Scuola di comunità: l’importanza dell’incontro tra studenti, istituzioni e territorio

ragaza aiuta un bambino a stare sui trampoli in un parchetto e vicino un altra bambina è già sui trampoli

Quello scolastico è un apprendimento intenzionale, scandito in tempi e spazi ben definiti, è il risultato di una molteplicità di attori: insegnanti, studenti, ambienti d’apprendimento, istituzioni, territorio, la cui sinergia ne determina il maggiore o minore successo.

Perché promuovere un apprendimento integrato?

L’esperienza dell’apprendere rappresenta la base fondante dell’esperienza scolastica. All’apprendimento concorrono fattori sociali ed emotivi oltre che cognitivi. La stessa etimologia di apprendere, ad-prendere, comporta una sorta di movimento. Apprendere significa cambiare il modo di vedere, di agire ed è più efficace se coinvolge, rende partecipi, spinge a costruire un proprio punto di vista.

Integrare istruzione ed educazione è una prospettiva che rivoluziona sia l’attività didattica sia quella educativa della scuola. Includere nel percorso educativo un complesso di abilità come autocontrollo, gestione dei conflitti, autonomia, vuol dire riconoscere lo studente nella sua identità, nel suo bagaglio di capacità e nel personale stile di apprendimento, vuol dire dargli autostima rendendolo protagonista del proprio percorso di apprendimento.

Le testimonianze delle scuole

L’Istituto Comprensivo Statale Praia a Mare (Praia a Mare, Cosenza) ha organizzato le Olimpiadi del libro coinvolgendo una casa editrice, le librerie del territorio, docenti, genitori e studenti tutti insieme per promuovere la lettura.

Grazie al gemellaggio con un altro Istituto Comprensivo del territorio, l’Istituto Comprensivo 6° Fava-Gioia (Napoli), ha organizzato un convegno per contrastare la violenza culturale sulle donne, tema declinato dai docenti nelle diverse discipline legandolo ad attività curricolari.

Infine l’esempio dell’Istituto Comprensivo Japigia 2-Torre a Mare e dell’Istituto Comprensivo Gabelli (Bari) i quali hanno realizzato rispettivamente l’incontro con il Sindaco insieme all’Assessore alle Politiche Educative Giovanili e l’incontro con il Presidente della Regione per fare propri valori ispirati al rispetto dei diritti umani e della legalità, del bene comune, come esito di un percorso di confronto, scambio e crescita tra docenti e studenti.

Comun denominatore l’aver sperimentato e vissuto l’appartenenza ad una comunità scolastica che investe nelle capacità di essere responsabili e partecipi degli studenti, nelle competenze dei genitori e del territorio, nelle capacità multiple degli insegnanti che possono essere il filo conduttore dei processi di crescita della comunità. Mettersi alla pari, dialogare e cercare soluzioni insieme, insegnanti e studenti, istituzione scolastica e genitori, enti locali e scuola.

Negli ultimi anni sono cresciute in tutto il territorio nazionale esperienze di partecipazione e di scambio tra le comunità scolastiche, il territorio e le Istituzioni. Sempre più frequentemente, anche attraverso i Consigli Fuoriclasse sono gli studenti stessi a chiedere un maggiore coinvolgimento di tutti gli attori del mondo scuola che possano dare risposta ai loro bisogni di carattere sociale, di ricerca di significato rispetto al proprio essere, pensare e agire. Una scuola vissuta da studenti, genitori e docenti, ognuno con il proprio contributo attraverso la partecipazione. Una scuola come luogo di incontro aperto a tutti i suoi attori e che veicoli la conoscenza e lo scambio con i propri “vicini”, Enti Locali, Istituzioni e associazioni del territorio, per raggiungere obiettivi comuni e accrescere il benessere individuale e collettivo.

“Educa i bambini e non sarà necessario poi punire gli uomini” (Pitagora)

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