Ad Ali Spiegate
Ad Ali Spiegate è l’intervento di Save the Children per il contrasto alla violenza di genere, domestica e assistita.
Secondo i dati ISTAT, la violenza contro le donne in Italia rappresenta un fenomeno ancora ampiamente diffuso. Sono circa 6 milioni e 400 mila le donne che, nel corso della propria vita, hanno subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale, pari al 31,9% della popolazione femminile dai 16 anni in su, si tratta di una donna su tre (ISTAT 2025).
Accanto alle forme più evidenti di abuso, emerge con forza anche la violenza economica, che si manifesta attraverso il controllo o la limitazione dell’autonomia finanziaria delle donne, il 13,6 % delle donne che vivono con un partner dichiara di non essere economicamente indipendente. Tra queste il 24,3% non partecipa alle decisioni economiche familiari e il 42,4% riferisce di subire forme di violenza economica (ISTAT 2025).
Da un'elaborazione svolta in collaborazione con il Servizio Analisi Criminale, ufficio interforze del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, sui dati inseriti nell’applicazione SCUDO, relativi alle richieste di aiuto e intervento ricevute dalle Forze di polizia, emerge che: nel 2023 in Italia, le richieste di aiuto e intervento per episodi di “violenza domestica o di genere” subita dalle donne sono state 13.793. Nonostante la sua diffusione, la violenza domestica, compresa quella assistita, è un fenomeno ancora in gran parte sommerso.
Ad Ali Spiegate è un progetto promosso da Save the Children a partire dal 2022 e sviluppato in collaborazione con Centri Antiviolenza e Case rifugio al fine di supportare i percorsi di protezione di nuclei mamma-bambino sopravvissuti a violenza domestica e assistita attraverso un intervento basato su una metodologia di presa in carico integrata delle donne e dei loro figli e figlie che affrontano un percorso di fuoriuscita dalla violenza. L’azione viene implementata con 8 Centri Antiviolenza e/o Case Rifugio partner di progetto: CADMI – Casa di Accoglienza delle donne maltrattate di Milano ODV, Svolta Donna ODV, Associazione Artemisia APS, Alice Cooperativa Sociale, Polo 9 cooperativa sociale impresa sociale, Cooperativa Spazio Donna, Be Free cooperativa sociale e Associazione Thamaia Onlus.
Attraverso una stretta collaborazione con i partner territoriali, il progetto sostiene donne, bambini e bambine che intraprendono un percorso di fuoriuscita dalla violenza, promuovendone il benessere, l’autonomia e l’inclusione sociale e lavorativa. Si prevedono quindi:
- Interventi di sostegno al benessere. La violenza domestica ha effetti anche severi sulle donne e i bambini e le bambine che ne sono colpiti. Fondamentale è offrire loro l’accesso ad esperienze positive e di crescita, sia per migliorare il benessere personale che la relazione mamma-bambino/a. Il benessere di un singolo membro del nucleo si riverbera infatti necessariamente anche sull’altro. Per questo è prevista l’erogazione di diversi tipi di doti di protezione rivolte ai nuclei mamma-bambino/a o solo ai bambini e alle bambine ospiti nelle case rifugio.
- Dote psicoeducativa: intervento focalizzato a supportare la relazione mamma-bambino/a sopravvissuta alla violenza promuovendo la resilienza e l’elaborazione di emozioni e vissuti (ad esempio con: pet-therapy, laboratori sulle emozioni, logopedia, musico/arte-terapia, psicoterapia). Questi interventi offrono uno spazio sicuro e protetto in cui riconoscere ed esprimere emozioni. Il rafforzamento della relazione affettiva tra madre e figlio/a rappresenta un elemento centrale del percorso di ripresa, poiché contribuisce a ricostruire un senso di sicurezza, fiducia e stabilità;
- Dote ludico-ricreativa: intervento focalizzato a promuovere, in un contesto di gioco, le risorse e le potenzialità individuali del/la bambino/la (ad esempio attraverso un centro estivo o gruppo sportivo). Tali esperienze consentono ai minori di recuperare momenti di quotidianità e normalità, rafforzando competenze relazionali, autostima e senso di appartenenza al gruppo dei pari;
- Dote formativa: intervento attraverso beni o attività per lo sviluppo del/la bambino/a da un punto di vista formativo (ad esempio: corso di lingua, doposcuola, ripetizioni). La continuità educativa rappresenta un fattore fondamentale di protezione per bambini/e che hanno vissuto situazioni di violenza, le attività formative intervengono in eventuali difficoltà scolastiche e rafforzano la fiducia nelle proprie capacità e l’inclusione sociale.
- Dote mamma – bambino/a: percorsi condivisi con attività ricreative, momenti di svago ed esperienze come piccole vacanze, favoriscono la ricostruzione del legame affettivo tra madre e figlio/a. Le esperienze vissute insieme rappresentano occasioni fondamentali per rafforzare la relazione e creare un nuovo legame al di fuori dalla violenza. Questi momenti favoriscono il raggiungimento di un nuovo equilibrio, contribuendo a consolidare il senso di sicurezza e fiducia reciproca.
- Interventi di sostegno all’ Autonomia e dell'inclusione lavorativa. Per i nuclei mamma-bambino/a fuoriuscire da una situazione di violenza domestica presenta molti ostacoli, alcuni dei quali anche materiali. La fase del reinserimento sociale in autonomia, sia che arrivi dopo un percorso di protezione sia che si sviluppi come diretto allontanamento dal partner maltrattante, è spesso ostacolata da fattori economici e sociali. La violenza economica è una delle forme che assume la violenza domestica. In questi casi, spesso alle donne che ne sono colpite viene impedito di lavorare o sono costrette a lasciare il proprio lavoro. Il progetto, quindi, prevede azioni che favoriscono il reinserimento sociale e lavorativo dei nuclei mamma-bambino/a attraverso:
- Doti di autonomia: contributi che possono andare a coprire le spese di affitto o altre spese materiali, di baby-sitter, servizi per l’infanzia o altri servizi di conciliazione vita lavoro, patente di guida, corso professionalizzante etc.
- Corsi di formazione: dedicati allo sviluppo di competenze e talenti delle donne al fine di promuoverne l’empowerment e favorirne l’autonoma economica
- Borse lavoro: L’empowerment della mamma che affronta un percorso di fuoriuscita dalla violenza passa, quindi, anche e soprattutto attraverso la possibilità di sperimentarsi in percorsi di inserimento lavorativo, di valorizzare le proprie abilità e competenze e di raggiungere un’autonomia economica. Save the Children, in sinergia con le agenzie di lavoro e i partner territoriali, promuovepercorsi di tirocini e inserimento lavorativo per donne vittime di violenza domestica.
Per molte donne, il raggiungimento di una stabilità lavorativa rappresenta non solo una fonte di reddito, ma anche uno strumento di emancipazione, autodeterminazione e rafforzamento della propria capacità decisionale.
I percorsi di empowerment e inserimento lavorativo sono personalizzati, costruiti valorizzando le competenze pregresse, le esperienze professionali e le aspirazioni personali delle donne ma anche considerando le loro condizioni psicosociali, familiari e ambientali.
Gli interventi sopra descritti sono possibili grazie a donatori sensibili alla causa come UniCredit, Fondazione Agostino De Rossi, Fondazione Stavros Niarchos, Fondazione CRT.
Per approfondire i nostri interventi nell'ambito di violenza domestica e assistita, vedi il Manuale “Ad Ali Spiegate”.