La sensibilizzazione come strumento contro il cyberbullismo

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Ho iniziato la mia esperienza come volontaria Save the Children circa due anni fa nel gruppo volontari di Verona, e vorrei condividere con voi una parte per me molto importante di questa esperienza: l’attività di sensibilizzazione nelle scuole contro il cyberbullismo, per me la più entusiasmante tra tutte le azioni svolte.  

il contrasto al cyberbullismo nelle scuole

L’attività era in sé molto semplice: ci siamo recati in diverse scuole secondarie di I grado della zona di Verona, per parlare ai ragazzi e ai loro insegnanti delle problematiche, dei rischi e delle possibili soluzioni per il contrasto del cyberbullismo. Ogni incontro prevedeva una parte introduttiva sulla nostra organizzazione, una specifica sul cyberbullismo e una conclusiva con giochi volti a far sviluppare fiducia e collaborazione tra i ragazzi.

Come affrontare il cyberbullismo con i ragazzi?

Quello che ho trovato sorprendente durante questi laboratori è stato riscontrare come per loro questa tematica fosse vicina e intuitiva. Abbiamo sempre cominciato i nostri incontri chiedendo cosa fosse per loro il cyberbullismo e hanno sempre avuto tutti qualcosa da dire.

Ciascuno dei ragazzi ha in media accesso ad almeno due social network e ad un dispositivo, che si trattasse di un telefono o di un computer, spesso senza restrizioni di tempo o controllo da parte dei genitori.

Per far discutere i ragazzi abbiamo utilizzato brevi video sull’argomento realizzati da loro coetanei e abbiamo ascoltato i loro commenti. I video si sono rivelati molto utili, in primo luogo per far capire la gravità degli atti di cyberbullismo, che a volte proprio per il loro carattere non diretto, ma filtrato dalla tecnologia, possono essere sottovalutati dalle nuove generazioni. Dai video, i ragazzi hanno potuto capire inoltre come l’utilizzo della tecnologia e dei social possa ferire qualcuno profondamente, come un commento su Facebook possa far male più di un pugno.

Abbiamo fatto riflettere molto gli studenti su questo, ponendo l’accento sulla connotazione di continuità di tale tipologia di bullismo, dalla quale è difficile sottrarsi una volta vittima.

In particolare ho notato forti reazioni in seguito ad un video che alludeva alla possibilità di suicidio della ragazza vittima di vessazioni on-line da parte di amiche e compagne. In molti erano sorpresi che il cyberbullismo potesse portare a conseguenze tanto gravi e parlarne insieme credo li abbia resi più consapevoli dell’importanza di quello che scrivono e fanno.

In secondo luogo i video sono stati utili per ricordare loro l’importanza di non chiudersi in sé stessi se vittima di cyberbullismo, di non nascondersi dietro a una maschera (spesso lo schermo del computer o quello del telefonino) e di cercare sempre aiuto, sia tra gli adulti di cui si fidano che tra i propri amici.

Che cosa ho ricavato infine da questa esperienza di volontariato?

Devo dire tantissimo: la bellezza dell’essere una volontaria Save the Children sta proprio nel fatto che agiamo su problematiche concernenti la quotidianità dei ragazzi nel loro territorio, veramente utili nel qui ed ora.

Sono stata veramente felice di vedere i ragazzi coinvolti e partecipi. Soprattutto ho potuto constatare che ragazzi così giovani sono coinvolti in un fenomeno spesso poco controllato e di cui non si parla abbastanza.

Se anche tu vuoi diventare un volontario Save the Children del gruppo di Verona e partecipare alle attività di sensibilizzazione nelle scuole scrivi a clara.didoni@savethechildren.org

Saremo onorati di averti con noi!

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