le parole di un ragazzo di Torino: “Il centro educativo lo rappresenterei con la scatola dei cellulari, perché non mi piace mai consegnarlo quando arrivo al pomeriggio, ma alla fine lo faccio e per il centro è un po’ la stessa cosa. Durante gli anni gli insegnanti mi mandavano sempre qua perché ormai era un destino. Alcune volte non ci sono venuto volentieri perché volevo fare altre cose, è stato un po’ stressante venire al centro soprattutto il primo anno delle medie, poi in seconda e terza ho iniziato a venirci più volentieri perché si facevano laboratori che mi piacevano, come ad esempio quello di cucina che era artistico ma insieme c’era anche un po’ di competizione, che mi piace. Se devo pensare a qualcosa che mi ha insegnato Fuoriclasse però mi viene da dire che mi è servito per imparare a gestire di più la mia rabbia e controllarmi”.


Perché ciascuno di noi è un Fuoriclasse magari per qualche piccolo dettaglio ma tutti gli studenti e le studentesse hanno un talento e delle capacità che è importante che fioriscano, noi siamo qui per questo!

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