Maternità e lavoro: I diritti delle lavoratrici autonome

Mamma e bambino mezzo busto al tavolo

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Come spesso riportato da alcuni media del nostro Paese, molte neomamme si sono licenziate a causa delle grandi difficoltà che incontrano nel riuscire a lavorare e prendersi cura dei propri figli contemporaneamente. Tra i costi alti dei nidi, gli stipendi bassi e i nonni spesso ancora al lavoro diventa difficile la gestione del tempo per le neomamme.


La prima strategia a cui le famiglie ricorrono per far fronte a queste problematiche è la rinuncia al lavoro delle donne, che può prendere la forma sia di una rinuncia dopo la maternità sia ad un ricorso al part-time. Si tratta di una scelta con indubbi costi a livello personale e professionale.


Come emerso dalle testimonianze raccolte tramite i programmi territoriali, nonché sui nostri canali social, molte donne in Italia una volta rimaste incinta hanno subito discriminazioni sul lavoro, oppure fanno fatica insieme ai loro compagni a usufruire dei diritti e delle tutele previste una volta che si ha un figlio. Nel caso delle lavoratrici autonome o delle libero professioniste emergono ancor più forti le difficoltà.


B.T.O. ci scrive: Ci sono categorie partita iva che nonostante anni di tasse non hanno diritto alla maternità…costrette a lavorare fino al giorno prima del parto e a un mese si rientra con figlio a seguito…benvenuti in Italia.
In questo caso la normativa prevede alcuni strumenti in supporto ai neogenitori, ma quali sono?


Congedo di maternità, indennità, congedo parentale etc. ma come funzionano?


In questo quarto articolo riportiamo una breve sintesi dei diritti e delle tutele per le lavoratrici autonome o libero professioniste nel quale potete trovare in fondo una scheda più approfondita che spiega ogni punto qui esposto. Nella scheda di approfondimento troverete in maniera dettagliata i diritti e le tutele ma anche le modalità di richiesta dei congedi, i documenti necessari da presentare, etc.


Nei prossimi giorni analizzeremo diritti e tutele per tutte le altre forme contrattuali attraverso altri articoli della serie Le Equilibriste “maternità e lavoro”.


Dunque, la legislazione, per favorire la conciliazione vita e lavoro per i neogenitori, e in particolare per le mamme, prevede degli strumenti a supporto loro e dei propri figli.


Di seguito una breve introduzione dei diritti e delle tutele esistenti:

  • Congedo di maternità per le lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS (art 64 T.U.): le madri lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata INPS, ossia le collaboratrici coordinate, le professioniste senza albo e cassa previdenziale, le associate in partecipazione e le libere professioniste, hanno diritto a un congedo di maternità. Nella scheda di approfondimento vengono spiegati punto per punto l’indennità che spetta alle differente tipologie di lavoratrici, i requisiti necessari per la richiesta e la modalità di richiesta del congedo all’INPS e i relativi documenti necessari.
  • Congedo di maternità per le lavoratrici autonome (art. 66 T.U.): Le madri lavoratrici autonome (art. 66 T.U) ossia le artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali, nonché alle pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne, hanno diritto a un congedo di maternità. Nella scheda di approfondimento vengono spiegati punto per punto i requisiti e le percentuali dell’indennità che spetta alle lavoratrici, i requisiti necessari per la richiesta e la modalità di richiesta del congedo all’INPS e i relativi documenti necessari.
  • Congedo di maternità per le libere professioniste con casse previdenziali di categoria (art 70 T.U.): Per le madri lavoratrici autonome libere professioniste con casse previdenziali di categoria (art 70 T.U.), è prevista l’indennità di maternità. Nella scheda di approfondimento vengono spiegati punto per punto i requisiti e le percentuali dell’indennità che spetta alle lavoratrici, i requisiti necessari per la richiesta e la modalità di richiesta del congedo all’INPS e i relativi documenti necessari.
  • Congedo parentale: in sintesi è l’astensione facoltativa dei genitori per un periodo di massimo 6 mesi nei primi 3 anni di vita del bambino. Nella scheda di approfondimento prerequisiti e tempistiche.

Scheda di approfondimento dei diritti e delle tutele della madri lavoratrici autonome.


Tutte le schede


Contenuti realizzati grazie a contributo reso a titolo gratuito da BonelliErede, nell’ambito di un’iniziativa pro bono per Save the Children Italia.