Istat, diminuisce la povertà minorile nel 2019

Bambino di spalle e in lontananza corre sulla salta di una pista da skate abbandonata

L’Istat ha attestato oggi una diminuzione della povertà assoluta in Italia con riferimento all’anno 2019, un calo senz’altro positivo che fa registrare i primi effetti dell’introduzione del Reddito di cittadinanza dopo le sperimentazioni di misure a sostegno delle famiglie più svantaggiate, come il Sostegno per l’inclusione attiva (Sia) e il Reddito di inclusione (Rei).

Le conseguenze del covid sulla povertà in Italia


Il rischio è però che questo traguardo positivo sia travolto e vanificato dalle gravi conseguenze dell’emergenza covid-19, con la prospettiva tangibile di una nuova impennata della povertà minorile e 1 milione di bambini in più che potrebbero scivolare nella povertà assoluta, senza l’indispensabile per condurre una vita dignitosa.

I dati istat


Nel 2019, secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, l’incidenza della povertà minorile è scesa all’11,4% dal 12,6% dell’anno precedente, con 1.137.000 bambine e bambini che oggi vivono in condizioni di povertà assoluta contro i 1.260.000 del 2018. Una riduzione tuttavia modesta se si considera che la povertà minorile nel 2008 colpiva solamente 375 mila bambini, il 3,7% dei minori. 

Questi numeri dimostrano come, anche nel 2019, la povertà incide maggiormente sulla fascia di popolazione minorenne rispetto alle altre fasce d’età (9,1% per i 18-34enni; 7,2% per i 35-64enni e 4,8% per gli ultrasessantacinquenni). Il lieve miglioramento registrato quest’anno, inoltre, rimane comunque molto modesto in particolare per le famiglie numerose (16,6% quelle con 3 o più figli in povertà assoluta nel 2019) e al sud (14,8% i minori in povertà assoluta nel 2019, il 15,7% nel 2018).  

Subito un piano per contrastare la povertà minorile


Di fronte al rischio concreto di una nuova impennata della povertà che colpisce i bambini e le bambine nel nostro Paese, è essenziale sviluppare un piano nazionale straordinario di contrasto alla povertà minorile.

È infatti essenziale invertire la rotta, perché l’investimento nell’infanzia è il più efficace e duraturo degli investimenti, il miglior contributo che i decisori possano garantire alla ripresa economica e allo sviluppo di una società inclusiva e sostenibile.

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