Legge di bilancio, subito risorse per gli asili nido

due bambini di 5 anni disegnano con matite seduti a tavolino

In Italia solo 1 bambino su 4 (il 24%) ha accesso all’asilo nido o a servizi integrativi per l’infanzia e, di questi, solo la metà (12,3%) frequenta un asilo pubblico. È questo l’allarme che abbiamo lanciato a settembre con l’uscita del rapporto “Il miglior inizio”, un’indagine in cui sottolineiamo come le disuguaglianze educative tra i bambini si formano fin dai primi anni di età e ben prima di accedere alla scuola dell’obbligo.

Investire nei servizi per la prima infanzia

Il nostro è ancora un Paese molto lontano dai target fissati dall’Unione Europea che chiedono di garantire ad almeno il 33% dei bambini tra 0 e 3 anni l’accesso al nido o ai servizi integrativi. Investire nei servizi socio-educativi per la prima infanzia di qualità, accessibili a tutti i bambini, è un passo fondamentale per ridurre le disuguaglianze educative che emergono sin dai primi anni di vita. Un obiettivo che in Italia va perseguito anche aumentando la disponibilità di posti e la copertura territoriale per i bambini fino ai 3 anni.

La legge di bilancio

Abbiamo presentato oggi in Senato il Rapporto “Il miglior inizio” alla presenza, tra gli altri, di Francesca Puglisi, Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
A poche ore dalla presentazione in Aula della Legge di Bilancio da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, abbiamo ribadito ancora una volta l’importanza degli interventi a favore della primissima infanzia, che lo stesso premier aveva messo tra le priorità dell’azione di governo nel discorso in cui chiedeva la fiducia al Parlamento.

Apprezziamo l’attenzione che il Governo sta ponendo sul tema della prima infanzia nella bozza di legge di bilancio, ma servono più risorse da destinare a favore della fascia tra gli 0 e i 3 anni. 

Lo stanziamento di 520 milioni previsto dalla bozza della Legge di Bilancio per il Bonus Asili Nido potrà coprire solo un numero ridotto di beneficiari, presumibilmente quelli che già usufruiscono dei servizi ma senza incidere sull’ampliamento dell’offerta.

Il contrasto alla povertà educativa

Il contrasto alla povertà educativa resta una delle sfide più urgenti che il nostro paese deve affrontare se vuole guardare al futuro, investendo sulle nuove generazioni. Servono nuove risorse destinate all’istruzione per garantire il tempo pieno nel primo ciclo e nella scuola dell’infanzia nelle aree prioritarie di contrasto alla povertà educativa minorile, incluso un investimento nelle mense di qualità gratuite per tutti i bambini della scuola primaria e consentire ai nostri ragazzi di poter studiare in scuole sicure. 

Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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