Maternità e lavoro: i diritti delle lavoratrici autonome

Mamma e bambino mezzo busto al tavolo che leggono

In questo articolo conosciamo quali sono le tutele e i diritti per le mamme lavoratrici autonome o libero professioniste.

Anche per loro, come per le madri che hanno un lavoro subordinato, esistono normative che consentono una migliore gestione del lavoro e della famiglia.


Diritti e tutele per le mamme lavoratrici autonome


Vediamo, quindi, quali sono i diritti delle mamme lavoratrici autonome previsti dalle legge:

  • Congedo di maternità per le lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS (art 64 T.U.): le madri lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata INPS, ossia le collaboratrici coordinate, le professioniste senza albo e cassa previdenziale, le associate in partecipazione e le libere professioniste, hanno diritto a un congedo di maternità. Nella scheda di approfondimento vengono spiegati punto per punto l’indennità che spetta alle differente tipologie di lavoratrici, i requisiti necessari per la richiesta e la modalità di richiesta del congedo all’INPS e i relativi documenti necessari.
  • Congedo di maternità per le lavoratrici autonome (art. 66 T.U.): ossia le artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali, nonché alle pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne, hanno diritto a un congedo di maternità. Nella scheda di approfondimento vengono spiegati punto per punto i requisiti e le percentuali dell’indennità che spetta alle lavoratrici, i requisiti necessari per la richiesta e la modalità di richiesta del congedo all’INPS e i relativi documenti necessari.
  • Congedo di maternità per le libere professioniste con casse previdenziali di categoria (art 70 T.U.): è prevista l’indennità di maternità. Nella scheda di approfondimento vengono spiegati punto per punto i requisiti e le percentuali dell’indennità che spetta alle lavoratrici, i requisiti necessari per la richiesta e la modalità di richiesta del congedo all’INPS e i relativi documenti necessari.
  • Congedo parentale: in sintesi è l’astensione facoltativa dei genitori per un periodo di massimo 6 mesi nei primi 3 anni di vita del bambino. Nella scheda di approfondimento prerequisiti e tempistiche.

Essere mamme lavoratrici autonome in italia


Molte neomamme si sono licenziate a causa delle grandi difficoltà che incontrano nel riuscire a lavorare e prendersi cura dei propri figli contemporaneamente.

Tra gli alti costi dei nidi, gli stipendi bassi e i nonni spesso ancora al lavoro, diventa difficile la gestione del tempo per le mamme. La prima strategia a cui le famiglie ricorrono è la rinuncia al lavoro delle donne, che può prendere la forma sia di una rinuncia dopo la maternità sia ad un ricorso al part time. Si tratta di una scelta con indubbi costi a livello personale e professionale.


Come emerso dalle testimonianze raccolte tramite i programmi territoriali, nonché sui nostri canali social, tante donne in Italia una volta rimaste incinta hanno subito discriminazioni sul lavoro, o fanno fatica insieme ai loro compagni a usufruire dei diritti e delle tutele previste una volta che si ha un figlio. Nel caso delle lavoratrici autonome o delle libero professioniste emergono ancor più forti le difficoltà.


B.T.O. ci scrive: “Ci sono categorie partita iva che nonostante anni di tasse non hanno diritto alla maternità…costrette a lavorare fino al giorno prima del parto e a un mese si rientra con figlio a seguito…benvenuti in Italia”.


Mamme lavoratrici autonome: scheda di approfondimento


Nella scheda di approfondimento i diritti e le tutele per le mamme lavoratrici autonome


Tutte le schede della serie Maternità e lavoro.
 

Gli articoli passati su diritti e tutele dei genitori lavoratori


 

Contenuti realizzati grazie a contributo reso a titolo gratuito da BonelliErede, nell’ambito di un’iniziativa pro bono per Save the Children Italia.

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